Sulla “Minuzia dell’Esoterico”, 1/2 – James (Creator S3, D/R. 7)

sunglyphNel sito WingMakers.com precedente a quello attuale, era presente la sezione “Creator” che raccoglieva le Domande e Risposte poste a James (nel 2003), di cui le prime due sessioni sono disponibili qui. Della terza sessione, che presenta domande poste principalmente da studenti della Teosofia (A. Bailey–Il Tibetano, ecc.), alcune risposte sono particolarmente interessanti e indicative di come James prenda spunto da una domanda molto specifica per esprimere il suo pensiero particolare.

La domanda n. 7 (secondo me) può essere meglio apprezzata all’interno dello studio della Filosofia delle Camere (in particolare, nel concetto di “stanze di nascita delle credenze”).

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Domanda – Il Tibetano dice che il nostro Sole è il centro del cuore del nostro Uno Di Cui Nulla Può Esser Detto (One About Whom Naught May Be Said). È questo il centro del cuore del sistema di Sirio?

Risposta di James –So bene che vi è un’importante speculazione su questo tema all’interno di un gruppo di discepoli. Ti prego di capire che, dal punto di vista del Lyricus, sembra strano che ciò possa essere materia di speculazione da parte di un discepolo, a meno che, naturalmente, egli non abbia completamente compreso l’anatomia della sua coscienza individualizzata. E questo, per mia esperienza, è raramente – se non mai – il caso.

Conosci te stesso prima del mondo è un antico precetto, e le eccentricità del cosmo esterno, anche se interessanti da conoscere dal punto di vista della curiosità, non sono particolarmente importanti in paragone alla comprensione del proprio universo personale.

La risposta diretta a questa tua domanda è: no. Comunque, piuttosto che sviluppare la tua domanda, scelgo di concentrarmi sul tema della Minuzia dell’Esoterico (MOTE, Minutia of the Esoteric). La Minuzia dell’Esoterico crea una complessità che si sviluppa in modo telescopico. Questa complessità può essere integrata e utile quando le fondamenta dell’universo personale di una persona risultano chiare e ben comprese; d’altro canto, se l’universo personale è compreso in modo vago, allora la Minuzia dell’Esoterico servirà a tutt’altro scopo.

Non è un caso che il Lyricus si riferisca a questa condizione di ricerca e speculazione esteriore come alla Minuzia dell’Esoterico (MOTE). Una minuzia dell’esoterico intorno a un castello è una forma di protezione e fortificazione. Pensa, metaforicamente, al tuo universo personale come a un castello, a una MOTE proprio come alla Minuzia dell’Esoterico, e al cosmo o all’universo esterno come a un nemico potenziale destinato a essere respinto dalla tua Minuzia dell’Esoterico. Se costruisci una Minuzia dell’Esoterico lo fai soltanto se credi che l’esterno invaderà l’interno e in qualche modo lo indebolirà, lo sminuirà o addirittura lo distruggerà.

Nella sequenza della creazione l’interno genera l’esterno e, quindi, non c’è alcun bisogno delle Minuzie dell’Esoterico, a meno che – naturalmente – il creatore non sia sicuro della sua creazione. E questo è l’elemento chiave su cui riflettere.

So che c’è chi ti dirà che l’universo è composto da una realtà assoluta e oggettiva. Dopotutto, è vero che il sole è al centro del sistema solare per tutti coloro che dimorano sulla Terra. E se da una parte ci sono delle regole fisse sulla geografia e le relazioni spaziali, dall’altra poco altro può essere “inchiodato” in modo così definitivo anche nel mondo fisico, il più denso dei campi di vibrazione assemblati che noi chiamiamo multiverso.

Del resto, quando si lancia lo sguardo oltre la dimensione del MEST (MEST = Materia Energia Spazio Tempo), ci si risveglia alla comprensione che queste superdimensioni offrono una componente soggettiva intensamente personale, malleabile e responsiva. Questi campi di vibrazione sostengono l’impulso primario della coscienza individualizzata e immortale che definisce la sua realtà in tutti i mondi della sua espressione, compresa la dimensione del MEST. Se non fosse per lo sfasamento di percezione di cui ha necessità la densità del MEST, questo flusso creativo sarebbe chiaramente visibile.

Come sai, c’è una condizione psicologica a cui a volte ci si riferisce come a “realtà di consenso”. Se cinquemila discepoli del Sentiero Sacro hanno detto che il centro del cuore del sistema di Sirio è il nostro sole e soltanto cinque hanno detto che non lo è, la realtà di consenso impone che i cinque contrari sbagliano o sono fuori strada. Ti faccio una semplice domanda: perché un insegnante dovrebbe preoccuparsi di affermare o anche contribuire alla realtà di consenso del MEST, quando il MEST è semplicemente una lontana eco o un artefatto dei mondi che sono più vibranti all’interno dell’individuo?

Da parte mia, osservo che la condizione di Minuzia dell’Esoterico (MOTE) è in parte il prodotto della sequenzialità e dell’enfasi sulla dispensazione della conoscenza della Gerarchia, e in parte è il prodotto di quanto siano veramente integri i reami personali e  cosmici.

Questi due reami sono come due gemelli siamesi che hanno personalità, mentalità e temperamenti differenti, eppure sono costretti a procedere come un unico corpo. Il corpo diventa la struttura del compromesso, la veste del disordine. C’è una sorta di caos o disordine nei mondi congiunti perché, come campi di gravitazione in competizione, vi spingono in direzioni diverse.

Nel Lyricus abbiamo una frase: ciò che è dentro è uguale a fuori e nasce dal minuscolo spazio dove la Prima Vibrazione dell’Immanifesto sorge nello splendore della Grazia dell’Uno Mondo. Qui tu sei tanto il Creatore-Percettore quanto il Percettore-Creatore, colui che determina il fato e il destino. Questo puoi controllarlo. Questo puoi incarnarlo in tutte le epoche. All’interno dei mondi del MEST, tu puoi solo dare la tua energia e il tuo tempo alle realtà transitorie dei molti o dei pochi.

So di essere astruso, e in qualche modo noncurante rispetto alla tua domanda iniziale, ma se osservi attentamente vedrai la tua risposta non tanto nel testo letterale, ma nella coscienza che sta dietro alle parole.

– Estratto da Creator, Sessione 3 (pubbl. 2003) – Domanda e Risposta n. 7

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