Domanda – Ci viene sempre insegnato che l’amore è tutto ciò che serve, che è la cosa più importante, che l’amore fa girare il mondo. Eppure, ovunque si guardi, c’è una decisa mancanza di amore. Se non manca del tutto, almeno si nasconde da qualche parte in attesa di essere trovato. Perché?
James – L’amore, come tutte le emozioni, ha molte fragranze comprese la paura, la speranza, la passione e la resilienza. Ci sono gradi e qualità che differenziano una singola speranza o paura da un’altra. L’amore è connesso alla paura. Vale a dire che in assenza della paura può esserci l’amore; in assenza dell’amore può esserci la paura.
Nei reami di dualità, possiamo dire con un certo grado di assertività che vi è soltanto un unico continuum: amore e paura. Ogni altra cosa, ogni singola emozione e sentimento può essere posto da qualche parte su questo continuum. Le Sei Virtù del Cuore sono tutte sulla polarità dell’amore, e i circoli viziosi di rabbia, frustrazione, odio, bigottismo, disperazione, possono essere posti sulla polarità della paura.
Dove poniamo le nostre credenze e i nostri comportamenti, lì poniamo la nostra attenzione sul continuum di amore e paura. La paura origina da molti posti differenti: la nostra esperienza, l’esperienza futura che immaginiamo, la nostra ascendenza (DNA), la nostra educazione, le nostre credenze. Questi sono tutti luoghi dai quali la paura entra nel nostro Universo Locale.
Quando entra la paura, entra l’amore; e quando entra l’amore, entra la paura. Sono interconnessi. L’uno non può andare dove l’altro non lo segue. La differenza sta nella proporzione dell’amore rispetto alla paura. Anche nei reami vibratorii più elevati c’è la paura se c’è l’amore, ma la proporzione tra amore e paura è molto alta, tale da eclissare la paura, al punto che la paura non può essere percepita o misurata. È simile a una singola molecola inquinante nell’aria. Si può dire che l’aria sia inquinata, ma una sola molecola non ha alcun effetto sulla qualità dell’aria.
La natura dell’amore è quella di includere la paura. Dal superiore c’è l’inferiore e dall’inferire c’è il superiore. È un’antica credenza che la paura (inferiore) appartenga al superiore (l’amore) e, naturalmente, è altrettanto vero l’inverso. La paura è spesso il prodotto della percezione che il nostro Universo Locale stia accadendo a noi, invece che da noi. E come noi definiamo “noi” è di vitale importanza.
Se definiamo noi stessi come un essere umano finito e temporale in un mondo di apparente caos e fatalismo, allora propendiamo a credere che il nostro Universo Locale non sia influenzato dalla nostra creazione o guida. Se definiamo “noi” come un Sé Infinito interconnesso con l’Uno e Tutto, allora propendiamo a credere che il nostro Universo Locale risponde alla nostra guida perché noi fluiamo con l’Uno e Tutto. Noi siamo la sua estensione nella dualità di spaziotempo; siamo la lente con cui sperimenta la dualità di spaziotempo a tutti i livelli dell’esistenza, comprese le piante, gli animali e gli umani.
Così, il mondo finito è quello in cui la paura si fa esplicita, mentre i reami infiniti sono quelli in cui l’amore vaga libero e vive dominando la paura. Possiamo definire “noi” come finiti o infiniti. E possiamo anche credere di essere sia infiniti che finiti e che queste due parti della nostra identità possono essere partner intrecciate in un’unica coscienza, e questa unica coscienza è alimentata dall’amore.
Una volta che abbiamo deciso di essere sia infiniti che finiti in partnership, possiamo poi decidere di attivare intenzionalmente il continuum superiore dell’amore. Vediamo questo come una scelta ininterrotta in cui la nostra partnership sceglie di interpretare ed esprimere il nostro Universo Locale come amore invece che come paura. Noi lo scegliamo e siamo coscienti della scelta. (…)
Estratto da: La Natura dell’Amore, James Mahu
MOCI – I SAGGI di James Mahu || https://moci.life/essays/