Oltre alla sopravvivenza e alla perpetuazione, James Mahu

Il nostro proposito terreno come forma di vita è sopravvivere e perpetuare la nostra specie. Come esseri umani, il nostro proposito oltre alla sopravvivenza e alla perpetuazione della nostra specie, ha un significato più elevato: possiamo essere pienamente consci che il nostro mondo è un Universo Locale che è un’estensione di noi. Questo significa che noi possiamo comprendere la soggettività del nostro Universo Locale e di quello di ogni altro; che mettiamo mano alla sua creazione perché siamo un interprete dell’esperienza della vita nel nostro Universo Locale.

L’Interprete è un aspetto del nostro sé finito; l’altro aspetto è l’Espressore. Si tratta delle “due facce della stessa medaglia”, e questa medaglia è il Comportamento. Il comportamento interpreta il nostro Universo Locale attraverso le rappresentazioni sensorie espresse attraverso i nostri organi interni e centri di energia; esprime le credenze del nostro sistema sensorio collegato al nostro corpo umano sovereign.

I nostri comportamenti sono quindi costituiti da due ingredienti primari: il nostro Interprete del nostro Universo Locale e il nostro Espressore del nostro Universo Locale. Da un lato, noi vediamo un evento e lo interpretiamo, e da questa interpretazione esprimiamo noi stessi con l’immaginazione, il pensiero, il sentimento e l’azione. Questi quattro elementi sono sempre intrecciati, semplicemente non riconosciamo le loro connessioni perché tendiamo a focalizzarci sul pensiero o sul sentimento. L’immaginazione e l’azione sono spesso interpretazioni subconsce e, pertanto, il comportamento risultante è, per la maggior parte, misconosciuto.

Il nostro Interprete e il nostro Espressore costituiscono la coscienza del sé finito. A questi è concesso il libero arbitrio nelle mani del nostro Sé Infinito. Il Sé Infinito è ciò a cui io mi riferisco come Sovereign Integral. È l’eterno sovereign interconnesso all’Uno e Tutto. Quando abita un corpo fisico vive nella dualità di spaziotempo come un sé finito e temporale all’interno di un Universo Locale che funge da suo “Spazio Creativo”. Ogni nanometro del nostro Universo Locale è parte dello Spazio Creativo.

La differenza è misurata in linee temporali. Le parti del nostro Universo Locale ad onda lunga che coprono centinaia, migliaia, milioni, miliardi di anni, si solidificano e diventano il background del nostro Universo Locale. Le cose di millisecondi, secondi, minuti, ore e giorni, sono facili, fresche, rilevanti, avvincenti, dinamiche, imprevedibili e altamente interattive. È su questa parte del nostro Spazio Creativo che tendiamo a focalizzarci.

In un certo senso, il nostro sé finito e sovereign è una trinità di fattori che organizzano il nostro risveglio. L’Interprete, l’Espressore e lo Spazio Creativo sono gli strumenti nelle mani del nostro Sé Infinito per trovare espressione nei mondi della dualità di spaziotempo: scoprire se stesso nel torbido sottomondo.

E se fosse l’inverso…? Se questo sottomondo fosse il cielo e le dimensioni superiori fossero in realtà le dimensioni inferiori? Ci saremmo sbagliati. E allora? Non è forse vero che la cosa non avrebbe importanza in un Universo Locale che si realizzasse preminentemente come Interprete ed Espressore dell’amore incondizionato? Questo è il punto: il momento è la nostra sola lente. Questa sola lente promuove l’esaminazione. E l’esaminazione è tutto ciò che viene richiesto per comprendere.

–– Estratto da: La filosofia dell’Universo Locale, James Mahu – Saggio del MOCI –– https://moci.life/essays/


 

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