La Filosofia dei WingMakers, 5 – Uno studio personale (S)

Realtà Sorgente – Realtà Sovrana – Realtà Individuale

La Realtà Sorgente è la realtà esplicata dalla Sorgente Primaria e la realtà sovrana è quella esplicata dall’Entità/Coscienza Individualizzata attraverso la complessività delle sue componenti. La realtà individuale è la realtà percepita dall’individuo attraverso il suo strumento umano. La realtà è una e la sua manifestazione si presenta secondo le preferenze di ogni singola Entità/Coscienza Individualizzata, a cui è stata data la libertà di scelta nell’esplorazione dei mondi di tempo-spazio.

Penso sia importante riconoscere la distinzione tra queste diverse sfaccettature di realtà, perché ciascuna ha una sua valenza e campo di espressione. La Realtà Sorgente include ogni possibile e inimmaginabile realtà, essendo la Sorgente Primaria la collettività di ogni espressione manifesta e immanifesta. La realtà sovrana dell’Entità/Coscienza Individualizzata interagisce con la Realtà Sorgente per produrre la realtà individuale che, per quanto mi pare di aver capito, a sua volta viene indotta dall’interazione della coscienza dell’individuo, inevitabilmente condizionato dal Sistema Mente Umana.

“Questi concetti (Legge di Attrazione, potere del pensiero e intenzione) si collegano a come i pensieri focalizzati, uniti all’aspettativa di ciò in cui si crede, possano influenzare la nostra esperienza della realtà. C’è del vero in questi concetti, ma questi non sono i “driver” della realtà. La realtà è una cosa molto più complessa della conseguenza di un’intenzione focalizzata, di una visualizzazione mentale o di una preghiera.

Parte della realtà è una conseguenza del vostro schema individuale; parte della vostra esperienza si collega al vostro sé superiore che allestisce le esperienze per voi; parte è una conseguenza delle vostre azioni passate; parte di essa è un riflesso dei vostri pensieri e delle vostre emozioni e la loro attrazione energetica; e parte è data dal desiderio del vostro sé superiore di sperimentare nuovi campi di energia. Soltanto uno di questi elementi è influenzato dall’intenzione o Legge di Attrazione, e di certo lo schema fondamentale della Forza Progettante, come co-creato dal vostro sé superiore e dalla Sorgente Primaria, non è soggetto alle intenzioni o alle supplici petizioni del vostro ego-personalità, per quanto eloquenti e accorate.” – James, Vivere dal Cuore

Per quanto sopra, anche se solitamente non ci pensiamo, noi siamo costantemente immersi nell’Universo di Totalità:

“L’Universo di Totalità è l’aggregato di tutte le dimensioni e le realtà. È unificato e interconnesso attraverso la Sorgente Intelligenza. È dinamico e in un perenne stato di cambiamento ed evoluzione sperimentale. È, semplicemente, troppo vasto e dinamico da comprendere o stabilirne una qualsiasi misurazione.” – Glossario

Di conseguenza, mi viene da pensare che la “realtà” di per sé non esiste se non nel momento in cui si produce come manifestazione, una manifestazione legata a una condizione di consequenzialità gestita interamente dalla Coscienza Individualizzata / Entità condizionata dal suo strumento umano nel MEST (Materia–Energia–Spazio–Tempo), quindi totalmente soggettiva e solo in parte oggettivamente sperimentabile nel momento in cui viene definita come “realtà consensuale”.

Dimenticando la nostra unicità e multidimensionalità intrinseca, non vediamo l’unicità e la multidimensionalità della realtà in cui esistiamo e la limitiamo agli angusti e miopi confini dell’istinto di sopravvivenza generato dalla Struttura Occulta di Soppressione della S.I.

“L’Entità Universale (Universo di Totalità) è partner nel plasmare l’espressione della realtà della propria vita. La realtà è una creazione interiore completamente libera dai controlli e dalle condizioni esterne se l’individuo proietta un’immagine di sovranità sullo specchio dell’Entità Universale.” – Camera Uno

La realtà manifestata dalla triade “Realtà Sorgente–realtà sovrana–realtà individuale” viene espressa dalla Coscienza dell’Entità e dal suo strumento umano con il supporto di tre elementi peculiari: il sistema energetico della credenza, lo schema di esplorazione e il libero arbitrio di cui gode l’Entità.

Ricordo che qui la protagonista è sempre l’Entità/Coscienza Individualizzata e non il personaggio storico che si identifica con lo strumento umano, infatti:

“Lo strumento umano, quando viene indossato dall’Entità, diventa la realtà dominante in cui si proietta la scena d’osservazione dell’Entità. Si può paragonare a un pilota che entra in un aereo e comincia a concentrarsi sul quadro dei comandi. L’Entità può operare con efficacia entro un ampio raggio che va da una ad approssimativamente mille realtà dominanti, tutte simultaneamente nel tempo sequenziale. (…) Mentre leggete queste parole state funzionando in dieci, se non cento, realtà simultanee nel multiverso, ma soltanto l’Entità è in grado di percepire queste realtà.” – Camera Tre

Considerando il lavaggio del cervello operato dai mezzi di comunicazione e dalle regole sociali, si deve fare uno sforzo notevole per porre la propria attenzione e riflessione su quella che è la nostra realtà personale. Penso, infatti, che la cosa più difficile sia individuare e distinguere la nostra realtà da quelle altrui, vere o presunte che siano. Il sistema ama fare di ogni diversa erba un fascio indistinguibile, così da poter generalizzare e, in questa generalizzazione distorta farci immedesimare tutti ugualmente indifesi e incapaci laddove invece ci sono differenti gradi di capacità e di difesa. È su tali differenze personali che possiamo esercitare la nostra artisticità di espressione, è sulla capacità di riconoscerci non paragonabili che possiamo trovare uno spazio di libertà d’azione non conformista: possibilmente nella direzione del Gran Portale.

“Nessuno ha creato questo campo da gioco perché fosse uguale ed equilibrato per tutti. È stato progettato per consentire il libero arbitrio e la selezione della realtà basata sulle preferenze individuali.” – La Prima Intervista al dr. Jamisson Neruda

[continua]

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La Filosofia dei WingMakers, 4 – Uno studio personale (S)

L’esperienza trasformativa (Filosofia, Camera Uno)

Tutte le entità negli universi di tempo-spazio sono a differenti stadi dell’esperienza trasformativa…”

“L’esperienza trasformativa è il riconoscimento che il modello di espressione dell’entità è in grado di accedere direttamente alle informazioni della Sorgente Intelligenza e che le informazioni della Sorgente Primaria vengono scoperte a livello di Sovranità Integrale dell’entità.”

“Lo strumento umano non è nemmeno in grado di afferrare e raccogliere questa informazione liberatrice…”

“È l’Entità ad essere sia il rifugio che lo strumento d’accesso all’attivazione dei Codici Sorgente che permettono all’esperienza trasformativa di manifestarsi attraverso l’integrazione dello strumento umano e dell’entità sovrana.”

Le affermazioni qui sopra sono le prime battute della Filosofia Camera Uno e definiscono lapidariamente i concetti di base su cui si basano gli sviluppi successivi.

Nel leggere la Filosofia bisognerebbe tenere a mente che la protagonista principale è l’Entità/Coscienza dell’Entità (non soggetta al tempo-spazio) e che tutte le informazioni ruotano intorno a lei. Pertanto, quella spontanea identificazione di noi stessi con questa protagonista è fallace se per “noi stessi” noi consideriamo la nostra personalità, intesa come fisicità di una certa un’età con nome e cognome, con ruoli sociali e vincoli familiari, e in un contesto geografico e storico. Di fatto, tutto ciò appartiene a quello strumento umano che è funzionale all’interazione con quella dimensione di tempo-spazio che l’Entità/Coscienza dell’Entità si trova a sperimentare.

“È possibile intravedere l’esperienza trasformativa con lo strumento umano, ma non è possibile sperimentarla con questo stesso strumento.”

Questo è, secondo me, un punto importante, poiché la nostra identificazione con lo strumento umano è tale da rapportare ad esso ogni tipo di esperienza e di realtà. Siamo capaci di prendere in considerazione che, forse, la “vera e reale” spiritualità non attiene allo strumento umano? Ci è possibile considerare che lo strumento umano possa “appartenere” alla spiritualità, ma non la spiritualità allo strumento umano? Possiamo accettare che la goccia può rappresentare il mare, ma che la goccia non è il mare? Abbiamo una profonda illusione indottaci dagli insegnamenti  prodotti nell’ambito del Modello di Esistenza Evoluzione/Salvezza e questa illusione viene illustrata così:

“Credi che l’esperienza di questa energia sublime e intelligente possa essere ridotta in termini umani? (…) Nessun insegnante in uno strumento umano sulla Terra, in questi tempi o nei tempi passati, ha la capacità di vivere come umano e simultaneamente vivere come frammento-Dio.” – Discorso del Lyricus n. 1, Sperimentare il Navigatore di Totalità

Pertanto questa “esperienza trasformativa” pur non rientrando nell’espressione o nella diretta esperienza dello strumento umano – non essendo da esso esplicitamente colta attraverso le porte percettive dei cinque sensi e del cervello/razionalità – può tuttavia essere anche per suo tramite permessa all’Entità. A questo punto, tenere in considerazione che quanto facciamo con il nostro strumento umano (azioni, emozioni, pensieri) contribuisce e partecipa all’esperienza della nostra reale e imperitura realtà che è quell’aspetto di noi che è l’Entità/Coscienza Individualizzata, ci dovrebbe sollevare un poco dalla frustrazione del non “capire sempre tutto”. Il diagramma Architettura della Coscienza Individualizzata è un utile strumento per ricordarci la complessità e l’interconnessione che esiste tra le sue/nostre varie componenti di esperienza.

Mi rendo conto che questa prospettiva possa essere destabilizzante per il comune modo di pensare e che non è in tal forma che vengono proposte le informazioni spirituali delle varie tradizioni e correnti più moderne, ma questa è – non di meno – una possibilità, anche se finora non è mai stata presentata in modo così esplicito e dirompente. Tuttavia, questo è il Materiale dei WingMakers: non una conformità ma la presentazione di un nuovo punto di osservazione che sinora è passato inosservato. Come viene qui sotto esemplificato:

“Viviamo in un gioco a premi che ha quattro porte e dove il conduttore continua a ripetere: “… scegli una delle quattro porte”, ignorando del tutto che esiste una quinta porta. Questo nuovo punto d’avvio inserisce l’opzione della quinta porta. Questa è la differenza.” – La Quinta Intervista al dr. Jamisson Neruda

Volendo ulteriormente schematizzare, vi sono due fondamentali tipi di informazioni a cui lo strumento umano (cioé la controparte nel tempo-spazio) non ha accesso: le informazioni della Sorgente Intelligenza e le informazioni della Sorgente Primaria. Le prime sono accessibili da parte dell’Entità / Coscienza dell’Entità / Coscienza Individualizzata e le seconde dalla Sovranità Integrale. Due diversi livelli di informazione raggiungibili da due distinti elementi del complesso della Coscienza Individualizzata, dove lo stato di Sovranità Integrale viene raggiunto dall’Entità, laddove:

“La Sovranità Integrale è la massima espressione del Modello di Entità negli universi di spazio-tempo …”

“La Sovranità Integrale è anche lo stato naturale di esistenza dell’Entità che si è trasformata ed è andata oltre il modello di esistenza evoluzione/salvezza staccandosi dagli aspetti controllanti della Gerarchia grazie alla completa attivazione dei suoi Codici Sorgente.”

Per quanto mi pare di aver capito, qui vi sono due punti: 1) lo stato di Sovranità Integrale prevede la presenza di uno strumento interagente nello spazio-tempo; e 2) lo stato di Sovranità Integrale appartiene a un’Entità che ha effettuato con successo una sua intrinseca trasformazione. Per quanto riguarda la Gerarchia rimando a [1].

L’interconnessione e l’interazione tra le diverse componenti della Coscienza Individualizzata fa sì che lo strumento umano possa riflettere in parte la profondità e l’estensione di questa interconnessione e interazione. In altre parole, lo strumento umano offre un contributo (nonostante le limitazioni in cui esiste) all’evoluzione/trasformazione dell’intera Coscienza Individualizzata, e ne è sia una parte attiva che una parte passiva. È parte attiva quando si presta ad essere funzionale all’esperienza dell’Entità ed è parte passiva quando, in tale funzionalità, beneficia delle direttive e delle esperienze elaborate dalla Coscienza dell’Entità.

Per quanto riguarda i “Codici Sorgente”, cito parzialmente e rimando alla definizione completa nel Glossario:

“I Codici Sorgente sono degli “attivatori” incastonati che sono presenti nella Coscienza dell’Entità. Hanno lo specifico scopo di risvegliare lo strumento umano alla multidimensionalità dell’Entità e alle informazioni liberatrici che sono depositate nella Coscienza dell’Entità.” – Glossario

Questa attività di risveglio dello strumento umano si ottiene:

“… solo quando la coscienza individuale si separa dal tempo e riesce a vedere la sua esistenza nell’atemporalità.”

Per quanto sopra, mi sembra d’intendere che noi, a un certo punto, dobbiamo compiere quell’immane sforzo di contrastare l’istinto di sopravvivenza animale nei mondi di tempo-spazio e considerarci una coscienza eterna:

“La specie nel suo insieme impara come fondere il veicolo dell’anima (es. strumento umano, ndt) con la sua coscienza individualizzata e a far funzionare il veicolo dell’anima come un’estensione integrata della coscienza individualizzata. Quando ciò avviene, il veicolo dell’anima cambia la sua vibrazione affinché sia in risonanza con l’anima …” – Estratti dalla Cosmogonia Liminale

Ma, in sostanza, che cos’è l’esperienza trasformativa?

“L’esperienza trasformativa consiste nel riconoscere che la realtà percepita è la Realtà Sorgente rappresentata in forma di preferenze individuali. Quindi la Realtà Sorgente e la realtà sovrana diventano inseparabili come il vento e l’aria.”

L’aggettivo “trasformativo/a”  intende qualcosa che “predispone uno stato atto alla trasformazione”, cioè non è causa diretta della trasformazione stessa ma la permette… Quindi, l’esperienza trasformativa è un’esperienza che permette – se riconosciuta e utilizzata a tal fine – una trasformazione che dipende da un atto di riconoscimento o applicazione di una volontà. In breve, viene allestita un’opportunità di trasformazione che può essere o non essere riconosciuta, raccolta, attuata.

L’esperienza trasformativa viene accelerata dall’allineamento dello strumento umano con la prospettiva della Sovranità Integrale attraverso i Tre Principi di Vita della S.I.:

  • la relazione con l’Universo attraverso la gratitudine
  • l’osservanza della Sorgente in tutte le cose
  • il nutrimento della vita

“Questi principi allestiscono le opportunità per l’integrazione delle identità senza-forma e aventi-forma dell’Entità. Sono ponti che permettono allo strumento umano – con intatto tutto l’insieme delle sue componenti – di poter sperimentare la percezione di totalità della Sovranità Integrale.”—

[continua]

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[1] Vedi * Gerarchia nel Glossario e * La Gerarchia – Uno studio personale

Pubblicato in Filosofia (e Glossario), Studio Filosofia, Studio Personale

La Filosofia dei WingMakers, 3 – Uno studio personale (S)

Multidimensionalità e interazione

“Il cambiamento che io voglio vedere nel mondo è che le persone comincino a vedere se stesse come esseri multidimensionali il cui nucleo è la Sovranità Integrale, l’essenza della Sorgente Primaria in un’espressione umana a sé stante.– Intervista a James del Project Camelot

Come già esposto nelle pagine precedenti [1], a mio parere il focus all’interno dei testi della Filosofia è incentrato nell’esporre quella parte di noi che sfugge alla nostra percezione e comprensione intellettuale, e le cui caratteristiche sono espresse nei termini omnicomprensivi di “Coscienza Individualizzata” e di “Entità”; laddove lo strumento umano (l’unità corpo fisico-emozioni-mente) assume l’importante ruolo secondario e funzionale di quell’avamposto di forma nei mondi di tempo-spazio che permette all’Entità di sperimentare quella manifestazione più densa che diversamente le sarebbe preclusa, così come uno scafandro permette di immergersi nelle profondità marine o una tuta spaziale di muoversi sulla superficie lunare.

L’esperienza è acquisita dall’Entità grazie allo strumento umano che raccoglie e le trasferisce i dati. L’Entità dovrebbe dirigere il suo strumento di percezione fisica e lo strumento seguire le indicazioni di esplorazione dell’Entità… Al momento non sembra essere esattamente così …

“Avete mai riflettuto la definizione del vostro Sé? Che cosa è che definisce voi? Se vi guardate allo specchio e togliete le maschere, le pretese, gli inganni, le paure, i pensieri, i sentimenti, che cosa rimane?”

“Ogni individuo è un portale di per se stesso, e questo portale è il punto d’accesso ai mondi interdimensionali della Sovranità Integrale dove lo strumento umano, come una tuta spaziale, alla fine si toglie e l’individuo si rende conto della sua vera natura infinita.” – Intervista a James del Project Camelot


La Filosofia delle Quattro Camere attualmente pubblicate, così come le definizioni delle voci nel Glossario, illumina e dà consistenza a questa Entità imprigionata nel Sistema Mente Umana in primis e nella più vasta Struttura Occulta di Soppressione della S.I. Tutto gira intorno a lei nell’incessante tentativo di renderla “reale”, di darle una “voce” che sia per noi in qualche modo possibile udire o sentire dentro di noi. Perché nel momento in cui – un po’ per volta… ad ogni rilettura… nel corso del tempo – questa vaga presenza avanza e si svela – anche seppur debolmente – alla nostra percezione, le informazioni della Filosofia si palesano “comprensibili e attuabili”, per non dire ovvie e inevitabili. Se c’è uno sforzo iniziale, potrebbe essere quello di studiarla tenendo nell’occhio della mente il supporto delle immagini proposte nei diagrammi della sua Architettura e Anatomia, e percependoci (o considerandoci) in queste possibili diverse frazioni.

La Filosofia delle Quattro Camere è comparsa tra le prime pubblicazioni del Materiale WM, così come gli altrettanto non sempre facili Discorsi del Lyricus, tuttavia questi due Materiali sono, secondo me, le fondamenta per tutti gli scritti successivi di James che, se letti avendo assimilato queste precedenti informazioni, acquisiscono profondità da capogiro.

La costruzione dei testi della Filosofia e del Glossario mi rammenta i disegni di Escher, dove scale, porte, finestre e architetture si fondono senza soluzione di continuità tanto da perdere ogni riferimento e orientamento quotidiano, e dove ogni particolare – di per sé assolutamente coerente e razionale – si presta a guidare l’osservatore in dimensioni intellettualmente inconcepibili.—

[continua]

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[1] * La Filosofia dei WingMakers – Uno studio personale

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Di cose luminose – Poesia Camera Nove

Di cose luminose
(Camera 9)

Di cose luminose
ho così poca esperienza
che spesso mi penso piccolo.
Però quando penso a te
e alle tue vie luminose
il mio essere si gonfia di speranza e preghiere
che tu voglia permettere alle fiamme di crescere.

Con misericordia, noi siamo strappati
in mondi separati
per trovarci ancora e ancora
mille volte spasimando per l’altra metà.
Per sognare null’altro che l’Uno tra di noi.

Di cose luminose non ne ho sprecata alcuna
e neppure le ho tenute nel cuore chiedendo loro
di dissolversi in me.
Però quando penso a te, io desidero solo questo.
E se tu ti spogliassi del tuo Sé e lo guardassi
guardarti, mi vedresti chiaramente così come sono.
Non piccolo e indegno.
Senza paura della paura.
Non incerto come uno spazio vuoto.
Ma luminoso
come la luce bianca davanti al prisma.

Nei miei pensieri io tengo il tuo cuore
scolpendo via il superfluo
per l’essenza.
E quando la troverò
la terrò stretta al cuore e le chiederò
di dissolversi in me.
Conoscerò le cose luminose
che sfrecciano attraverso il tempo
portandoci l’inesplorato, l’inimmaginabile
desiderio che mai abbiamo espresso.
Le parole non sono curiose abbastanza per dire i loro nomi.
Solo l’amore può piangere la loro identità,
e io sono interamente senza difese
alla sua musica.

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Originale: Of luminous things https://www.wingmakers.com/content/poetry/

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Note

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Un’altra mente aperta – Poesia Camera Otto

Un’altra mente aperta
(Camera 8)

C’era un fuoco dove il fumo si raccoglieva
danzando come fiumi privi di gravità
al ritmo dei tamburi.

A volte guardavo dentro il fumo
ma si arricciolava nascondendosi
con una cortina così opaca che potevo solo lacrimare.
Diventava la maschera della sua consumazione.
Il sogno della sua nuova vita.
La pelle vittoriosa sempre mutevole
eppure perpetua.

C’era un fuoco la notte scorsa
che proclamava notizia di un più nuovo testamento
che beve le lacrime, le bugie, le parole meschine, anche
le paure profonde che s’aggirano nell’opportunista.

Solitamente scantono quando chiama.
Per me, brucia troppo freddo
come uno skinwalker[1]  perduto in un corpo
divorato dal tempo.
A volte lo sognavo vivo
ed esso sfavillava – vivido sole –
più duraturo di una tomba.

Nei momenti di quiete
parlava come un codicillo di un qualche sogno ad occhi aperti
che le parole non potevano conservare.
Tempo è per te giunto di sollevare lo sguardo
dalla luminosità del fuoco
e proiettare le tue proprie ombre.
Le parole echeggiavano nell’oblio
come le stelle si disperdono con l’avanzare del risveglio del sole.

In queste fiamme io vedo la mia
consumazione giusta e appropriata.
Nel suo fumo
sono riposto come tanti barattoli
nello sgabuzzino delle scope.
Attendendo di fuggire.
Sollevando il piede per oppormi al pavimento.
Lottando per raggiungere la porta dentro questi barattoli
di aria sigillata.

Le storie sfuggono dalla mano dello scrittore
e mi inseguono come se io solo tenessi la loro vigilanza.
La loro stessa anima.
Quando invece queste storie non sono mai state raccontate.
Non hanno mai trovato parole
a cui afferrarsi nonostante incessantemente tentassero.

I fuochi accecano la natura.
Investono la loro vita nella sua morte.
Ma la fine è sempre un inizio
verso un’altra fine.
E i sogni del taciuto
sempre inseguono un’altra bocca,
un’altra mano,
un’altra mente aperta.

A volte guardo l’espressione di speranza vagare
e le chiedo di portare le sue fiamme più profondamente nel mio cuore.
Di bruciare un limpido senso di scopo.
Di bruciar via la crepa dello sciocco
e avvolgermi nella sua pelle di fumo.

A volte offro me stesso a queste fiamme
e so che loro ascoltano.
Immaginano il mio mondo.
La realtà si condensa intorno alle loro vesti ornate
come una torre di vetro riveste un guscio di acciaio.

A volte sento le fiamme mandarmi
parole, note, toni.
Incantamenti.
Prodotti di un altro tipo.
Minuscoli crogioli di terra che bruciano così luminosi
da poter accecare le bizzarre creature del sole.

E a volte, senza nemmeno pensare,
sbircio in queste fiamme
quando il fumo per un istante si dirada.
Lì, dietro la maschera,
è il mio futuro.
Il nostro futuro.
Il futuro.
Il presente in un altro mondo.
Che chiama un’altra bocca,
un’altra mano,
un’altra mente aperta.

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Originale: Another mind open https://www.wingmakers.com/content/poetry/

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Note

[*] Skinwalker – vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Skinwalker

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