Cerchio – Poesia Camera Undici

Cerchio
(Camera 11)

Ho trovato l’antico specchio
che mi guida.
Ho visto gli occhi suoi spietati
che sempre fissano
scavare la via alla corona che indosso.
Ho sentito il sacro fuoco
come un bozzolo ardente
che non offre giudizi
in mezzo al suo sparso potere.
Ho percepito la luce innocente.
Della chiarezza in volo sopra la terra natia
dove siamo nati separati
da un solo comando.

Ho toccato l’occhio delicato
che mi sopravvive.
L’immensa pazienza sopra la mia fronte.
Ho offerto tutta la mia saggezza terrena
per i segni della sua lingua;
per lasciar cadere i suoi semi nel campo che io aro.
Ho visto il sentiero del destino
radunare il suo gregge
per il viaggio di spazi senza fine.
Ho osservato i futuri cadere con le palpebre chiuse
e le lacrime consumanti di luoghi straziati.
Ho visto la Tribù di Luce
riportare l’orologio nella nera sacca
dove tutte le divisioni avvengono.
Dove le malerbe proteggono l’umile terra
di fuochi non accesi, eppur puri.

Ho ascoltato i maestri dei maestri parlare
a ogni cellula del mio corpo;
incidere nuovi sentieri nella carne
come boia di paura.
Ho osservato le galassie vorticare
come ruote di stelle in spirali al pensiero
di una sacra visione.
Ho sentito il mio spirito seguire
l’unico suono che è libero.

Io sono scomparso prima.
Ho portato questo corpo in un luogo interiore
dove nessuno può vedere.
Solo i sentimenti possono udire il suono di questo spazio.
Questo luogo sacro solo
mi ha portato qui per recuperare il filo.
Per vedere l’intrecciata danza che chiama il mio nome
in mille suoni.
Che attira il mio spirito
in un unico, perfettamente tondo,
cerchio.

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Originale: Circle https://www.wingmakers.com/content/poetry/

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Note

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