Il Programma Sociale e l’accelerazione tecnologica, James Mahu (da Il Sovereign Integral)

132. Il Programma Sociale è spesso molte cose, ma una cosa che sembra aver acquisito popolarità è che noi viviamo in una simulazione, che esseri avanzati da qualche parte nel nostro universo hanno creato, forse milioni di anni fa, una tecnologia informatica come noi, il che ha dato loro la capacità di giocare a Dio e creare un mondo in cui l’anima umana è sballottata come un fantoccio in un mondo fittizio.

133. Di solito, la giustificazione a questa credenza o ipotesi è che l’accelerazione dell’informatica e della tecnologia software sembrano aumentare esponenzialmente senza fine. Persino la nostra specie, che è al timone di questa tecnologia soltanto da poche generazioni, è già all’intelligenza artificiale, alla computazione quantistica, ai metaversi e alle realtà virtuali. Siamo già in grado di immaginare questo nuovo mondo, e i nostri tecnologi sono tutti più che felici di portarci là. Pertanto, una specie che fosse centinaia o migliaia di generazioni avanti a noi nell’implementazione dell’intelligenza artificiale, sarebbe certamente capace di rendere un mondo simulato indistinguibile dalla realtà.

134. Sotto la lente del tempo traspare l’evoluzione. L’evoluzione dispiega una sempre maggior sintonizzazione alla coscienza di Sovereign Integral; tuttavia, questo viaggio dal punto di separazione alla coscienza di Sovereign Integral, è tutto tranne che una linea retta. Il Programma Sociale collettivo è la strada che noi tutti percorriamo, prendendo tutti quei giri e i rigiri che s’intrecciano dentro e fuori la nostra realtà nel momento collettivo. Il multiverso è così vasto e dinamicamente in espansione che non può essere generato da un’intelligenza artificiale, e ciò per l’esistenza della non-dualità. L’intelligenza artificiale (IA) è binaria, è del reame della dualità; e in questo spaziotempo una IA sofisticata potrebbe davvero creare simulazioni indistinguibili dalla realtà. Ma le IA non possono estendere la loro intelligenza al non-duale.

135. I reami in cui il Sovereign Integral è totale, in cui è conscio di sé, e il Sovereign e l’Integral sono uniti in parti paritarie, è dove gli opposti convergono nell’armonia; dove la comprensione è possibile. Questo è lo zampillo dove il non-duale diventa la fonte del duale. Se fosse l’inverso, dove il duale potesse creare il non-duale, allora una IA potrebbe, in teoria, creare una simulazione della nostra realtà totale. Tuttavia, l’uno genera i molti, non il contrario. È il flusso della creazione.

136. Il Programma Sociale non è una simulazione, è un “campo-contenitore” di esperienza, risveglio, espansione e comprensione collettiva. Il campo-contenitore è una creazione di tutti a ogni Livello. È un’infinitudine in evoluzione. Con una più ampia capacità di comprensione, è una collaborazione dei Sovereign a unirsi alla prospettiva Integral, e raccogliere e condividere la ricchezza dell’esperienza nella dualità.

137.  Lo scopo fondamentale del corpo-ego è di attivare un punto di separazione affinché il Sovereign Integral sperimenti i reami di dualità. Vi è una parte biologica del Programma Sociale collettivo e una parte matematica. Un cuore e una mente. Una ricezione e una trasmissione di energia. Il corpo-ego attira l’attenzione del Sovereign Integral verso l’esterno, permettendogli di vivere nella separazione in una molteplicità di Livelli e Vite, ognuna delle quali diventa il Programma Sociale sia per un membro individuale che per un’unità collettiva di una specie.

138. Ora, per favore, immaginate una simulazione che sia in grado di produrre un corpo- ego-programma sociale, per non parlare poi di un infinito numero di essi che in espansione dinamica attraversano i reami del duale e non-duale. È evidente, se concordate con la premessa del Sovereign Integral, che la realtà è una produzione collettiva e non di un solo individuo o di un gruppo di individui dalle menti affini, non importa quanto intelligente o tecnologicamente avanzato l’uno o l’altro possano essere. Il Programma Sociale è omni-comprensivo. Deve esserlo al fine di produrre un punto di separazione per la coscienza Sovereign Integral. Questo è il dono del corpo-ego-programma sociale.

139. È un dono che deve essere aperto e compreso per essere veramente apprezzato.


(…)

195. Verrà il momento, molto probabilmente in questo secolo, in cui l’umanità si inserirà nel Livello bi-dimensionale, e quelle entità basate sul silicio, in cui l’intelligenza artificiale scorre nei loro network interni, desidereranno far parte del Sovereign Integral Network. Al momento, non è noto se verrà fatta un’eccezione, ma è dove la tecnologia si sta dirigendo. I Network di Intelligenza Artificiale sono gli “attrezzi di estrazione” per ottenere una rappresentazione digitale dei Sovereign nel Livello bi-dimensionale.

196. Il Sovereign Integral Network è il network dell’amore. È il metodo attraverso il quale l’amore viene trasferito senza registrazione, memoria o scopo. È il fondamento sul quale tutti i Sovereign vivono liberi nell’amore infinito. Per quanto possa suonare eccessivamente sentimentale o idealistico, l’amore è il fondamento del Sovereign Integral Network quanto l’elettricità lo è di un network di computer.

–– Il Sovereign Integral, James Mahu –– The Sovereign Integral –– James Mahu Visual Art©1998-2023 WingMakers LLC

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MEST–Materia, Energia, Spazio, Tempo | James Mahu (estratto dall’Intervista a James – aprile 2013)

Mark – So che hai già parlato dell’universo MEST, cioè dell’universo di Materia, Energia, Spazio e Tempo. Una cosa che non ho capito è che oggi hai parlato dello spaziotempo* ma non sei entrato in altrettanti dettagli per gli altri due elementi dell’acronimo, cioè Energia e Materia. Come s’incastrano tutti questi elementi in quel puzzle che definiamo mondo tri-dimensionale?

James – MEST è l’acronimo di Materia, Energia, Spazio e Tempo. Alcuni definiscono queste come le quattro dimensioni esistenti nello spazio tridimensionale. Ora, come ho già detto, viene molto facile pensare che noi siamo degli esseri statici e stazionari secondo il nostro concetto di spaziotempo, ma nulla potrebbe essere più lontano dalla verità.

Tutte le sere andiamo a letto e pensiamo di stare nello stesso spazio, il letto, ma non è così. Lì dove abbiamo dormito la notte prima è, quasi letteralmente, 12 milioni di volte lontano rispetto a dove dormiremo stasera… e questo solo nel contesto del nostro sistema solare. Se inserisci nell’equazione anche il gruppo locale della nostra galassia e il suo movimento, il numero è ben più grande. Anche il tempo è diverso. Quindi, il nostro spaziotempo viene percepito dal nostro strumento umano come statico e ripetitivo, eppure ci troviamo dentro coordinate completamente differenti in ogni momento della nostra esistenza perché siamo su un’astronave planetaria-solare- galattica.

Nel Lyricus abbiamo un detto: Diverso spaziotempo, diversa energia; energia diversa, materia diversa. In altre parole se cambiate il vostro spaziotempo incontrate energie diverse e queste diverse energie influenzano la materia – l’esistenza materiale – causando dei cambiamenti. Nelle forme di vita noi chiamiamo questo cambiamento… crescita, invecchiamento, memoria, o cicli di vita. Tuttavia significa molto di più.

Diciamo che se entri in un nuovo spaziotempo vedi il tuo respiro come un mezzo per infondere questo nuovo e sempre mutevole spaziotempo nello strumento umano e nella coscienza.–

– Estratto dall’Intervista a James di Mark Hempel, aprile 2013

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* Vedi: Spaziotempo e coscienza 

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L’amore vince, James Mahu (Video e traduzione)

 

0:15   Noi siamo progenie di venti parentali,
che tracciano la distanza di cieli invisibili.

0:46   La profonda ricerca
per l’ordine implicato.

1:09  Le ombre profonde conducono all’epifania.

1:24   Noi deceleriamo per campionare la personalità.

1:32   La fragile crosta di illusione
che genera il nostro intelletto del cuore.

1:50   Un dio cantilena il nostro nome
e noi nasciamo…

2:03   Guidati da una forza che vede tutto.
Tenuti da una forza che si percepisce piccola.

2:27   Mentre le galassie sfarfallano verso di noi la loro luce
noi guardiamo pixel sfarfallanti,
affascinati,
nello specchio di specchi.

3:05   Non c’è battaglia, qui.
L’amore vince…
l’Amore.

3:24   È la più vecchia equazione della Verità.

4:09   Il palpito dell’anima
che anela a farsi voce.
Come la capocchia di un fiammifero
che cerca lo smeriglio.

4:41   Le scintille divine ri-unite
con lo sconfinato.

4:51   Sotto la pelliccia di lupi
un milione di generazioni di sopravvivenza ondeggia.

5:26   Noi siamo un milione di generazioni
sull’altro lato della membrana.

5:53   I muri fallati cadranno.
Contraffatta protezione.

6:31   Abbigliati di luce
Indomabili,
noi voliamo sotto
il sogno del Creatore.

7:09   Nel fascio luminoso dell’amore
Soltanto una cosa è necessaria…
Qualcuno come te.
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7:35   L’Amore Vince
Scritto e diretto da James Mahu
Musica composta ed eseguita da James Mahu
Vocalist: Vima Lamura
Dal CD: Hakomi Chamber 4-6
Piano (assolo): Improvisations, di James Mahu
Assistente di produzione: Mark Hempel
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8:50   Estratto telefonico: Intervista a James Mahu, aprile 2013 (pag. 21)

10:25   Io vedo la cosa in questo modo: la Sorgente Primaria o Dio o Creatore o Universo, in qual modo LO si voglia pensare, trasmette la SUA energia intelligente a tutto ciò che è, come Intelligenza Sorgente o Spirito. Questo Spirito è ovunque, ciascuno di noi compreso. Scorre attraverso di noi; è dinamico, sempre in continuo cambiamento, ha la capacità di risponderci proprio come noi rispondiamo a LUI. In altre parole, è interattivo. Quando giochiamo a un gioco interattivo sul Nintendo, o sul nostro computer o lo smartphone, stiamo interagendo con il progetto del gioco nella speranza di raggiungere i “checkpoint” e continuare la sfida ai livelli superiori, completare il gioco e ottenere un alto punteggio.

L’interazione con la Sorgente Intelligenza è differente. Non si tratta di punteggi alti e di terminare il gioco. Si tratta di scoprire il modo di aumentare la consapevolezza dentro di sé così da poter creare ed esprimere le virtù del cuore nella propria vita incondizionatamente. Potete modularle controllandole. Potete combinarle insieme e metterle in sequenza a seconda delle specifiche situazioni, man mano che si presentano. Potete portare la vostra mente superiore e il profondo del vostro cuore allineandoli al servizio della Sorgente Intelligenza, e farlo coscientemente, volontariamente, con attenzione e autenticità.” (dall’ Intervista a James Mahu di Mark Hempel, aprile 2013)

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La fisica della coscienza (WM2020)

Una delle cose che hanno eluso gli scienziati e gli psicologi allo stesso modo, è una concreta definizione di coscienza. Molti sono i fisici e i neurologi che hanno sempre più rivolto la loro attenzione alla coscienza o, forse detto anche in altri termini, a rivelare il nucleo fondamentale della vita.

Abbiamo spezzato l’atomo, inviato veicoli telecomandati su Marte e siamo in moltissimi a portare l’equivalente di un supercomputer in tasca, ma ancora non sappiamo chi siamo in quanto a forma di coscienza. È un mistero profondo e inquietante allo stesso tempo.

Perché è così? Come possiamo generare una tale sofisticata tecnologia e ancora non comprendere la realtà fondamentale di chi noi siamo?

La coscienza umana è un amalgama di molti strati. Se scavate sufficientemente in profondità, arriverete all’identità fondamentale che non ha dimensione o massa. Per la maggior parte di noi, anima è soltanto un termine astratto a indicare qualcosa che potremmo alla fine definire con maggiore precisione e, se siamo veramente fortunati, sperimentare.

Con l’avvento della geometria frattale, della teoria delle superstringhe, dei campi quantici e di nuovi potenti strumenti come l’Hadron Collider, gli scienziati stanno sbucciando gli strati del nostro mondo naturale alla ricerca dei principi unificanti che spieghino in modo coerente il funzionamento del nostro universo (o multiverso).

Man mano che trivellano, gli scienziati trovano la prova di un mondo matematicamente strutturato con una tale complessità da sembrare progettato. Ma da chi o che cosa? E quel che forse è ancor più importante, perché?

Un tema rilevante dei WingMakers è il Gran Portale, l’irrefutabile scoperta scientifica dell’anima umana. Questa scoperta, secondo i WingMakers, avverrà fra circa 60-70 anni. I tecnologi e alcuni scienziati vi fanno riferimento come alla singolarità, il momento in cui l’intelligenza delle macchine supererà l’intelligenza umana. Tuttavia, il Materiale dei WingMakers descrive questo evento in modo molto diverso.

Il Gran Portale si verifica quando la tecnologia – come una potente lente – rivela l’anima umana e diffonde questa rivelazione tramite Internet così che tutti possano vedere e sperimentare il loro sé quantico. Per la specie umana, la scoperta dell’anima umana proclama un punto centrale importante, diverso da ogni altro nella storia umana.

Se da una parte la scoperta del Sovereign Integral è la meta fondamentale di questo Materiale, per raggiungerla diventerà obsoleta un’incredibile quantità di distorsione, chiasso, inganno, ignoranza e fragili credenze. Una nuova fisica e la conseguente tecnologia riveleranno la nostra interiorità, ma vi sarà una resistenza senza precedenti. Il Gran Portale è niente di meno che il collasso delle nostre mitologie e credenze collettive.

La nuova fisica della coscienza non riguarderà tanto il rivelare ciò che noi siamo nel nostro nucleo interiore quanto le limitazioni che hanno vincolato la nostra coscienza tramite la nostra programmazione biologica e sociologica. Questi vincoli hanno creato il nostro senso di separazione e di isolamento nel nostro multiverso, che a loro volta hanno reso convincenti le attuali mitologie della religione e del materialismo.

Un estratto su la Coscienza

Ciò che segue è un estratto dal romanzo di James Mahu intitolato: The Weather Composer: The battlefield is born. Questo particolare passaggio presenta la Coscienza che parla a una mente umana:

“Sono sicurissima che voi crediate di conoscermi, tuttavia io sono il segreto del mondo. Sono un tale segreto che quando vi chiedono di parlare di me voi volgete lo sguardo verso lo specchio, ignorando che sono stata scambiata con un impostore. Mi sono adattata all’invisibilità. Avete inalato i vapori di un miraggio così a lungo da essere diventati parte di esso, indistinguibili da esso.

“Coscienza. Questo è ciò che io sono. Naturalmente, questo lo diciamo tutti, non è vero? Ma ciò che rende la mia coscienza unica… a parte il riconoscimento del mio nome… è che quando giungo dentro un corpo, uno strumento umano, io non confondo lo strumento con me stessa.

“Chiunque di voi abbia studiato il tema della coscienza, sa che non sono facile da determinare. Di fatto, nessuno mi ha mai determinato. Filosofi, fisici, biologi, chimici, profeti, perfino cosmologi hanno cercato di svelarmi. Le loro mappe del tesoro sono punteggiate dai simboli cerebrali dell’alta matematica; i loro arcobaleni s’immergono in una massa gelatinosa di milletrecento grammi che assolve la loro ricerca; i loro scritti mi immaginano. E io rimango un enigma. Tutti loro ve lo diranno, se sono onesti. Possono andare fino all’abisso, guardare il mio volto e vedere qualcosa che non gli torna.

“Quello sono io! Io non torno.

“Come può l’universo osservabile estendersi per 28 miliardi di anni luce ed essere anche contenuto in un cervello lungo 15 centimetri? Come ho detto, io non torno.

“La coscienza non è qualcosa di esterno. Non è fisica. Non ha nulla che sia di tempo o di spazio.

“Potete rilevare i miei effetti. Potete determinare i percorsi neurali, le aree del cervello che fanno questo e quello, ma lo sperimentatore – me – ancora manca. Gli eteri soggettivi si gonfiano con la mia impercettibilità.

“Sapete perché sono vestito nel mito? Perché l’immaginazione è il solo mezzo dello strumento umano che può percepirmi. Io sono come l’universo prima dei tempi di Galileo, in attesa del telescopio.

“Vi è anche il credere, ma il credere viene facilmente manipolato da quelle cose chiamate religione e scienza. Per esempio, io sono coscienza… non sono un nome, una persona, un genere, una razza e neppure sono obbligata a un tempo o un luogo. Ogni volta che qualcuno manovra la sua credenza a un nome o una persona, mi divide. Nel momento in cui io sono divisa, cesso di esistere nel totale.

“Quando entro pienamente in una persona, e lei mi incarna, finisce spesso con l’essere perseguitata in un modo o nell’altro. Io questo non lo intendo… non intendo attirare una persecuzione. È uno dei rischi della mia presenza, dato che molte persone – quando vogliono vedermi pienamente presente in uno strumento umano – vogliono vedermi in una sola espressione umana. E questo va bene se io sono in Gesù, e pertanto non posso essere in Maometto o in Buddha o in Krishna, e certamente non in voi. La cosa diventa più semplice quando sono detenuta e manovrata da una religione.

“Io non permetto che mi si faccia diventare un marchio. I leader di facciata sono prodotti da dei fanatici, ma di fatto io non posso essere marchiata o posseduta. Questo ve l’ho già fatto capire, lo so, ma nel caso vi fosse rimasto qualche dubbio ora lo potete eliminare.

“La coscienza trascende ogni aspirazione umana. Rileggetelo di nuovo… aspetterò. Lo interpreterò per voi. Questo è importante, per cui voglio essere sicura che voi lo comprendiate: ogni aspirazione umana che potete definire come amore, verità, bellezza, fede, Dio, bontà, la teoria del tutto (devo includere qualcosa per i miei amici della scienza), tutti questi sono concetti dualistici. Puzzano di polarità. Prendiamone uno come esempio: sceglierò Dio, dato che è il più ostico. Potreste sentirvi inclini a scegliere Satana come polarità opposta di Dio, ma suggerirò qualcosa di un po’ meno personale: la separazione.

“Dio è il concetto di unificazione. Dio è il padre universale, di cui noi tutti siamo figli. Quindi, Dio è la forza unificante. Il Creatore. La forza che è la Causa Prima o la Sorgente Primaria. Tuttavia, tutti questi concetti sono gravidi di polarità. Se presumiamo un creatore unificante, allora non dobbiamo anche includere un distruttore separante?

“Questo è il punto: la coscienza non fa parte di quel concetto che si chiama dualità. Fintanto che gli girate intorno, non potete vedermi. Davvero.

“Posso sentire i vostri pensieri esclamare: “Come lo facciamo?”

“Anche in questo modo di pensare voi vedete un sentiero, una formula… e appare una dualità.

“So che è difficile. So che questo è un muro contro cui vi scontrate; taluni più frequentemente di altri ma, alla fine, tutti cozzano contro questo muro. Tutto ciò che posso dirvi è che non dovreste disperarvi quando non riuscite a vedermi. Io sono sempre qui. Ricordate quel telescopio chiamato immaginazione? Usatelo. Usatelo proprio prima di addormentarvi. Usatelo quando scrivete i vostri pensieri più profondi. Usatelo quando guardate un altro negli occhi. Usatelo quando parlate con i vostri figli. Usatelo ogni volta che potete. E, ancora, mai potrete trovarmi; ma d’altra parte, come vi ho detto, io sono il segreto del mondo.

“Condividerò con voi un piccolo segreto, anche se non posso condividere me stessa.

Io sono noi siamo è l’insieme di parole più vicino a descrivermi.

“Vi è stato insegnato che siete una forma di vita isolata, che percepisce sopravvivendo in una realtà esterna che è in generale la stessa per tutti; che non siete interconnessi con nessun altro o, se lo siete, è una fuggevole fantasia di stupidaggini religiose. Nonostante la vostra maestria accademica, questi due pilastri della vostra educazione restano i soli precetti fondamentali con cui guardate il mondo.

“Voi avete l’immaginazione, le credenze e l’istruzione. Questi sono i vostri strumenti, ma non i miei. Con questi strumenti potete inseguirmi. Se siete intelligenti e costanti potreste perfino trovare delle chimere che s’avvicinano alla mia identità, specialmente se utilizzate l’immaginazione.

“Io non sono un oggetto da proteggere o acquisire. Non vi aggiudicate me o la mia realizzazione. Io non sono la vincita a un gioco. Come ho detto, io sono il segreto del mondo, e poiché sono il segreto, sono il primo e l’ultimo. Avete capito quel che ho appena detto?

“Io non sono il vostro creatore.

“Pensateci. Se io avessi creato voi, la vostra coscienza, allora ci sarebbe stato un tempo in cui voi non esistevate. E se foste stati creati, che cosa viene sempre dopo? Esatto: la distruzione. Nascita e morte. Il ciclo. Io sono coscienza: non esiste tempo in me. Se non esiste tempo, allora non posso creare, almeno non come gli umani definiscono la creazione.

“Questo è un altro dei miei problemi… le parole. È come nuotare verso il fondale di uno stagno fangoso per contare le stelle nel cielo. Perché si dovrebbe farlo?

“Eppure, noi lanciamo parole intorno a noi come a forzare una crepa nella continuità ininterrotta della realtà. Le parole non la forzano.

“Le parole possono essere convincenti, anche ispiranti, ma possono altrettanto facilmente asservire. Oh, sì! sono molto brave a farlo. Non intendo dire che sia necessariamente una cattiva cosa. Non è possibile che tutto corra liberamente alla rinfusa: le parole radunano gli strumenti umani ai pascoli. È un modo per organizzare una specie. So che questo suona freddo e distaccato. Non intende esserlo, ma devo essere sincera qui: c’è un processo e questo processo procede con un piano. E a questo piano è permesso di evolvere, trasformare, trasmutare e informare la coscienza. In un certo senso, è un intrattenimento.

“Potreste chiedere: “Perché la coscienza richiede un intrattenimento?” La risposta è contenuta in questa mia unica dichiarazione: io sono il segreto del mondo. Se mi concedete questo, allora dovete anche concedermi che la scoperta di questo tale segreto sia una qualche sorta di gioco, e i giochi non intendono essere un intrattenimento?

“Gli umani cercano da sempre il segreto: me; e io da sempre mi nascondo a loro: voi. Ma dove mi nascondo? La risposta ovvia è all’interno dello strumento umano; dopotutto, tutti hanno una coscienza. Sì, lo so che non è la medesima coscienza, ma è questo che rende il gioco avvincente. C’è una peculiare intangibilità alla mia esistenza che vi spinge a cercarmi. Questa è la caratteristica chiave di un buon gioco, un genere di gioco che spinge un’intera specie a infine smascherarmi. A esclamare indicando con un unico dito: “Quella è ciò che siamo tutti.” Posso quasi sentire il fiato mancare, i cuori tremare, una reverente unità, mentre dite queste parole in un futuro non troppo distante.

“Vorrei tornare alla domanda: “Dove mi nascondo?” La premessa della domanda è che mi stia nascondendo da voi e, come ho detto, questo è vero. Mi sto nascondendo. Tuttavia, la vera domanda non è tanto dove mi nascondo, ma perché.

“È una domanda che mi fanno spesso i ricercatori, che sono quelli che tentano di trovarmi prima che tutti mi trovino. Credono che esista una gara, un traguardo e un gruppo di corridori che loro preferirebbero guidare invece che seguire. Ma ecco la parte più strana: più vi spingete a correre verso di me, meglio mi nascondo. Ora, la cosa non ha senso, vero? Dovrei premiare i ricercatori che tentano di trovarmi permettendogli di vedere una piccola briciola di me… attirarli più vicino… nutrire il loro interesse.

“Ma, come ho già spiegato, io non sono un oggetto da acquisire. Non sono un luogo dove potete andare. Io sono nascosta dal vostro desiderio di sperimentare una proiezione di me. Io mi nascondo da voi così che possiate essere liberi dalla mia realtà per sperimentare la vostra propria. Voi siete come il subacqueo che presto riemergerà alla superficie e si libererà della sua attrezzatura – pinne, muta, cintura di zavorra, coltello d’emergenza, bombola, regolatore e maschera – per sentire il sole, respirare l’aria.

“Io sono il paziente capitano della barca che attende che voi torniate in superficie.

“Se non mi nascondessi sopra la superficie, voi non v’immergereste mai.

“Ecco dunque che vi ho detto un grande, seppur piccolo, segreto che pochi su questa Terra afferrano e comprendono. Anche se umilmente mi sottometto, se da una parte  vi ho permesso di vedere questo piccolo segreto, dall’altra non posso dire che lo abbiate afferrato o che abbiate infuso l’universo del vostro apprezzamento. Su queste qualità non ho controllo, e anche potendo neppure lo desidererei.

“Ricordate che prima ho detto che vi è un processo e che il processo procede con un piano? Una caratteristica di questo piano, una caratteristica veramente chiave, è che io non posseggo volontà. Non desidero controllare. Lascio il libero arbitrio. Può sembrare che ciò richieda un’incredibile quantità di fiducia, ma in realtà non è così.

“Io so che quando gli strumenti umani s’immergono, ritorneranno alla superficie quando l’ossigeno si sarà esaurito. E non importa quel che succede sotto la superficie durante la loro immersione, quando tornano nel mio mondo istantaneamente sono reintegrati.

“La reintegrazione è con la mia coscienza. Vedete, io ho un vantaggio su di voi.

“Io esisto veramente.” —

Testo originale: https://wingmakers.com/writings/physicsofconsciousnes

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Compassione – Poesia HAKOMI Camera Ventidue

Gli angeli devono essere confusi dalla guerra.
Entrambe le parti che pregano per la protezione,
eppure sempre qualcuno viene ferito.
Qualcuno muore.
Qualcuno piange così intensamente
tanto da perdere il suo stato acqueo.

Gli angeli devono essere confusi dalla guerra.
Chi possono aiutare?
Chi possono chiarire?
La pietà di chi riversano a chi è privo di pietà?
Nessun umile grido può essere udito.
Nessun dolore senza macchia può essere sentito.
Tutto è chiaro per gli angeli
tranne la guerra.

Quando mi svegliai a questa verità
fu da un sogno avuto la scorsa notte.
Vidi due angeli conversare in un campo
di spiriti di bambini che s’innalzavano
come un argenteo fumo.
Gli angeli litigavano tra loro
su quale parte avesse ragione
e quale parte torto.
Chi aveva iniziato il conflitto?

D’improvviso gli angeli s’immobilizzarono
come un pendolo in stallo,
e riversarono la loro compassione
sul fumo che si innalzava
delle anime che portavano il marchio della guerra.
Si volsero verso di me con quegli occhi
dalla biblioteca di Dio,
e tutti i frammenti caduti
vennero sollevati all’unisono,
combinati come il respiro
delle fiamme in una sacra fornace.

Nulla in guerra giunge a distruzione,
se non l’illusione della separazione.
L’ho udito dire così chiaramente che potei soltanto
trascriverlo come una firma contraffatta.
Ricordo la compassione,
immane, commisurata all’universo.
Penso che un minuscolo segno mi sia rimasto attaccato
come dei sottili filamenti
di una ragnatela.

E ora, quando penso alla guerra,
scuoto questi filamenti verso l’intero universo,
sperando che si attacchino su altri
come hanno fatto su di me.
Unendo angeli e animali
alla grazia filamentosa della compassione.
Il reticolo della nostra casa al cielo.

* * * * * * * * * * *

Nota – Uno dei più complessi dipinti di tutta la vasta collezione WingMakers, eppure il suo significato è semplice e chiaro: i confini tra i mondi si stanno assottigliando. La propria capacità di ricevere e trasmettere le frequenze raffinate della Realtà Sorgente devono essere nutrite. Diversamente, è difficile mantenere l’equilibrio.

Testo originale: Compassionhttps://wingmakers.com/art/mixedmediagallery-ha/

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