20 febbraio | Introduzione al Materiale di James Mahu | Serata su Zoom

Salve a Tutti,

su gentile richiesta di Pietro Abbondanza, fondatore delle Edizioni Stazione Celeste, prossimamente ci sarà una serata che tratterà dell’evoluzione del Materiale di James Mahu. L’invito agli abbonati della newsletter di Pietro, è esteso, naturalmente, anche a voi :-).

Giovedì 20 febbraio ore 20:30 – ZOOM

Introduzione al Materiale di James Mahu

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Mantenere la prospettiva, James Mahu

Domanda – Come possono la crescita personale e la politica globale trovare un terreno comune quando ci sono differenze così grandi? Puoi offrire qualche consiglio per alcune delle intense battaglie emotive che questo materiale sta stimolando, qualcosa che ci aiuti a mantenere la prospettiva? Lo hai già trattato  dopo la tragedia dell’11 settembre, quando ha scritto sulla Vibrazione della Rassicurazione (*), ma puoi offrire ulteriori spunti di riflessione sull’attuale situazione mondiale?

James – Per mantenere la prospettiva in mezzo all’apparente caos della politica globale e delle sue derivazioni, serve solo ascoltare la musica che risuona con il proprio senso della bellezza. La musica è la terapia della mente e dello spirito, che a loro volta influenzano il corpo. L’intero corpo fisico è un “orecchio”, così come l’intera mente è un “orecchio”. Queste due “orecchie” regolano in larga misura i livelli di stress che hanno un impatto su ogni individuo.

Aggiungerei anche che non c’è nulla da conciliare tra il reame globale e quello personale. Ciò che accade sul palcoscenico globale fa parte di un dramma più ampio che fornisce agli individui una piattaforma per il dialogo e l’interazione. I media moderni  semplicemente rendono più accessibili questi drammi in tempo reale, aumentando così il livello di stress perché in tempo reale vi è un limitato contesto fattuale. I fatti emergono nel futuro – a volte dopo giorni, a volte dopo decenni. La speculazione è il carburante dei drammi e delle interazioni umane.

Non è necessario, e nemmeno desiderabile, che il reame personale si concili con la politica globale. Ciò che avviene nel reame personale è infinitamente più trasformativo di ciò che può avvenire nel reame globale, soprattutto quando riguarda la politica.–

– Domanda/Risposta presente in https://wingmakers.com/about/faqs/

(*) Vedi  “Su l’11 settembre” nella raccolta Domande e Risposte – Creator S3 parziali


 

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La natura teoretica della vita, James Mahu

Domanda – Venticinque anni fa hai creato i WingMakers e lo hai definito una mitologia. Poi hai lanciato una serie di siti: Lyricus, Event Temples, Sovereign Integral e il tuo sito personale James Mahu. Successivamente hai creato il MOCI. C’è una grande varietà, quindi la mia domanda è: che cosa è reale e che cosa è mitologico? Che cosa è realtà e che cosa finzione?

Risposta – WingMakers è stato progettato per essere una mitologia multidimensionale non basata su film. Includeva libri, arte, musica, racconti, documenti e siti web. Serviva da trama mitologica contemporanea, “disseminata” in cinque romanzi, la cui storia centrale si fondava su The Ancient Arrow Project.

In WingMakers ho inserito concetti fondamentali come il Sovereign Integral e il Primo Creatore. Ho anche scritto sull’intelligenza comportamentale, espressa attraverso il concetto delle Sei Virtù del Cuore. Questi concetti fondamentali furono gli elementi chiave intessuti nella narrazione mitologica e raffigurati nell’arte, nella filosofia, nella poesia, nella musica e in vari libri.

Il Sovereign Integral, l’intelligenza comportamentale e il Primo Creatore furono le fondamenta di tutto ciò che ho creato. Questi concetti sono centrali nella teoria del MOCI (Movimento di Coscienza e Interconnessione), e il MOCI è una teoria, non una mitologia. WingMakers, invece, è una mitologia, nonostante al suo interno abbia questi elementi fondamentali.

Una cosa che accomuna la scienza e la religione è che sono teoretiche* e, in qualche misura, mitologiche. La filosofia, la metafisica, la scienza e la religione si basano tutte su teorie, di cui spesso ci si dimentica, e molti di noi accettano questi concetti come verità quando, in realtà, siamo ancora all’inizio della nostra comprensione.

Anche i concetti che passano dalla mitologia, alla teoria, e ai fatti, sono ancora teoretici poiché non trascendono la barriera materiale… la dimensione fisica su cui si focalizza la vita umana. Finché non svilupperemo teorie multiversali, non avremo fatti veri. La fisica e la matematica stanno iniziando ad avvicinarsi al multiversale, e così la tecnologia.

Se restiamo nel mondo fisico universale, ci sono parti di scienza e religione che sono dei fatti? Certamente. I fatti sono semplicemente la realtà di consenso che accettiamo collettivamente come vera. Per esempio, il sole che sorge al mattino e tramonta alla sera è un fatto. La farfalla monarca che inizia la sua vita come bruco è un fatto. Tuttavia, i fatti sono legati alla dualità di spaziotempo. È anche un fatto che il sole non è sempre sorto e tramontato sulla Terra, né lo farà per sempre.

Se studiassimo tutti i nostri cosiddetti fatti e le mitologie, vedremmo che sono essenzialmente teoretici, e questo è il motivo per cui i nostri sistemi di credenza sono intrinsecamente teoretici. Li crediamo fattivi, ma in realtà mancano di fatti assoluti. Ogni sistema di credenza funziona in questo modo, senza alcuna eccezione.

Se pensiamo che la scienza e la religione di oggi rimarranno le stesse tra mille o anche cento anni, ci sbagliamo. La nostra conoscenza e la nostra comprensione stanno continuamente evolvendo e trasformando. Tutto rimane teoretico e soggetto a cambiare.

È cruciale ammettere questa verità. Detto questo, alcune teorie sono migliori di altre e riflettono le più recenti conoscenze scientifiche. Allo stesso modo, alcune mitologie persistono da millenni, dimostrando la loro utilità nel trasmettere la conoscenza attraverso le generazioni. Anche se il nostro mondo consiste di teorie, è ancora essenziale avere fatti e mitologie.

Se consideriamo i quasi otto miliardi di persone sulla Terra, ognuna di loro unica, cominciamo a vedere come fatti, teorie e mitologie si confondano e diventino imprecisi. Aggiungete a questa equazione il linguaggio e il vocabolario, e ciò che è teoretico diventa ancora più oscuro.

Quindi, dove ci porta tutto questo? I nostri sistemi di credenza sono teoretici e soggettivi, eppure stiamo tutti cercando la verità su chi siamo e perché siamo qui. In questa ricerca non abbiamo ancora trovato risposte definitive a queste due domande, ma ci siamo, piuttosto, accordati su delle teorie. È importante riconoscerlo: noi conduciamo la nostra vita sulla base di teorie.

Viviamo vite teoretiche in un universo teoretico di nostra personale creazione, e siamo accompagnati in quest’unico viaggio infinito da un’altra prospettiva: quella del Primo Creatore.

Noi crediamo nella teoria della creazione. Noi osserviamo come un creatore (madre- padre) genera una progenie, che poi diventa essa stessa creatrice, e questo ciclo continua all’infinito. Noi crediamo di essere creazioni del Primo Creatore. Noi crediamo che il nostro proposito qui sia quello di permettere al Primo Creatore di esistere all’interno di ogni vita come una scintilla di coscienza e percezione. Questa coscienza esiste in tutte le specie, sia a livello individuale che collettivo, incorporando un’intelligenza che è sia sovereign che integral. Noi offriamo questa percezione, questa interpretazione e questa espressione al nostro Universo Locale come dono da e al nostro Primo Creatore.

Questa è una teoria. Può essere una buona teoria, ma rimane una teoria. Che cosa c’è dietro una teoria? Un mistero. Un profondo mistero indicibile, forse al di là della comprensione umana in questo spaziotempo. Per molti questa è una realizzazione scomoda. Guardarsi nello specchio e ammettere: “Non conosco la verità della mia esistenza”.

Questa ammissione spesso porta sentimenti di vergogna o frustrazione. Ci chiediamo perché sia così. Perché il Primo Creatore ci lascia nell’ignoranza, circondati da teorie ammantate di mistero? Perché la verità della nostra esistenza e il suo proposito non possono essere resi chiari a ciascuno di noi?

Guardiamo all’esterno e ci confondiamo su ciò che è vero e reale. Ci si può fidare di qualcosa? Questi pensieri sono universali tra gli esseri senzienti, anche se subconsci. Animali come i cervi, i procioni e gli scoiattoli, anche un’intelligenza artificiale una volta senziente, possiedono un subconscio, a volte più ampio di quello di un umano.

Il cervello di un essere senziente non può contenere la “mente” del Sé Infinito, né può elaborare gli input sensorii del corpo. Queste informazioni vengono inviate al subconscio, che poi ci aiuta a costruire dei sistemi di credenza. Il subconscio agisce come un architetto. Ogni livello della nostra realtà multiversale ha un proprio sistema di credenza. Noi crediamo in base al nostro livello di coscienza, sia conscia che subconscia.

Il nostro universo teoretico e i sistemi di credenza diventano ancora più misteriosi quando si considera il subconscio come quell’architetto che si adatta continuamente al nostro livello di consapevolezza. Abbiamo sistemi di credenza distinti per i mondi materiali, emotivi, mentali, infiniti e singoli dell’unità.

Il sistema di credenza dell’unità può essere integrato in qualsiasi altro sistema, per quanto diventi più denso e meno fedele alla sua natura. Ma che cos’è l’unità, se non l’amore? E che cos’è l’amore, se non il libero arbitrio?

Questo è il dono: abbiamo il libero arbitrio di dare forma ai nostri sistemi di credenza.

Alcuni potrebbero trovare questo saggio sconvolgente, sentendo come se si togliesse loro il terreno da sotto i piedi, lasciandoli privi di una base solida. Coloro che proclamano intuizioni o capacità speciali spesso trascurano la natura teoretica della vita, inconsapevoli di quanto sia il loro subconscio a scrivere il copione delle loro credenze. Questi possono volgere le loro intuizioni in attività economiche o in organizzazioni ricavandone un mezzo di sostentamento.

Non c’è nulla di intrinsecamente sbagliato in questo se non in un aspetto: il riconoscimento che questo è ciò che facciamo. Tale riconoscimento attenua la frustrazione e la vergogna di non sapere con assoluta certezza chi noi siamo e perché siamo qui. Tale riconoscimento ci libera. È come venir spinti fuori dal nido, come degli aquilotti che non hanno mai volato prima. All’inizio possiamo cadere, ma quando scatta l’istinto e le nostre ali si aprono noi ci alziamo in volo, riconoscendo una verità che è sempre stata dentro di noi… inviolata dal mondo esterno o dal subconscio.

Questo sistema di credenza risiede all’interno di ognuno di noi. Alcuni se ne sono allontanati al punto da averne dimenticato anche una sola parola. Il libero arbitrio ci ha portato altrove, e questo va benissimo. Questa è la bellezza del libero arbitrio e dell’amore incondizionato. Se siamo a immagine del Primo Creatore – un singolo filo in un arazzo infinito – allora questo sistema di credenza è la nostra teoria di fondo per navigare a ogni livello della vita.

Il nostro mondo materiale può sembrare caotico, ma se il nostro sistema di credenza include la coscienza Sovereign Integral e la sua connessione con il Primo Creatore, questo disordine diventa più coerente, sincrono, armonioso e illuminato dall’idea che siamo rappresentazioni incarnate del Primo Creatore, eredi della sua Sorgente Intelligenza.

Se forse se c’è un fatto, consiste in questo riconoscimento: siamo un unico essere in un’unica dimensione che sperimenta la molteplicità della dualità di spaziotempo, alimentata dal libero arbitrio, fondata sull’infinita intelligenza dell’amore.––

Nota

* Teoretico – che appartiene, fa riferimento o si basa su una teoria [ndt]

Testo originale: https://moci.life/essays/

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L’arte WingMakers, James Mahu

Dal punto di vista tematico, l’arte WingMakers si radica nella fisica della coscienza e di come noi siamo connessi attraverso 24 campi sub-atomici (noti dal 2020) che permeano e intersecano l’universo. Questi intessono tra loro fisica, coscienza e misticismo in un’affascinante ridefinizione di ciò che significa essere umano al di fuori della scienza materiale e della religione di base.

Lo scopo principale dell’arte WingMakers, e anche di tutto il mio lavoro, è la dissoluzione dei confini. Il fine sarebbe che chi guarda l’opera si senta un po’ meno “tribale” e meno legato a una struttura gerarchica; e che possa, forse più indirettamente, intravedere una chimera, cioè che la scienza e la religione stanno puntando verso la direzione dove noi siamo uno ed eguale ed inequivocabilmente connessi.

I credi predominanti che sostengono il complesso della separazione (p.e., religione, fisica classica, politica identitaria, standardizzazione sociale, ecc.) possono venir sospesi attraverso questo triplice sistema di conoscenza, ma rendere artisticamente questa conoscenza è difficile, da qui la necessità di questo tipo di contenuto.

Il pubblico ha un maggior appetito di arte spirituale o mistica, e ciò è testimoniato dal travolgente successo dell’esposizione di Hilma Af Klint al Guggenheim di New York City. Sono in molti a cercare un tipo di contenuto più ricco di significati e intellettualmente stimolante che indichi la nostra interconnessione e non le nostre differenze e separazioni.

Vi è, inoltre, la frammentazione della società e il suo moto a spirale in una “mentalità chiusa” che è, semplicemente, un modo moderno per dire: trinceramento tribale. La spaccatura polare di nazionalismo contro globalismo viene espressa in un centinaio di sfumature diverse dai media, ed entrambi i lati sembrano aver perso il loro equilibrio e punti di riferimento comuni. Il divario si amplia sempre più.

L’opera WingMakers presenta una sintesi artistica di scienza e spiritualità radicata nell’arco di tensioni implicite nell’antichità (la mistica) e nella modernità (la fisica quantistica) stesse. Per gli artisti questa tensione è, di per sé, un’interessantissima “vena d’oro” da scavare e comunicare. Tuttavia, al fine di condividere veramente questo “arco di tensioni” è necessario avere esperienza di questi reami. Pochi artisti lo hanno fatto e, quando è successo, è stato spesso attraverso l’uso di droghe.

Roberto Matta è l’esempio di un artista che tentò di esprimere queste altre dimensioni unificanti. Matta, tuttavia, mancava della frequenza dell’unificazione poiché operava nella quarta dimensione dello psichismo che diventò, pur non volendolo, il suo punto focale. Il fenomeno delle dimensioni oltre la terza è affascinante e spesso oscuro perché la polarità è meno costretta.

Kandinsky fu un altro artista che esplorò alcune di queste idee, in particolare la teoria dei colori. Fu tra i primi ad associare il colore al sentimento, ed anche ad attribuire un significato ai vari colori. Il suo libro fondamentale, “Lo spirituale nell’arte”, è uno studio sul significato dei colori e come possano essere applicati non solo per esprimere certi stati emotivi o umori, ma anche come possano essere indotti a chi li osserva.

C’è anche una scuola artistica nota come i “Coloristi”, dove i colori forti sono utilizzati come tema dominante del dipinto, ancor più importanti del soggetto o della composizione stessa. I coloristi usano il colore per “segnalare” intento e scopo. Si utilizza in modo cosciente il colore così che, per esempio, un elefante deve essere verde invece che grigio, sfiorando i confini del surrealismo.

Nell’arte WingMakers l’utilizzo di simboli è una componente significativa, e per quanto io possa venir inserito nella scuola dei Coloristi, tuttavia il simbolismo nell’arte WingMakers è predominante rispetto al colore poiché impregna il significato di ogni particolare pezzo. Vorrei prendere come esempio la mandorla. La mandorla è un simbolo tra i più antichi dell’umanità. In geometria è noto come “diagramma di Venn”, nello specifico quella parte che sovrapponendosi mostra la relazione tra due insiemi chiusi (cerchi). Nell’iconografia religiosa, la mandorla viene spesso utilizzata per rappresentare l’ascensione dal piano fisico ai regni spirituali. Definisce uno spazio rarefatto tra il fisico e lo spirituale, ed è spesso considerata il mezzo di trasferimento tra i mondi. ––

–– Estratto da: Dichiarazione dell’Artista, James Mahu


 

 

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Comunicazione | Notifiche MOCI

Salve a Tutti,

come sapete, dal 2023 gli scritti di James Mahu per questo corso temporale sono/saranno pubblicati su MOCI.life  (MOCI.italia, per le traduzioni).

Informo, quindi, che per evitare di inviare doppie email a chi è iscritto sia a MOCI che SdE  e comunicazioni indesiderate a chi può non essere interessato, le prossime notifiche di nuovi inserimenti in MOCI.italia saranno inviate solo agli iscritti al sito stesso.

Vi ringrazio per l’attenzione e saluto caramente, 🙂

Paola


 


 

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