I modelli della vita (dal Lyricus – Estratti dalla Cosmogonia Liminale)

La dimensione è sempre modellata dalla non-dimensione

Quando il Lyricus esporta il modello genetico per una specie, il modello non è una struttura fisica o materiale. Tutte le dimensioni dello spazio sono attraversate da un campo vibrazionale primario o di prevalenza quantica. Questo campo è non-fisico ma informa il fisico. Esiste indipendentemente dalle strutture fisiche di esistenza, e può essere pensato come Strutture d’Informazioni Inderivate (Underivative Information Structures – UIS).

Le Strutture d’Informazioni Inderivate sono sub-quantiche e rappresentano lo schema primario per i sistemi viventi e la materia inorganica. Sono le Strutture d’Informazioni Inderivate che danno origine ai campi quantici che interpenetrano i pianeti, le stelle, le galassie e l’universo in generale. Sono il campo di comunicazione della vita che connette il non-locale e il locale, l’individuo e il collettivo, l’uno e l’infinito.

Il Lyricus porta i modelli matrice che operano a livello energetico quantico e sono ingranati o insediati nelle Strutture d’Informazioni Inderivate, che poi agiscono come rete energetica per tutti i modelli matrice. All’interno dei modelli matrice ci sono campi vibrazionali e biomagnetici che danno origine a tutte le espressioni dimensionali, compreso il genoma della specie o di un organismo, e il sistema energetico, i collegamenti, gli accoppiamenti per risonanza (resonant couplings) e i sistemi di comunicazione corrispondenti.

Quindi, il Lyricus definisce i confini fisici di una specie o di un organismo senza esportare una rappresentazione fisica. Piuttosto, questo è “programmato” nel modello matrice a livello quantico e questo modello matrice attiva i sotto-programmi che alla fine formulano l’intelligenza cellulare o l’integrità molecolare di un sistema organico vivente o di materia inorganica.

Di solito, la specie scopre queste strutture energetiche dopo aver pienamente assorbito e assimilato le strutture fisiche che emergono da quelle energetiche. Ci sono undici campi primari di vibrazione e ognuno s’interfaccia con l’altro direttamente. Non sono stratificati in un costrutto tridimensionale. Sono olograficamente avvolti e codificati in un modo che non è esprimibile a parole e non può essere neppure raffigurato con la geometria tri-dimensionale o con le relazioni spaziali.

Il modello matrice è l’interfaccia comune tra ogni campo di vibrazione. Energeticamente, è supportato e sostenuto attraverso le Strutture d’Informazione Inderivate. Le Strutture d’Informazioni Inderivate, i modelli matrice e i sistemi energetici che originano da esso sono costantemente in un processo di comunicazione interattivo. È questa comunicazione che informa il disegno evolutivo di una specie, organismo od oggetto materiale, che sia organico o inorganico.

Questo processo interattivo dei sistemi energetici è monitorato da una frequenza delle Strutture d’Informazioni Inderivate chiamata Sorgente Intelligenza o Intelligenza Universale dello Spirito. Questa frequenza assorbe, filtra ed elabora la comunicazione tra i campi di vibrazione e li distilla in pacchetti d’informazioni adatti ad essere utilizzati dalla Sorgente Primaria. È in questo modo che le interazioni tra tutte le dimensioni di esistenza sono portate in coerenza e applicabilità per la formazione di nuovi mondi, specie e costrutti dimensionali. Questo è il canale nel quale il multiverso evolve e tutta la vita in esso avanza in espressioni di dimensione superiore.

Le Strutture d’Informazioni Inderivate forniscono la struttura sottostante ai campi quantici e ai sistemi energetici che producono la forma e i sistemi viventi che la supportano. Il veicolo dell’anima è un prodotto del modello matrice energeticamente distribuito ai pianeti portatori di vita nel multiverso veicolo delle Strutture d’Informazioni Inderivate. Questo modello, che crea e interagisce con il campo morfogenetico dell’anima, definisce i limiti di funzionalità e di espressione del veicolo dell’anima, ma solo nel flusso del tempo.

– Estratto da: Lyricus, Estratti dalla Cosmogonia Liminale

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