Riguardo le profezie… (dall’Intervista a James Mahu di M. Hempel, aprile 2008)

(S2 – 33:12) Mark – Ora, che cosa dici riguardo le profezie di disastri come le guerre nucleari, i cambiamenti terrestri come le inondazioni, i terremoti, lo spostamento dei poli, tanto per citarne alcuni? Si profilano ancora nel nostro futuro prima che i tempi buoni, per così dire, possano arrivare?

James – Continueranno ad esserci calamità di vario genere. Tutto fa parte del ritmo della natura e dell’uomo, ma non sono gli avvenimenti del passato a definire la nostra specie o la direzione nella quale avanziamo, quanto l’obiettivo e l’intenzione che abbiamo nei nostri cuori e nelle nostre menti. Quindi, sì, ci saranno guerre e disastri naturali che seguono la scia del risveglio dell’umanità; e sì, verrà naturale supporre che l’indice migliore del nostro futuro sia il passato, ma non è davvero il caso. Le profezie spesso ignorano le energie più sottili del cuore e della mente umana, e si formano invece dagli errori e dai giudizi catastrofici che vediamo materializzarsi nei nostri libri di storia. Vi è una coerenza primaria che rende possibile la graduale apparizione del ponte tra Creatore e creato. Man mano che nei prossimi anni questo ponte si materializzerà, si allargherà al punto che sempre più persone potranno attraversarlo e sentire le influenze vibratorie del loro Creatore – momento per momento – qualora scelgano di toccarLo.

È come se si sollevasse una nebbia che separa un’identità dall’altra e, nonostante ogni prova contraria, il futuro del genere umano è brillante come una stella e anche più duraturo.

Mark – Sì, penso che sia più positivo di quanto mi aspettassi.

James – Sì, e sono ben consapevole che la profezia per quanto riguarda l’umanità e la Terra sia un po’ tetra ma, come ho detto, nel cuore e nella mente della gente comune vi è la visione di ciò che sarà. Anche se non sappiamo esprimerla o afferrala con la mente noi, nondimeno, emettiamo questa visione e questo obiettivo, ed essi escono come un potente imprinting che forma il futuro dell’umanità come un grande Scultore che maneggia le galassie come martello e scalpello.

I motivi più profondi del cuore umano non si trovano nelle parole ma, piuttosto, nei comportamenti e nelle energetiche, o trasmissioni eteriche, che diffondono amore e luce a tutte le creature. Questi, questi sono i muscoli e le membra del grande Scultore o Essere collettivo. Ed è così perché noi siamo i figli del nostro Creatore, la Cui visione e obiettivo sono deposti in ciascuno di noi, e che esprime Se Stesso anche quando siamo ben lungi da una vita spirituale e divina. Non possiamo sopprimere questo più di quanto il sole possa scegliere di non risplendere. [Pausa]

La mancanza di cibo sarà un problema, le malattie saranno un problema o le guerre saranno un problema, e tutti questi sono elementi che spingeranno l’umanità a una nuova griglia, o a una nuova prospettiva in merito ai suoi valori e comportamenti. Ma i motivi più profondi, anche quando dimenticati o ignorati, rimangono come firma collettiva dell’umanità e questi si cristallizzeranno nelle nostre nuove istituzioni, nelle nostre nuove tecnologie, nei nostri nuovi leader e nei nuovi obiettivi di una Terra unita. Questo è il nostro destino. Non è il capriccio di alcuni maestri o delle schiere angeliche: è la voce più profonda e antica dei nostri cuori e delle nostre menti in un coro d’amore, dove la nostra identità è una cellula di un organismo planetario che sta evolvendo e ascendendo. Questo organismo vive e si muove nelle correnti d’amore che riempiono l’universo come frequenze di luce e suono, dall’ordine più alto a quello più basso.

Intervista a James di Mark Hempel, Sessione 2 –aprile 2008

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La mitologia dei WingMakers, Stefano Mura – Registrazione audio (CQ)

È stata gentilmente messa a disposizione da Stefano la registrazione dell’Incontro del 24 ottobre 2022 su Zoom, a cui potete accedere dal link sottostante.

La mitologia dei WingMakers, il confine tra racconto e contenuto – Relatore: Stefano Mura

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La mitologia dei WingMakers (Estratti)

Sai perché sono vestito nel mito? 

  Perché l’immaginazione è il solo mezzo dello  strumento umano che può percepirmi. Io sono come l’universo prima dei tempi di Galileo: in attesa del telescopio.

Il Sovereign Integral, James Mahu (2021)

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S1, D/R. 3 – Non sono stato ispirato a creare la mitologia dei WingMakers; sono stato incaricato di realizzare questo specifico compito. Nessuno ha bisogno di ispirazione per eseguire il compito richiesto da chi ha per natura questo scopo come motivo della sua stessa esistenza. Inoltre, io non ho creato un mito. Ho tradotto una Zona Tributaria in un flusso di dati sensorii in grado di catalizzare il sistema talamo-corticale umano al fine di risvegliarne l’innata connessione alla Mente Genetica. Mi riferisco ad esso come a una mitologia solo perché devo ammettere – in tutta onestà – che il materiale non si basa completamente su fatti.

S2, D/R. 13 – Le Zone Tributarie sono state rese pubbliche ora perché nelle prossime tre generazioni di esseri SECU che nasceranno sulla Terra ci saranno gli scopritori del Gran Portale e la mitologia dei WingMakers sarà il flusso di dati sensorii principale che catalizzerà il loro risveglio.

Intervista a James di Mark Hempel, aprile 2008

S1 (0:03:14) – Comprendo l’interesse di sapere che cosa è reale e che cosa non lo sia… si tratta di una cosa fondamentale per la nostra natura, ma nel caso di una mitologia codificata non è essenziale distinguere tra il reale e l’irreale, quanto sentire i suoi effetti sul proprio comportamento e punto di vista. Quando leggete il materiale, vi si aprono nuovi viali di percezione? Iniziate a vedere una nuova geometria nei campi invisibili che vi circondano ogni momento? Vi sentite maggiormente connessi al vostro più alto scopo? Questi sono i punti vitali che vanno osservati e considerati. Lo svilupperò un po’.

La mitologia dei WingMakers è un’opera codificata, vale a dire che ci sono frequenze di luce e di suono intessute nella musica, nei dipinti delle camere, nella filosofia, nella storia e nelle poesie. Queste frequenze, in sé, sono invisibili… si sentono con il cuore più che con il raziocinio della mente.

Coloro che studiano il materiale solo con la mente, specialmente una mente insediata nella visione storica di Dio e dello Spirito, avranno una diversa esperienza rispetto a chi porta con sé sia il cuore che la mente, e lascia andare i punti di vista storici.

Le mitologie e le storie sono in realtà la comunicazione preferita del Lyricus perché si offrono più innocenti: senza l’abituale ricamo del controllo dei fatti, dell’analisi intellettuale, del paragone e così via, che sono tutte caratteristiche dell’intelletto e dell’ego. Per quanto sia possibile, noi cerchiamo di attenuare la possibilità che l’ego e l’intelletto dominino l’interpretazione del materiale.

Vedi, la mente storica è gravata dalle parole e dalle opinioni di migliaia di scrittori fin dall’inizio della storia umana. La reale importanza del materiale dei WingMakers è, in effetti, quella di spostare la persona dalla mente storica e portarla a percepire la connessione al suo Sé Superiore e allo Spirito che lo sostiene. Facendolo, la persona può più facilmente accedere al tono di uguaglianza o alla facoltà intuitiva del suo cuore che apre il canale alla Verità Vivente.

S3 (0:15:58) – Ebbene, ripeto, i WingMakers vivono nella mitologia. È un po’ come la frase attribuita a Willie Sutton quando venne infine catturato… Gli agenti dell’FBI gli avrebbero chiesto: “Perché rapini le banche?” E Willie avrebbe risposto: “Perché è lì che c’è il denaro.” I WingMakers vivono nella mitologia perché è lì che la storia vive. Vedi, le informazioni vivono e muoiono con un ciclo di vita molto breve, come lo stato adulto di un’effimera è misurato in minuti. Ma le vicende mitologiche vivono migliaia di anni, sono tradotte in centinaia di lingue e culture, e – se le studiate – il loro palpito è altrettanto forte oggi come lo era un migliaio di anni fa.

Quindi, i WingMakers rappresentano i nostri futuri sé proprio come noi rappresentiamo i loro sé ancestrali. A un certo livello siamo gli stessi, naturalmente se si esclude lo spaziotempo dall’equazione. Il futuro viene reso in vicende mitologiche oscure perché i nostri futuri sé non vogliono estendere troppo il loro aiuto interferendo con le nostre scelte e libero arbitrio.

S3 (0:24:18) – Ora, l’importanza di questo è che le narrazioni mitologiche sono come questi semi: conservano la loro capacità perché non cercano di essere esplicative, ma significative. Tutto nella cultura di oggi tende a gravitare intorno allo spiegare ciò che l’informazione significa in termini di utilizzo ma, nel caso dei WingMakers, loro hanno più interesse ad attivare le persone perché si preparino a diventare entità sovrane, e poi applicare questa attivazione nel loro universo locale e trasformarlo.

Intervista a James del Project Camelot, novembre 2008

D/R. 13 – La mitologia dei WingMakers è un ponte dal Sovereign Integral al Sistema Mente Umana (SMU), ed è progettata per risvegliare questo interesse abbandonando le maschere del SMU a favore dell’identità del Sovereign Integral.

Intervista a James di Darlene Berges (Un nuovo viaggio nella coscienza), 2014

– L’arte e la mitologia sono tra i metodi migliori per catalizzare queste conversazioni e ispirare la gente a guardare più profondamente dietro le facciate costruite da mani umane, che si ergono da così tanto tempo da aver assunto una tale autorità che poche persone osano mettere in discussione. L’arte può fare queste domande. La mitologia può esporre gli aspetti più profondi della coscienza in una modalità che la scienza e la religione possono accettare, perché il mito viene percepito come se si basasse sull’immaginazione della coscienza collettiva e non è “possesso” di nessuno.

La narrazione mitologica (WM2020)

– Il testo integrale.

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La mitologia dei WingMakers: il confine tra racconto e contenuto –   Incontro telematico Zoom | Lunedì 24 ottobre – ore 20:30

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La mitologia dei WM: il confine tra racconto e contenuto, Stefano Mura – Incontro su Zoom

Incontro telematico su Zoom

Lunedì 24 ottobre ore 20:30

La mitologia dei WingMakers: il confine tra racconto e contenuto

Relatore e coordinatore: Stefano Mura

 

Per informazioni e iscrizioni: Contatto

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Vedi: La narrazione mitologica (WM2020)

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La narrazione mitologica (WM2020)

La mitologia non è una bugia; la mitologia è poesia, è metafora. È stato ben detto che la mitologia è la penultima verità… penultima perché l’ultima non può essere messa in parole. È al di là delle parole, al di là delle immagini, al di là del confine limitante della Ruota del Divenire buddista. La mitologia lancia la mente al di là di questo confine, verso ciò che può essere conosciuto ma non detto.” – Joseph Campbell

I WingMakers sono una mitologia contemporanea, eppure offrono una comprensione e una prospettiva su un ampio spettro di argomenti che riguardano la natura spirituale dell’individuo, la non trasparenza dei governi, l’abuso religioso, la singolarità tecnologica e la più vasta struttura cosmologica che chiamiamo multiverso.

Utilizzano anche una modalità trans-mediale, dove la loro narrazione mitologica non è confinata alla letteratura ma comprende musica, arte, poesia e filosofia, il tutto sotto un’arcata di proporzioni cosmologiche.

La mitologia permette a un creatore visionario come James Mahu di rappresentare delle narrazioni immersive che esplorano i segreti dell’immortalità dell’anima umana, la sua relazione con il multiverso, come e perché le forze oscure hanno creato la nostra “prigione” attuale e come queste intricate questioni giungano a una risoluzione.

In questa mitologia, i WingMakers sono una razza di viaggiatori temporali che si sono evoluti dal DNA umano. In passato erano chiamati Elohim, o Portatori di Luce in tempi più antichi. I WingMakers sono noi in un tempo futuro. Hanno il vantaggio di conoscere le trappole e i tranelli che attendono l’umanità man mano che evolve. Guardano i secoli come noi sfoglieremmo le pagine di un libro.

I WingMakers hanno lasciato dietro di sé dei siti progettati per trasferire a noi la loro conoscenza in un tempo preciso e a precise persone. Queste persone sono incaricate di preparare il pianeta per qualcosa di profondamente dirompente: la firma-evento di una specie. I WingMakers chiamano Gran Portale, l’irrefutabile scoperta scientifica dell’anima umana.

Il problema è che questa scoperta non è desiderabile da chi detiene il potere; chi detiene il potere non sono i leader politici, industriali o religiosi di cui solitamente si sospetta, questi ultimi sono, piuttosto, involontari complici di un più grande potere nascosto. Un potere interdimensionale e invisibile, le cui interazioni con l’umanità risalgono al momento iniziale della vita umana sulla Terra, un potere che si è ritirato solo in tempi più recenti.

Comunque – continuando a perpetuare l’illusione attraverso le istituzioni e la cultura – le limitazioni che furono instillate nel corpo, nella mente e nella coscienza degli umani continuano a permanere nonostante i creatori di queste limitazioni se ne siano andati. Degli umani hanno deciso di avvantaggiarsi dell’illusione per la loro auto-celebrazione, perpetuandola involontariamente.

Colmando il vuoto di potere, i nuovi arrivati hanno occupato i livelli alti dei governi, delle religioni, delle istituzioni e delle multinazionali. Questo è ovunque e in nessun luogo nel contempo e il modus operandi primario consiste in una semplicissima dichiarazione: dividi e conquista; una dichiarazione che separa in classi, etnie, livelli di istruzione e un migliaio di altre cose.

Se tutto è diviso, nulla è intero. Questa è la grande illusione accuratamente perpetuata.

I WingMakers, essendo viaggiatori temporali e conoscendo questa condizione, impiantarono  la conoscenza e istruirono i messaggeri, iniziando a sviluppare il lento e laborioso piano di rovesciare questa grande illusione… Così, per abbattere le mura mentali ed emozionali della separazione fu concepito il Gran Portale.

Questa narrazione scorre in tutto il Materiale dei WingMakers, talvolta velata in romanzi come Quantusum o The Weather Composer, altre volte espressa con grande realismo come nelle Interviste al dr. Jamisson Neruda.

Ursula LeGuin scrisse: “Circa cinquant’anni fa, il poeta Rainer Maria Rilke guardò una statua di Apollo, la quale, sembra, gli parlò dicendo: “Tu devi cambiare vita”. Quando il vero mito emerge nella coscienza, sempre il suo messaggio è: “Tu devi cambiare vita”.

Forse il messaggio più intenso di James Mahu presente nella mitologia dei WingMakers è questo: dovete cambiare vita. Non perché lui vi dice come e perché, ma perché qualcosa in questa grande tela mitologica vi ha raggiunto, vi ha guardato negli occhi attirando la vostra logica, la vostra percezione della verità, e ha risvegliato le vostre capacità intuitive quanto basta a vedere quella parte di voi incompresa e denutrita nota come Sovereign Integral.

Joseph Campbell, studioso di mitologia, scrittore e conferenziere, ha detto: “I miti sono dei sogni pubblici, i sogni sono dei miti privati”. Forse la cosa migliore che noi come specie possiamo fare è rendere l’irrefutabile scoperta scientifica dell’anima umana un sogno pubblico che diventa una realtà pubblica.—

Testo originale: https://wingmakers.com/writings/mythologicalnarrative/

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