La Filosofia dei WingMakers, 4 – Uno studio personale (S)

L’esperienza trasformativa (Filosofia, Camera Uno)

Tutte le entità negli universi di tempo-spazio sono a differenti stadi dell’esperienza trasformativa…”

“L’esperienza trasformativa è il riconoscimento che il modello di espressione dell’entità è in grado di accedere direttamente alle informazioni della Sorgente Intelligenza e che le informazioni della Sorgente Primaria vengono scoperte a livello di Sovranità Integrale dell’entità.”

“Lo strumento umano non è nemmeno in grado di afferrare e raccogliere questa informazione liberatrice…”

“È l’Entità ad essere sia il rifugio che lo strumento d’accesso all’attivazione dei Codici Sorgente che permettono all’esperienza trasformativa di manifestarsi attraverso l’integrazione dello strumento umano e dell’entità sovrana.”

Le affermazioni qui sopra sono le prime battute della Filosofia Camera Uno e definiscono lapidariamente i concetti di base su cui si basano gli sviluppi successivi.

Nel leggere la Filosofia bisognerebbe tenere a mente che la protagonista principale è l’Entità/Coscienza dell’Entità (non soggetta al tempo-spazio) e che tutte le informazioni ruotano intorno a lei. Pertanto, quella spontanea identificazione di noi stessi con questa protagonista è fallace se per “noi stessi” noi consideriamo la nostra personalità, intesa come fisicità di una certa un’età con nome e cognome, con ruoli sociali e vincoli familiari, e in un contesto geografico e storico. Di fatto, tutto ciò appartiene a quello strumento umano che è funzionale all’interazione con quella dimensione di tempo-spazio che l’Entità/Coscienza dell’Entità si trova a sperimentare.

“È possibile intravedere l’esperienza trasformativa con lo strumento umano, ma non è possibile sperimentarla con questo stesso strumento.”

Questo è, secondo me, un punto importante, poiché la nostra identificazione con lo strumento umano è tale da rapportare ad esso ogni tipo di esperienza e di realtà. Siamo capaci di prendere in considerazione che, forse, la “vera e reale” spiritualità non attiene allo strumento umano? Ci è possibile considerare che lo strumento umano possa “appartenere” alla spiritualità, ma non la spiritualità allo strumento umano? Possiamo accettare che la goccia può rappresentare il mare, ma che la goccia non è il mare? Abbiamo una profonda illusione indottaci dagli insegnamenti  prodotti nell’ambito del Modello di Esistenza Evoluzione/Salvezza e questa illusione viene illustrata così:

“Credi che l’esperienza di questa energia sublime e intelligente possa essere ridotta in termini umani? (…) Nessun insegnante in uno strumento umano sulla Terra, in questi tempi o nei tempi passati, ha la capacità di vivere come umano e simultaneamente vivere come frammento-Dio.” – Discorso del Lyricus n. 1, Sperimentare il Navigatore di Totalità

Pertanto questa “esperienza trasformativa” pur non rientrando nell’espressione o nella diretta esperienza dello strumento umano – non essendo da esso esplicitamente colta attraverso le porte percettive dei cinque sensi e del cervello/razionalità – può tuttavia essere anche per suo tramite permessa all’Entità. A questo punto, tenere in considerazione che quanto facciamo con il nostro strumento umano (azioni, emozioni, pensieri) contribuisce e partecipa all’esperienza della nostra reale e imperitura realtà che è quell’aspetto di noi che è l’Entità/Coscienza Individualizzata, ci dovrebbe sollevare un poco dalla frustrazione del non “capire sempre tutto”. Il diagramma Architettura della Coscienza Individualizzata è un utile strumento per ricordarci la complessità e l’interconnessione che esiste tra le sue/nostre varie componenti di esperienza.

Mi rendo conto che questa prospettiva possa essere destabilizzante per il comune modo di pensare e che non è in tal forma che vengono proposte le informazioni spirituali delle varie tradizioni e correnti più moderne, ma questa è – non di meno – una possibilità, anche se finora non è mai stata presentata in modo così esplicito e dirompente. Tuttavia, questo è il Materiale dei WingMakers: non una conformità ma la presentazione di un nuovo punto di osservazione che sinora è passato inosservato. Come viene qui sotto esemplificato:

“Viviamo in un gioco a premi che ha quattro porte e dove il conduttore continua a ripetere: “… scegli una delle quattro porte”, ignorando del tutto che esiste una quinta porta. Questo nuovo punto d’avvio inserisce l’opzione della quinta porta. Questa è la differenza.” – La Quinta Intervista al dr. Jamisson Neruda

Volendo ulteriormente schematizzare, vi sono due fondamentali tipi di informazioni a cui lo strumento umano (cioé la controparte nel tempo-spazio) non ha accesso: le informazioni della Sorgente Intelligenza e le informazioni della Sorgente Primaria. Le prime sono accessibili da parte dell’Entità / Coscienza dell’Entità / Coscienza Individualizzata e le seconde dalla Sovranità Integrale. Due diversi livelli di informazione raggiungibili da due distinti elementi del complesso della Coscienza Individualizzata, dove lo stato di Sovranità Integrale viene raggiunto dall’Entità, laddove:

“La Sovranità Integrale è la massima espressione del Modello di Entità negli universi di spazio-tempo …”

“La Sovranità Integrale è anche lo stato naturale di esistenza dell’Entità che si è trasformata ed è andata oltre il modello di esistenza evoluzione/salvezza staccandosi dagli aspetti controllanti della Gerarchia grazie alla completa attivazione dei suoi Codici Sorgente.”

Per quanto mi pare di aver capito, qui vi sono due punti: 1) lo stato di Sovranità Integrale prevede la presenza di uno strumento interagente nello spazio-tempo; e 2) lo stato di Sovranità Integrale appartiene a un’Entità che ha effettuato con successo una sua intrinseca trasformazione. Per quanto riguarda la Gerarchia rimando a [1].

L’interconnessione e l’interazione tra le diverse componenti della Coscienza Individualizzata fa sì che lo strumento umano possa riflettere in parte la profondità e l’estensione di questa interconnessione e interazione. In altre parole, lo strumento umano offre un contributo (nonostante le limitazioni in cui esiste) all’evoluzione/trasformazione dell’intera Coscienza Individualizzata, e ne è sia una parte attiva che una parte passiva. È parte attiva quando si presta ad essere funzionale all’esperienza dell’Entità ed è parte passiva quando, in tale funzionalità, beneficia delle direttive e delle esperienze elaborate dalla Coscienza dell’Entità.

Per quanto riguarda i “Codici Sorgente”, cito parzialmente e rimando alla definizione completa nel Glossario:

“I Codici Sorgente sono degli “attivatori” incastonati che sono presenti nella Coscienza dell’Entità. Hanno lo specifico scopo di risvegliare lo strumento umano alla multidimensionalità dell’Entità e alle informazioni liberatrici che sono depositate nella Coscienza dell’Entità.” – Glossario

Questa attività di risveglio dello strumento umano si ottiene:

“… solo quando la coscienza individuale si separa dal tempo e riesce a vedere la sua esistenza nell’atemporalità.”

Per quanto sopra, mi sembra d’intendere che noi, a un certo punto, dobbiamo compiere quell’immane sforzo di contrastare l’istinto di sopravvivenza animale nei mondi di tempo-spazio e considerarci una coscienza eterna:

“La specie nel suo insieme impara come fondere il veicolo dell’anima (es. strumento umano, ndt) con la sua coscienza individualizzata e a far funzionare il veicolo dell’anima come un’estensione integrata della coscienza individualizzata. Quando ciò avviene, il veicolo dell’anima cambia la sua vibrazione affinché sia in risonanza con l’anima …” – Estratti dalla Cosmogonia Liminale

Ma, in sostanza, che cos’è l’esperienza trasformativa?

“L’esperienza trasformativa consiste nel riconoscere che la realtà percepita è la Realtà Sorgente rappresentata in forma di preferenze individuali. Quindi la Realtà Sorgente e la realtà sovrana diventano inseparabili come il vento e l’aria.”

L’aggettivo “trasformativo/a”  intende qualcosa che “predispone uno stato atto alla trasformazione”, cioè non è causa diretta della trasformazione stessa ma la permette… Quindi, l’esperienza trasformativa è un’esperienza che permette – se riconosciuta e utilizzata a tal fine – una trasformazione che dipende da un atto di riconoscimento o applicazione di una volontà. In breve, viene allestita un’opportunità di trasformazione che può essere o non essere riconosciuta, raccolta, attuata.

L’esperienza trasformativa viene accelerata dall’allineamento dello strumento umano con la prospettiva della Sovranità Integrale attraverso i Tre Principi di Vita della S.I.:

  • la relazione con l’Universo attraverso la gratitudine
  • l’osservanza della Sorgente in tutte le cose
  • il nutrimento della vita

“Questi principi allestiscono le opportunità per l’integrazione delle identità senza-forma e aventi-forma dell’Entità. Sono ponti che permettono allo strumento umano – con intatto tutto l’insieme delle sue componenti – di poter sperimentare la percezione di totalità della Sovranità Integrale.”—

[continua]

– – – – – – – – – – –

[1] Vedi * Gerarchia nel Glossario e * La Gerarchia – Uno studio personale

Questa voce è stata pubblicata in Filosofia (e Glossario), Studio Filosofia, Studio Personale. Contrassegna il permalink.