Quella dei WingMakers è un’opera impegnativa. Non è stata scritta per il target di lettori con la licenza di scuola media a cui molti autori ed editori si rivolgono. È progettato per tutte le età per via dei diversi mezzi di comunicazione utilizzati ma, generalmente, ne è attratto un pubblico più maturo che ha vissuto e provato dozzine di altri sistemi di credenze e di pratiche. La maggior parte di questi sistemi erano, a vari gradi, istituzionalizzati, vale a dire che erano organizzati da un gruppo di persone dai vari intenti. Questi sistemi hanno leader, edifici, luoghi di culto, luoghi di indottrinamento, regole, cerimonie e altre cose simili; e qui non sto parlando solo di religione, anche le accademie hanno strutture similari.
Quando qualcuno arriva al Materiale WingMakers, e a Collected Works in particolare, può aprire il libro e lasciare al suo sé più profondo la guida del suo processo. Non ha bisogno di leggere in modo lineare. Tutti possono scorrere il libro ciascuno a suo modo.
Raccomanderei di essere pazienti e di accogliere nei propri comportamenti qualunque cosa che sia in sintonia con loro. Non limitatevi a un immagazzinamento intellettuale. Trovate un modo per incorporare nel vostro comportamento ciò che vi risuona filosoficamente, e poi osservate come questo vi re-indirizza e ri-orienta. Come ho detto in una risposta precedente, questo lavoro è uno schizzo di un’architettura dell’amore, ma è anche un catalizzatore al risveglio.
Il mondo intorno a noi è abile a indurre intontimento. La gente, tutte le persone, devono restare sveglie al proprio sé interiore e alle proprie aspirazioni. Devono coltivare e nutrire quell’aspetto dentro di sé a cui io mi riferisco come Sovereign Integral.
–– Estratto da: Un nuovo viaggio nella coscienza – Intervista a James di Darlene Berges
Anticipazione | Due incontri estemporanei | 18 e 25 settembre – Zoom