L’Universo risponde … | Discorso del Lyricus n. 4

Insegnante – Tu mi hai chiesto aiuto per sperimentare qualcosa che non può essere sperimentato, invece di scegliere di dire all’Universo ciò che vuoi riconoscere.

Studente – Non capisco.

Insegnante – L’Universo risponde alle tue direttive, non alle tue domande, speranze e preghiere. Se scegli di definire il tuo futuro dicendo all’Universo ciò che desideri sperimentare e riconoscere, e mantieni questi pensieri nella tua mente con fiera perseveranza, l’Universo – per sua stessa natura – risponderà di conseguenza. Se, d’altra parte, fai delle domande e preghi per delle risposte, l’Universo risponderà in muto silenzio perché non gli hai dato una direttiva.

Studente – Questo è il processo co-creativo di cui parli e ne comprendo i principi, ma come si collega con il mio desiderio di approfondire la comprensione della coscienza e insegnare questa comprensione agli altri?

Insegnante – Il desiderio non è una direttiva. Il semplice desiderare di ottenere qualcosa non coinvolge l’Universo; questo impegna il tuo potere personale e si applica alla tua volontà di raggiungere una meta. Pregare, com’era inteso in origine, ha due intendimenti complementari: dimostrare all’Universo che un individuo ha effettuato una scelta per quanto riguarda il suo destino ed esprimere gratitudine all’Universo per il suo incessante aiuto.

Studente – Da quanto hai detto, presumo che non abbia senso dare come direttiva all’Universo il fatto che voglio che mi porti l’esperienza personale del Navigatore di Totalità…?

Insegnante – Puoi dare qualsiasi direttiva tu voglia. L’Universo non è obbligato a rispondere, semplicemente lo fa. L’Universo ti conosce dalle scelte che fai. Con questo semplice atto tu ti riveli, e a motivo di questa confidenza allo stesso modo l’Universo risponderà e si rivelerà.

Se indirizzi l’Universo a portarti l’esperienza del Navigatore di Totalità, lui ti porterà questa esperienza, ma non avrai la consapevolezza di riconoscerla perché, come ho detto prima, la vibrazione-firma del Navigatore di Totalità non è percepibile dai sensi o dalla mente umana. Non esiste alcun metodo per catturare l’esperienza; la mente è come una macchina fotografica, ma i sensi – la pellicola – non sono presenti.

Studente – Quindi l’Universo risponde alla direttiva, soltanto che potrei pensare che non abbia ascoltato perché non ne ricordo l’esperienza?

Insegnante – Sì. Questo capita di frequente con le direttive delle dimensioni superiori, qualcosa di simile a un’esclusione percettiva. Questa condizione può generare del risentimento e la spiacevole sensazione che l’Universo sia indifferente, o addirittura che non funzioni bene, anche se la maggior parte degli individui considera il fallimento – almeno consciamente – per proprio fallo. Comunque, nella maggior parte degli studenti sotto il latente senso di colpa della mente conscia, vi è la sensazione che l’Universo sia indifferente o, peggio ancora, che non risponda di proposito.

Studente – Come posso indirizzare l’Universo? Con un comando imperativo?

Insegnante – Ciascuno è creatore del suo percorso di saggezza. Come tale, deve creare le priorità e la struttura del proprio percorso da se stesso. Può procurarsi degli strumenti, come insegnanti o libri, ma la creazione del percorso spetta alla persona a prescindere dalle circostanze esterne, come la conformità religiosa. Una volta compreso e interiorizzato, questo diventa il fondamento dal quale si opera. Questo è il dovere spirituale di una persona ed è il primo passo sul sentiero della co-creazione con l’Universo.

Il secondo passo su questo sentiero è una precisa assegnazione di priorità. C’è una sequenza per ogni direzione… un ordine con il quale giungere alla meta finale o a una realizzazione.

Studente – Per favore, spiegami: come si applica questo alla rivelazione spirituale?

Insegnante – Quando hai come meta il comprendere la tua identità non solo come essere umano ma anche come frammento-spirito delle Sorgente Primaria, devi scomporre la tua meta nei mattoni che la compongono, e osservare l’ordine presente al suo interno. Sotto questo ordine vi è quella fluidità che rapidamente permette trasformazione e adattamento. Una volta definito questo, indirizzi l’Universo a rispondere a questo piano con il semplice e continuo atto di definirlo e, ancor più importante, di ri-definirlo. Il pensiero dominante nella tua mente è che l’Universo sta “origliando” i tuoi piani e cambiando o ri-modificando il tuo ambiente materiale, emozionale, mentale e spirituale in diretta risposta a quanto lui osserva. Lo fa senza tenere in considerazione quel che tu chiameresti il tuo ‘merito’. Fa così perché è la sua natura.

Studente – E se i miei piani sono sbagliati o mal concepiti?

Insegnante – Molto probabilmente ti sentirai frustrato o insoddisfatto dagli eventi che si manifestano.

Studente – Puoi farmi un esempio?

Insegnante – Se qualcuno progetta di iniziare la sua professione d’insegnante prima di essersi adeguatamente preparato da studente e l’Universo risponde allo stesso modo fornendogli degli studenti, costui può perpetuare i suoi fraintendimenti su coloro a cui insegna. Questo è un esempio comune per gli aspiranti insegnanti di arti spirituali.

Studente – Ma se quello che hai detto prima, definire il proprio piano e il suo ordine, lo si è fatto davvero in modo corretto, non si eviterebbero i piani male ideati?

Insegnante – L’Universo osserva accuratamente ogni tuo movimento e ogni tua connessione emozionale all’obiettivo. La capacità di evitare un piano male ideato consiste per buona parte nello scoprire la tua voce autentica – distinta dalle migliaia di voci che ti hanno influenzato – e permettere a questa voce di definire e dirigere il tuo avvicinamento alla tua divinità. È questa voce, e il giudizio e la profonda comprensione che l’accompagnano, che ti pone e mantiene dentro la sicurezza dell’Universo. (…)

Estratto da:  Discorso del Lyricus n. 4 – La Relazione con l’Universo


 

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