Ascoltando – Poesia Camera Uno

Ascoltando
(Camera 1)

Sto ascoltando un suono al di là del suono
che s’aggira nella notturna terra dei miei sogni,
entrando in camere di luce fossile
così antiche da brulicare a sciami di verità.

Sto ascoltando un suono al di là di noi
che percorre l’invisibile scala
della spina dorsale alla biblioteca orfica.
Dove libri ribelli si dilettano nella luce ininterrotta.
Stampate in grigio, minuscole parole con profondità di sabbie mobili
ricamate con tale cura
che rendono spirito un fantasma, e Dio,
un telescopio risvoltato su se stesso
che ci sogna svegli.

Pensieri che mai fioriscono mi circondano
come una regata di navi senza equipaggio.
Ascolto come un leopardo,
piagnucolando la quarantena di corpi
resi malati dal monsone di cuori immobili.
C’è una certa magia
nel palpito che riempie il suono che cerco,
ma è ancor più sotto al battito che voglio andare.
Sotto al suono di tutte le cose
raggomitolato contro le antenne paraboliche
volte verso il suono delle stelle.

Sto ascoltando un suono disavvolto,
così vuoto che fissa dritto con purezza per scrutare
nella nera follia del tempo
seminando visioni che oscillano nei nostri grembi
sostenendo forme radiose come substrato della nostra forma.

Quando guardo l’ago della bussola
vedo una lama d’umiltà
piegarsi a una forza intercettante come la pioggia scrosciante
s’incanala nei condotti delle fogne.
Scorrendo sottoterra
in canali di cemento che fremono,
ridendo di noi come se ci fossimo persi
nel cielo-mondo senza un canale per la nostra corsa.

Sto ascoltando un suono
nella tua voce,
oltre il terreno incolto della tua porta
dove il mio orecchio sta ascoltando sull’altro lato.
Sotto il tuo cuore dove le parole vanno incerte
e la luce consuma la delicata costruzione di vite intrecciate.
Posso solo ascoltare il suono che so esser lì,
brillando in quell’improferibile stato senza-stato
cavato di membra così innocenti
che riparano la carne dei cuori.

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Originale: Listening https://www.wingmakers.com/content/poetry/

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Note

[*) Luce fossile – I fotoni più antichi che potremo mai sperare di vedere, risalenti a circa 380.000 anni dopo il Big Bang. (Vedi: “Fondo cosmico a microonde, la luce “fossile“, di F. Finelli, ndt]

Pubblicato in Poesia

La Filosofia dei WingMakers, 2 – Uno studio personale (R)

Coscienza Individualizzata – Entità – Coscienza dell’Entità

“La coscienza individualizzata dell’entità è il frammento della Sorgente Primaria all’interno dello strumento umano che sta cercando di essere ricordato. Vive in un eterno stato di adesso, e rappresenta la continuità di tempo e coscienza in tutte le dimensioni di realtà.” – Glossario, Evoluzione e concetto di tempo

Una difficoltà con la terminologia WM è che James ha coniato le particolari espressioni del suo lessico per indurci a riformulare e costruire dei nuovi modelli mentali su concetti metafisici che, diversamente, saremmo tentati di interpretare secondo significati di altri precedenti contesti, sia filosofici che religiosi per quanto riguarda il passato, e psicologici venendo a tempi più recenti. Inoltre, il fatto è che alcuni stessi termini hanno diverse accezioni all’interno delle diverse correnti di pensiero del contesto che li ha formulati. Ecco, quindi, che ci viene richiesto di fare il meritevole sforzo di voler “capire” o “intuire” qualcosa che non ci è volutamente reso familiare, così da gettare le basi per una comprensione che si andrà ampliando man mano che nuove informazioni o, anche, nuove modalità espressive saranno veicolate.

Così, per favorire questo studio sarebbe utile dotarsi e avere sott’occhio i diagrammi Architettura della Coscienza Individualizzata e Anatomia della Coscienza Individualizzata. Queste immagini permettono di visualizzare la composizione di questa “struttura” attraverso due diversi schemi espositivi.

Per cominciare, sembra che in questo materiale “coscienza” e “vita” siano intercambiabili:

“In tutto il cosmo c’è vita, l’espressione della Sorgente Primaria in forma individualizzata.”

“Come particelle di luce impregnate dalla Sorgente Intelligenza per far sorgere e assicurare la coscienza individuale, siete nati come un’entità immortale che condivide l’essenza della Sorgente Primaria nel non-tempo e non-spazio.”

“L’entità è lo stato di coscienza più elevato e alberga in uno stato di totale consapevolezza di tutti gli strumenti minori, o corpi, che la nutrono di esperienza e profonda comprensione. La coscienza dell’entità è l’infallibile osservatore dell’esperienza e il sintetizzatore di profonda comprensione.” – Filosofia, Camera Tre

Il diagramma qui sotto mostra che in questo materiale la coscienza individualizzata non è quella della nostra personalità, cioé la “coscienza” come è comunemente intesa e con la quale generalmente ci si riconosce e si fa riferimento. Sicuramente la coscienza della personalità arricchisce l’esperienza della coscienza individualizzata, ma quest’ultima ha disposizione anche altri strumenti di percezione e di esperienza oltre a quelli forniti dallo Strumento Umano (corpo-mente-emozioni) che non sono limitati al mondo materiale del tempo-spazio.

Quindi, nella lettura dei testi della Filosofia, quando si parla di entità, coscienza di entità e coscienza individualizzata, bisognerebbe raffigurarsi con gli occhi della mente questo “ente” complesso e multidimensionale, in grado di rilevare correnti e energie totalmente inavvertite dal nostro strumento umano come tale. Del resto, essendo lo strumento umano una componente interagente della coscienza individualizzata, può a sua volta ricevere delle (limitate) impressioni da parte delle restanti potentissime parti.

“Sulla terra-earth c’è chi ha sperimentato una superficiale brezza di questa potente tempesta. Alcuni l’hanno chiamata ascensione, altri le hanno attribuito nomi come illuminazione, visione, nirvana e coscienza cosmica; queste, pur essendo esperienze profonde per gli standard umani, sono soltanto i moti iniziali della Sovranità Integrale come diventa maggiormente in grado di contattare e risvegliare i remoti confini della sua esistenza. Ciò che la maggior parte della specie definisce come l’estrema beatitudine, è semplicemente l’impressione della Sovranità Integrale che sussurra ai suoi avamposti di forma, spronandoli a guardare nelle radici della loro esistenza e unirsi a questa illimitata intelligenza senza forma che tutto pervade.” – Filosofia, Camera Uno

Gli avamposti di forma sono gli strumenti umani dell’Entità o della Sovranità Integrale nella dimensione spazio-tempo. La vastità della Coscienza dell’Entità è al di là di ogni possibile comprensione intellettuale, e mi fa venire in mente l’aneddoto del bambino che con una conchiglia voleva travasare l’acqua del mare in una buca nella sabbia… L’esperienza che l’Entità ottiene attraverso lo strumento umano è relativa all’interazione che questi ha negli ambiti del MEST (Materia, Energia, Spazio e Tempo).

“Lo strumento umano, quando viene indossato dall’entità, diventa la realtà dominante in cui si proietta la scena d’osservazione dell’entità. (…) L’entità può operare con efficacia entro un ampio raggio d’azione che va da una ad approssimativamente mille realtà dominati, tutte simultaneamente nel tempo sequenziale. Di conseguenza, l’entità è in grado sia di accelerare che di equilibrare il suo apprendimento attraverso un vasto raggio di piattaforme esperienziali.” – Filosofia, Camera Tre

L’identificazione con il nostro strumento umano e tutti i suoi desideri/bisogni è talmente forte da indurci a identificare i concetti di entità e coscienza dell’entità con il “noi” del nostro corpo fisico e coscienza intellettuale. La qual cosa ha anche una sua verità, ma per una percentuale bassissima rispetto al resto della nostra “intrinseca e ignorata totalità”.

“Comprendiamo che il concetto di piattaforme di apprendimento esperienziale simultaneo sia un concetto che urta ogni fibra del vostro corpo e della vostra mente, ma è il vero modo in cui foste progettati. (…) Mentre leggete queste parole, state funzionando in dieci, se non cento, realtà simultanee nel multiverso, ma soltanto l’entità è in grado di percepire queste realtà.” – Filosofia, Camera Tre

Il diagramma qui sopra, illustra questa affermazione: le lamelle parallele disposte una davanti all’altra sono singole vite simultanee nel Tempo-Spazio, il che non significa necessariamente (e neppure esclude) che debbano intendersi nello stesso tempo (periodo storico) o nello stesso spazio (luogo geografico). Tutte queste “vite” sono collegate, nascono, vivono e finiscono, coesistendo nel parallelepipedo grigio “Coscienza dell’Entità”; qui la loro separazione si annulla in questo unico “contenitore” che, come si è visto nel diagramma precedente, è al di fuori dello spazio-tempo, per cui non ha confini, limiti, distinzioni concettuali di sorta. Tutte queste ipotetiche nostre dieci-cento esistenze con tutte le loro sfumature di esperienza date dalle condizioni del loro vissuto nei mondi del MEST, coesistono contemporaneamente all’interno della coscienza individualizzata. In questa visione di vite simultanee, il concetto di reincarnazione potrebbe venire considerato diversamente.

“L’entità può dimorare simultaneamente in migliaia di strumenti umani sparsi lungo 200.000 anni di tempo lineare. A uno strumento umano di un determinato periodo di tempo sembrerà l’unica e sola esistenza, ma per l’entità tutte le sue vite stanno accadendo nell’adesso. (…)

“Lo strumento umano è il composito di capacità mentali, emozionali e fisiche collegate a formare un veicolo affinché la coscienza dell’entità faccia esperienza della vita planetaria. Lo strumento umano si evolve per meglio adattarsi alle necessità dell’entità.

“L’entità si trasforma da pura espressione individualizzata della Sorgente Primaria in una Sovranità Integrale che ha creato la sua propria realtà esperienziale e ri-definito se stessa grazie alle relative esperienze planetarie.” – Glossario, Evoluzione e concetto di tempo—

[continua]

* La Filosofia dei WingMakers – Uno studio personale

Pubblicato in Filosofia (e Glossario), Filosofia WM–Studio, Riflessioni

La Filosofia dei WingMakers, 1 – Uno studio personale (R)

La Filosofia delle Camere è stato il primissimo Materiale dei WM in cui mi sono imbattuta, e mi ha catturato fin dal primo paragrafo. Considero la Filosofia dei WM e gli Estratti dalla Cosmogonia Liminale i documenti in cui si presenta organicamente la maggior parte di ciò che viene poi elaborato con variazioni di forma e stile nel restante Materiale. James ha fatto alcuni riferimenti ai testi della Filosofia, sia riguardo al loro contenuto che alla forma espressiva:

“… in realtà il materiale dei WM, come si presenta negli scritti della filosofia, può stimolare sistemi funzionali in alcune regioni cerebrali.” – Creator, S1 D/R. 1

“Se vuoi comunicare con i WingMakers devi semplicemente applicare le tecniche dello scritto della Filosofia della Camera Quattro ed i Principi evidenziati nella Filosofia della Camera Uno. Questi due scritti sono elementi potentissimi per sintonizzarsi alle frequenze dei WingMakers.” – Creator, S1 D/R. 13

“Musica, arte, glifi e testi sono codificati con preziosità matematiche e metafisiche accessibili solo tramite delle tecniche di interazione, alcune delle quali sono state svelate nello scritto della Filosofia della Camera Quattro. Attraverso queste indicazioni, lo strumento umano decodifica le informazioni che lo aiutano a passare nel sistema energetico di esplorazione dove si possono realizzare più profonde comprensioni.” – Creator, S2 D/R. 25

“Individuare le informazioni codificate è una cosa delicata. Richiede un’intelligenza flessibile, una mente aperta, una condizione contemplativa e uno stato di osservazione attento e curioso.” – Creator, S2 D/R. 24

I testi della Filosofia sono anche uno degli strumenti offerti per attivare i Codici Sorgente di chi legge, cioé favorire la connessione tra lo strumento umano (locale) e le informazioni presenti nell’entità (non-locale).

Il materiale delle quattro camere della Filosofia viaggia in parallelo ed è anche strettamente collegato al Glossario. Vale a dire che i contenuti delle quattro camere, pur avendo tematiche diverse e passibili di essere letti in modo non sequenziale, sono intrecciati tra loro su uno stesso piano di comprensione e interazione simultanea, laddove il Glossario può essere inteso come il mozzo da cui questi quattro raggi divergono e convergono come vasi comunicanti. Nel Glossario si trovano anche termini non specificamente presenti nel Materiale WM attualmente pubblicato ma, per il fatto che siano stati inseriti, considero che siano importanti ai fini di un’ampliamento della visione che può emergere dalla Filosofia e dagli Estratti dalla Cosmogonia Liminale.

Osservando che negli anni della loro pubblicazione (2002-2004) sono stati editi anche I Discorsi del Lyricus, mi viene da pensare che si potrebbe leggere questi ultimi anche come un’espressione alternativa di quelle stesse tematiche presentate nella forma di saggio filosofico.

Può essere che chi ha maggior familiarità con il Materiale successivo trovi un certo smarrimento nella lettura, tuttavia se non ci si fa abbattere da questa impressione iniziale (che riterrei legata a una non abitudine a questo tipo di forma espressiva più che al suo contenuto) e si persevera in ripetute letture, si attiverà una capacità mentale che favorirà una comprensione più profonda non solo della Filosofia ma di tutto il Materiale in generale: testuale, visivo e uditivo.

“La mitologia dei WingMakers è un’opera codificata, vale a dire che ci sono frequenze di luce e di suono intessute nella musica, nei dipinti delle camere, nella filosofia, nella storia e nelle poesie. Queste frequenze, in sé, sono invisibili… si sentono con il cuore più che con il raziocinio della mente.” – Intervista a James di Mark Hempel, aprile 2008

A tal fine vorrei suggerire, quando possibile, una lettura a viva voce. Così facendo si attivano contemporaneamente più aree cerebrali, per cui: aree preposte alla visione e relativa decodifica + aree preposte all’udito e relativa decodifica = nuovi collegamenti neurali diversamente non attuati.

Per concludere questa introduzione citerò le parole di James, sempre dall’intervista di cui sopra:

“Quando leggete il materiale, vi si aprono nuovi viali di percezione? Iniziate a vedere una nuova geometria nei campi invisibili che vi circondano ogni momento? Vi sentite maggiormente connessi al vostro più alto scopo? Questi sono i punti vitali che devono essere osservati e considerati.”

[continua]

* La Filosofia dei WingMakers – Uno studio personale

Pubblicato in Filosofia (e Glossario), Filosofia WM–Studio, Riflessioni

Poi – Poesia Camera Diciassette

Poi
(Camera 17)

Ho lasciato libere le guardie che
stanno davanti alla mia porta.
Ho lasciato che le cellule si suicidassero collidendosi
finché non mi hanno preso.
Se ci fossero ancora storie da raccontare,
le ascolterei.

Dietro cataratte di panico incanalato
che spillano la loro orgogliosa progenie
posso celarmi nel rumore.
Essere invisibile ha i suoi particolari compensi.
E mantiene pur visibile la forma di vita duratura
che sussurra al di sotto della malvagità.
Questa è invero la sola creatura che mi preme conoscere,
con i modi luminosi di una dolce generosità che soffre
nel silente universo
di un orecchio non in ascolto.

Quando sarò trovato – dopo che me ne sarò andato –
dal cuore di un estraneo la cui punta di trapano
non è ottusa dall’impersonificazione,
aprirò gli occhi, mi sfilerò la pelle,
 risveglierò il coma del cuore.
Metterò da parte la forma travestita e
rivestirò l’ospite
così che la sua immagine possa vedersi negli specchi
che ho esposto con parole instillate da Dio.
Quando queste parole sono dette,
un altro orecchio ascolta sull’altro lato
irraggiando comprensione come i laser la loro luce neutra.

La fossa comune del coraggio ci tiene tutti
nel portale della singolarità,
la scia-Dio di ricominciamento.

In qualche modo, così raramente, parole e immagini
conficcano il loro significato nei cieli e conquistano il tempo.
E quando lo fanno,
diventano l’abracadabra
del momento consacrato.
La pantomima della più profonda brama del pubblico.

Poi,
l’improbabile palpebra si spalanca,
la pelle si sfalda,
e l’eroico occhio si risveglia e rimane vigile.
Poi, le parole mangiano la carne lasciandosi dietro
l’indigesta amarezza.
La salma emozionale si spoglia,
un’insolubile solitudine.
Il calco della separazione.

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Originale: Afterwards https://www.wingmakers.com/content/poetry/

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Note

Pubblicato in Filosofia (e Glossario), Poesia

Sul “Modello di Sintesi” – James (Creator S3, D/R. 56)

sunglyphNel sito WingMakers.com precedente a quello attuale, era presente la sezione “Creator” che raccoglieva le Domande e Risposte poste a James (nel 2003), di cui le prime due sessioni sono disponibili qui. Della terza sessione, che presenta domande poste principalmente da studenti della Teosofia (A. Bailey–Il Tibetano, ecc.), alcune risposte sono particolarmente interessanti e indicative di come James prenda spunto da una domanda molto specifica per esprimere il suo pensiero particolare.

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Domanda Mi conforta sentire la tua spiegazione delle due forme dominanti di modelli di esistenza che modellano l’interazione e il destino della razza umana: il Modello Evoluzione/Salvezza e il Modello Trasformazione/Maestria. Tu dici che sta all’individuo riconoscere questi due modelli di esistenza dominanti e integrarli al fine di progettare il Modello di Sintesi. Puoi descrivere questo Modello di Sintesi e come può essere per l’umanità in generale?

Risposta di James – Il Modello di Sintesi è ancorato in primo luogo sulla conoscenza di chi sei a livello fondamentale. Ciò richiede che tu comprenda e, per quanto possibile, sperimenti la coscienza individualizzata come tua identità multi-sfaccettata. Quando il Gran Portale sarà scoperto, la coscienza individualizzata sarà – di fatto – dissezionata e resa osservabile per la prima volta. In un certo senso, è simile a quando per la prima volta fu dissezionato il corpo umano, dato un nome agli organi interni e identificata la loro funzione. Questa è l’alba del Modello di Sintesi di esistenza per l’umanità in generale. La sua caratteristica principale, dal punto di vista di visibilità per il pubblico in generale, è il senso di conferma che porta ai sistemi di credenza dell’immortalità e dell’interconnessione umana. Nella maggior parte dei pianeti che passano questo processo, il Modello di Sintesi di esistenza è il primo segnale della scoperta e delle fasi di diffusione del Gran Portale. Ciò ha un effetto radicale e desiderabile sull’integrità delle istituzioni, vale a dire che ogni istituzione che si basava sui precedenti modelli di esistenza si atrofizza e, o modifica l’organizzazione delle sue regole oppure si auto-elimina.

– Estratto da Creator, Sessione 3 (pubbl. 2003) – Domanda e Risposta n. 56

Pubblicato in Ante 2014, Creator, Creator S3, Extempora, James

Un giorno – Poesia Camera Quattro

Un giorno
(Camera 4)

Un giorno,
fuori da questo bozzolo di carne
mi alzerò come un uccello dorato dalle ali silenziose
aggraziato come il fumo di una fiamma smorzata.
Non sognerò più luoghi
nascosti e segreti in squarci di cielo
dove il piede non lascia impronta.

Un giorno,
passeggerò in giardini tenendo per mano
la mia creazione e il mio creatore.
Ci toccheremo l’un l’altro
come amanti strappati dalla morte
per dirci addio.
Giaceremo l’uno nelle braccia dell’altro
finché ci risveglieremo come uno
invisibile all’altro.

Un giorno,
isolerò la parte di me
che è sempre presente.
Danzerò con lei
come il chiaro di luna sull’acqua.
La terrò stretta a me in un lungo abbraccio
che supera la perfezione
nell’inno del Custode dei Canti.

Un giorno,
quando mi rannicchierò dentro me stesso
sognerò te
quest’osso animale coperto di carne.
Anelerò conoscere di nuovo la tua vita.
Mi protenderò verso di te
come tu ora ti protendi verso di me.
Quale magia!
La gloria di bramare l’ignoto!
Ciò che
sempre si tende verso il sé
che inganna le apparenze.
Che si sogna sveglio e addormentato.
Che sa che i due lati della tela
sono dipinti, attendendo che l’altro
si unisca nuovamente.

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Originale: One day https://www.wingmakers.com/content/poetry/

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Note

Pubblicato in Filosofia (e Glossario), Poesia

Cerchio – Poesia Camera Undici

Cerchio
(Camera 11)

Ho trovato l’antico specchio
che mi guida.
Ho visto gli occhi suoi spietati
che sempre fissano
scavare la via alla corona che indosso.
Ho sentito il sacro fuoco
come un bozzolo ardente
che non offre giudizi
in mezzo al suo sparso potere.
Ho percepito la luce innocente.
Della chiarezza in volo sopra la terra natia
dove siamo nati separati
da un solo comando.

Ho toccato l’occhio delicato
che mi sopravvive.
L’immensa pazienza sopra la mia fronte.
Ho offerto tutta la mia saggezza terrena
per i segni della sua lingua;
per lasciar cadere i suoi semi nel campo che io aro.
Ho visto il sentiero del destino
radunare il suo gregge
per il viaggio di spazi senza fine.
Ho osservato i futuri cadere con le palpebre chiuse
e le lacrime consumanti di luoghi straziati.
Ho visto la Tribù di Luce
riportare l’orologio nella nera sacca
dove tutte le divisioni avvengono.
Dove le malerbe proteggono l’umile terra
di fuochi non accesi, eppur puri.

Ho ascoltato i maestri dei maestri parlare
a ogni cellula del mio corpo;
incidere nuovi sentieri nella carne
come boia di paura.
Ho osservato le galassie vorticare
come ruote di stelle in spirali al pensiero
di una sacra visione.
Ho sentito il mio spirito seguire
l’unico suono che è libero.

Io sono scomparso prima.
Ho portato questo corpo in un luogo interiore
dove nessuno può vedere.
Solo i sentimenti possono udire il suono di questo spazio.
Questo luogo sacro solo
mi ha portato qui per recuperare il filo.
Per vedere l’intrecciata danza che chiama il mio nome
in mille suoni.
Che attira il mio spirito
in un unico, perfettamente tondo,
cerchio.

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Originale: Circle https://www.wingmakers.com/content/poetry/

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Note

Pubblicato in Filosofia (e Glossario), Poesia