Serate Aperte | Attività CQ

Salve a Tutti,

per chi fosse interessato a confrontarsi su eventuali questioni emerse dalla propria lettura/studio individuale del Materiale WM ricordo gli incontri su Zoom  l’ultimo lunedì del mese. Queste serate  sono aperte e a partecipazione libera.


Serate Aperte (Zoom)

Ultimo lunedì del mese ore 20:30

Prossima serata – lunedì 29 gennaio

Per  informazioni/adesioni


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Noi perdoniamo perchè sappiamo … | Estratto da EVT1

… Ora è il momento di entrare più profondamente in quel che io chiamo il saggio sorriso del vostro cuore, quella sobria, luminosa e pronta intelligenza dell’intuizione che vede al di là delle barriere della comune esperienza umana.

È questa intelligenza ad essere la membrana dello strumento umano che tocca il Sé Superiore e poiché opera sia nei mondi di tempo-spazio che dello Spirito, è ben consapevole dello nostro stato di limitazione in quanto umani ed è, quindi, anche la nostra fonte di compassione e perdono.

Noi perdoniamo perché sappiamo che essere umani significa essere limitati, che in questa limitazione facciamo scelte che sembrano non sagge e imperfette. Ma se scegliamo non saggiamente a causa delle nostre limitazioni, giudichiamo anche non saggiamente proprio per questa stessa ragione. Così, non essendo in grado di giudicare, noi perdoniamo.

Il perdono fluisce nella nostra vita da questo stato superiore, la membrana della nostra intuizione, e possiamo percepire questo flusso decisamente meglio quando comprendiamo e riconosciamo le nostre limitazioni umane.

Riflettete su questo per alcuni secondi. …

–– Estratto da: EVT1, Diffondere Luce


 

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Il moto dell’essere | Estratto dalla Terza Intervista al dr. Jamisson Neruda

Dr. Neruda – Tutti gli esseri sono in movimento. In ogni momento della loro vita stanno andando da qualche parte. Se non sono fisicamente in movimento, è la loro mente a esserlo. Il loro subconscio è sempre in movimento interagendo con i flussi di dati di un multiverso. Il moto dell’essere è semplicemente un’espressione che noi dell’ACIO usiamo per definire la bussola interna.

Sarah – E la bussola interna è… ?

Dr. Neruda – È il sistema radar di un individuo e definisce il suo sentiero nella vita sia a livello macroscopico che microscopico… e tutto quello che ci sta nel mezzo.

Sarah – Ho la sensazione che su questo argomento potremmo continuare all’infinito.

Dr. Neruda – Non è poi così complicato, Sarah. Pensi alle decisioni che ha preso nella vita. Mi dica: quali decisioni furono prese per lei da fonti esterne, quali prese lei da sola e quali altre furono una combinazione delle due?

Sarah – Intende dire in quale percentuale?

Dr. Neruda – Provi a farne una stima.

Sarah – Dipende dal periodo della vita che prendo in considerazione. Da bambina erano i miei genitori a prendere tutte le decisioni…

Dr. Neruda – No, questa cosa si applica a tutte le fasi della vita, dalla nascita alla morte. Provi a stimarla…

Sarah – Non lo so; forse quaranta percento da fonti esterne, un trenta percento per conto mio e l’altro trenta percento come combinazione delle due cose.

Dr. Neruda – Allora, sarebbe sorpresa se le dicessi che nel suo DNA – prima della nascita – lei deposita un’immagine che definisce il suo moto dell’essere. E quando questo deposito viene stabilito, il suo moto dell’essere viene definito da lei, e da nessun altro. Nessuna forza esterna le fa prendere una decisione, una forza esterna può solo in-formare e attivare una decisione già presa.

Sarah – Non la seguo più. Mi sta dicendo che ogni decisione della mia vita era già presa prima ancora che nascessi?

Dr. Neruda – No. Lo era ogni decisione causale.

Sarah – Allora, qual è la differenza tra una decisione causale e una decisione normale?

Dr. Neruda – Pensi a quante decisioni prende in un giorno. Concorda che probabilmente sono centinaia, se non migliaia, ogni giorno? Queste sono – come dice lei – decisioni normali. Le decisioni causali vengono definite da come sono integrate al substrato dell’essere individuale. È recettiva a delle nuove idee? È capace di sintetizzare pensieri contrastanti? Elabora le informazioni principalmente in modo visivo o numerico? Queste sono le decisioni causali che lei definisce prima di nascere e che sono codificate nel DNA che attiva la sua matrice decisionale. Le forze esterne come i genitori, gli insegnanti e gli amici semplicemente la in-formano di ciò che già è definito in quanto movimento del suo essere.

Sarah – È così anche secondo i Corteum?

Dr. Neruda – Rientra in quel che ho appreso personalmente dall’insieme delle mie esperienze con la LERM. I Corteum, comunque, concordano con una credenza simile.

Sarah – Mi ha espresso una variante della reincarnazione, non è così? Dicendo che noi depositiamo un’immagine nel nostro DNA prima della nascita, chi la deposita, esattamente?

Dr. Neruda – Soltanto la coscienza senza-forma può depositare un’immagine nella matrice del DNA.

Sarah – Sta parlando dell’anima, forse?

Dr. Neruda – Ripeto, dipende dalla sua definizione di anima. La coscienza senza-forma è ciò che osserva e sperimenta attraverso forme o strutture non soltanto nelle incarnazioni fisiche. Per esempio, la coscienza può essere contenuta in una struttura o forma ma non essere fisica. La mente è una struttura di questo tipo. Pur non essendo fisica, la coscienza – quando incarnata fisicamente – scruta attraverso una struttura mentale come si guarda da una finestra. Spesso l’anima viene confusa con la mente e viceversa.

La coscienza senza-forma è quella particella di Dio decelerata dalla frequenza di stato di Dio a individualità, per cui può diventare autonoma ed esercitare il libero arbitrio. L’immagini come un fotone o una particella subatomica lanciata in una rete di particelle interconnesse che hanno la stessa mentalità. Vale a dire, tutte le particelle hanno una frequenza similare, o moto di spin, e sono capaci di abbassare la loro frequenza a volontà al fine di entrare nelle membrane di coscienza nelle quali è possibile entrare solo assumendo una forma. Quindi ciò che è senza-forma diventa forma, e appena prima di entrare nel corpo la coscienza attiva la matrice del DNA secondo le esperienze da lei desiderate all’interno della membrana di realtà che sceglie.

Sarah – Che cosa intende con il termine membrana?

Dr. Neruda – Il multiverso è una raccolta di membrane di realtà raggruppate insieme in una matrice dimensionale che risponde ai circuiti di pensiero e ai campi gravitazionali della nostra coscienza senza- forma. Nel corso dell’evoluzione, ci siamo allenati ad accettare il mondo tridimensionale come la nostra realtà. Queste membrane di realtà non sono strutturate come piani paralleli o pioli di una scala ma come dei reticoli a celle interdipendenti. Se vuole posso entrare in maggiori dettagli, ma penso che da adesso in poi diventi così astratto che temo di vedere il suo sguardo farsi vacuo.

Sarah – Sembra tutto quanto incredibile. Sto cominciando a chiedermi se lei non sia la reincarnazione di Gesù o di Buddha.

Dr. Neruda – (ridendo) Sono un reincarnato, questo lo posso affermare.

Sarah – Ricorda qualche sua precedente incarnazione?

Dr. NerudaPrecedente è un termine relativo. Preferisco pensare alle mie incarnazioni non tanto come a una funzione della memoria ma a qualcosa di più simile a un affioramento da una membrana di realtà simultanea. Gli scomparti in cui si divide l’esperienza umana non sono a tenuta stagna e tali da impedire a una vita di entrare in un’altra o di influenzarla. E, dalla mia esperienza, questi scomparti rappresentano momenti paralleli nella vita di un individuo nella vastità di tempo e spazio.

Sarah – Così, intende dire che le nostre vite passate, presenti e future sono tutte vissute nello stesso tempo, anche se sembrano svolgersi in diversi luoghi e tempi?

Dr. Neruda – Sì.

–Estratto da: La Terza Intervista al dr. Jamisson Neruda


 

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Serate Aperte | Attività CQ

Salve a Tutti,

dando seguito all’esperienza degli incontri estemporanei di settembre-ottobre, coloro che desiderano confrontarsi su eventuali questioni emerse dalla propria lettura/studio individuale del Materiale WM possono incontrarsi su Zoom  l’ultimo lunedì del mese. Queste serate  sono aperte a tutti e a partecipazione libera.


Serate Aperte (Zoom)

Ultimo lunedì del mese ore 20:30

Per  informazioni/adesioni


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Nuovi viali di percezione | Riflessione personale

“Quando leggete il Materiale, vi si aprono nuovi viali di percezione? Iniziate a vedere una nuova geometria nei campi invisibili che vi circondano ogni momento? Vi sentite maggiormente connessi al vostro più alto scopo? Questi sono i punti vitali che devono essere osservati e considerati.” – Intervista a James di Mark Hempel, aprile 2008


I tre piani percettivi di occhio e orecchio

A mio parere, l’occhio ha termini spesso usati indifferentemente o con poca accuratezza rispetto alle loro sfumature, poiché: guardare, coinvolge lo sguardo – vedere, coinvolge la vista – osservare, coinvolge la volontà. Quindi, i primi due sono azioni con differenti gradi di passività, il terzo è un atto attivo e partecipativo, più o meno intenzionale.

Lo stesso, sempre secondo me, vale per l’orecchio, per cui: sentire, coinvolge puramente la sensazione – udire, coinvolge l’udito – ascoltare, coinvolge la volontà. Spesso sentire e udire sono utilizzati in modo interscambiabile, ma vi è differenza tra sentire una voce che parla e udire/distinguere ciò che la voce dice.

Possiamo sovrapporre questi tre piani percettivi anche al Materiale WM: per l’occhio ai testi (interviste, filosofia, poesia, racconti, romanzi) e alle immagini (dipinti, diagrammi, copertine); per l’orecchio alle musiche e alle registrazioni vocali (interviste a James, audioletture di poesie e racconti).

Quindi, il guardare è scorrere con l’occhio, dare uno “sguardo” per avere una panoramica e ricevere l’impressione di un momento transitorio, uno stato d’animo di curiosità o di passatempo o di ricerca di qualcosa d’indefinito; il vedere è “rilevare” quello che c’è, per cui rimanda a un eventuale ricordo successivo (ho visto questo e quello…); mentre l’osservare richiede di soffermarsi, un coinvolgimento dell’attenzione, e di conseguenza un’acquisizione interiorizzata, che produce un’interazione trasformativa e la non-dimenticanza.

Contestualmente, il sentire un suono resta nel sottofondo; l’udirlo è distinguere il ritmo e la melodia oppure la voce parlante; ascoltarlo è prestare attenzione alla sua presenza e allo sviluppo dell’interazione.

La decodifica

“Ho anche già detto che il Materiale WingMakers è codificato e che queste codifiche sono progettate per preparare l’individuo a risvegliarsi alle strutture più profonde (le mura esterne della prigione) e ad aiutarlo sul suo cammino nel nuovo territorio del Sovereign Integral.” – James, Intervista Project Camelot

Viene ribadito più volte che tutto il Materiale WM è “codificato”, da qui l’importanza del concetto di “codice”[1]. Se “tutto il Materiale” è codificato significa che parole e immagini non vanno lette come parole del linguaggio comune, cioé come le si intende nei contesti quotidiani. La “decodifica” non avviene semplicemente leggendo con gli occhi e interpretando linearmente attribuendo significati pregressi, ma permettendosi di accedere a una “dimensione altra” che parte da un’osservazione della parola o dell’immagine distaccata dalla consuetudine.

Qui sta la difficoltà, poichè è un fatto che molti che leggono il Materiale affermano di “non capire”… e hanno perfettamente ragione. Qui non si tratta di “leggere/vedere e capire” qualcosa di oggettivamente definito, ma di “leggere/osservare e comprendere” le dinamiche dell’interazione generate dall’atto osservativo individuale e personale, la qual cosa non è poi necessariamente esprimibile in modo oggettivo. Per fare un esempio, quando James ha inviato ai traduttori il suo scritto “The Sovereign Integral” ha espressamente suggerito che rimanessero in inglese (quindi non tradotti nelle lingue locali) tre specifici termini: Sovereign – Integral – Sovereign Integral [2]. Rispettando questa indicazione ho mantenuto i termini in inglese (Il Sovereign Integral) e provveduto a modificare le precedenti traduzioni per coerenza. Chi ora ha davanti a sé i testi aggiornati si trova di fronte queste tre parole in “inglese” e, pertanto, ha da sviluppare la sua personale intuizione del loro significato in quel particolare contesto.

“… il Materiale WM – come si presenta negli scritti della filosofia – può stimolare sistemi funzionali in alcune regioni cerebrali. (…) Un sistema funzionale può avere un circuito divergente che conduce gli impulsi nervosi alle aree periferiche del cervello o SNC (Sistema Nervoso Centrale). Si possono produrre delle informazioni sensoriali (es. suoni, simboli, immagini, ecc.) che stimolano la formazione temporanea di questo sistema funzionale all’interno del sistema talamo-corticale che catalizza un cambiamento di coscienza pre-definito.” – James, Creator, S1 d/r. 1

Da qui l’importanza di uno studio individuale del Materiale WM: testi, dipinti, musica, diagrammi e altro. È nello sforzo richiesto dal desiderio di interagire con ciò che stiamo affrontando che si attivano delle nuove sinapsi che permettono al cervello di elaborare flussi di dati che diversamente non potrebbero essere incamerati dalla mente conscia. La questione se quel che si legge/vede/ascolta lo si è compreso correttamente, è legata al condizionamento culturale che impone una valutazione oggettiva, se non addirittura “confermata” da una qualche supposta autorità esterna. Da qui la nostra intrinseca insicurezza e il timore a procedere in un cammino autonomo e solitario, a percorrere un sentiero non condiviso. Ma in questo caso, la non-certezza è un valore e non una debolezza, l’essere da soli una libertà e non un turbamento.

La conferma del già noto, ovvero la prigione

C’è chi legge il Materiale WM alla ricerca di conferme di informazioni acquisite altrove o di nuove che arricchiscano il già noto e conforme, sia esso accademico o alternativo, mainstream o controcorrente, due manifestazioni che assecondano differenti gusti all’interno dello stesso sistema attualmente imperante: nutrire e rafforzare il Sistema Mente Umana all’interno della Struttura Occulta di Soppressione del S.I.

Tutte le indicazioni di come evadere da questa prigione sono ignorate o trascurate… Di fatto, la maggior parte delle persone è profondamente attaccata alla sua prigione, e tutto quello che desidera è solo un cambiamento dell’arredo e dei ruoli a seconda delle preferenze personali. La prigione è un ambiente noto, pertanto a suo modo confortevole, e se fuori di essa non c’è dualità che cosa ci resta? Lo sconosciuto, così come il vuoto, la vuotezza o l’inimmaginabile, può fare paura… In effetti, possiamo leggere il Bardo Thodol, le testimonianze dei mistici o le canalizzazioni per sapere che cosa ci aspetta “di là”. Ogni cultura ha la sua descrizione del “di là”, che si tratti di post-mortem o di realtà separate, di mondi spirituali o extraterrestri, oppure di un “vuoto potenziale”. La mente umana si tranquillizza con le aspettative e si nutre di esse. E non importa se esistono o meno, il punto è che non lo si può sapere prima…

Lo schema di esplorazione

Questo schema è ampiamente illustrato nella Filosofia, Camera Tre: è uno schema impostato sulla libertà di un’esplorazione senza limiti e giudizi di sorta. Su questo piano terrestre, il veicolo di esplorazione è lo Strumento Umano, l’insieme di corpo-mente-emozione-mente genetica nella Filosofia WM, ampliato delle altre sue parti ego-programma sociale-subconscio presentate in Il Sovereign Integral e nei testi del MOCI; e la modalità di esplorazione è riflessa dal comportamento messo in atto.

“Il Materiale WingMakers è progettato per catalizzare specifici recettori nella coscienza individualizzata e creare una risonanza. Attraverso questa risonanza, l’individuo “cliccherà” sul suo stesso risveglio–rivelazione–trasformazione, e attraverso questo processo più efficacemente svezzarsi da istruzioni e dipendenza esterna.” – James, Creator S3 d/r. 65

Caratteristica degli esploratori è l’affrontare lo sconosciuto, e questo lo si può fare avendo senso dell’avventura, non temendo le difficoltà, essendo stimolati dagli imprevisti, sapendo mettersi in gioco, non dando spazio a lamentele e recriminazioni. Gli esploratori partono con qualche informazione ma non ne dipendono totalmente, osservano senza pregiudizi chi o ciò che si presenta e vi interagiscono collaborativamente, diversamente non riuscirebbero a proseguire.

Il Materiale WM contiene tutto ciò che serve a intraprendere un viaggio di esplorazione personale attivando nuovi nuovi processi mentali e comportamenti, e osservando le nuove porte che si aprono a livello individuale. Quando si dice “nuovo” si intende qualcosa che prima non c’era, non qualcosa di vecchio più o meno modificato. Il “nuovo” è una mutazione/trasformazione e non una variazione sul tema. Solo chi sa rinunciare al vecchio apre uno spazio al nuovo, anche non sapendo prima in che cosa può consistere.

Paola


“Viviamo in un gioco a premi che ha quattro porte e dove il conduttore continua a ripetere: “scegli una delle quattro porte”, ignorando del tutto che esiste una quinta porta. Questo nuovo punto d’avvio inserisce l’opzione della quinta porta. Questa è la differenza.” – La Quinta Intervista al dr. Jamisson Neruda—


[1] Nella terminologia linguistica e letteraria contemporanea, ogni sistema organico di simboli e di riferimenti che consente la trasmissione e la comprensione di un messaggio, cioè di una comunicazione, il cui senso può essere inteso soltanto se parlante e ascoltatore (o scrivente e lettore) adoperano lo stesso codice. [Treccani.it]

[2] “One thing I would like to suggest is that you keep terminology in English as it pertains to the following three words: Sovereign, Integral, and Sovereign Integral.” [email del 15/12/2021]


 

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