La Settima Porta – Estratto da “Quantusum”, James Mahu

Quantusum_400x440_InfoQuel che segue è un estratto dal romanzo Quantusum, di James Mahu. È un’immagine generale (non di tipo religioso) dei regni spirituali. È una lettura forte e molti hanno scritto che Quantusum è il romanzo da cui sono stati influenzati più intensamente.

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Estratto dal capitolo 41 – La Settima Porta

“Cosa intendevi prima dicendo che i Sonverto hanno un accesso innato all’invisibile saggezza del Creatore?”

Per un attimo lo Zio guardò lontano, osservando la vasta distesa della prateria. “Come ho detto, i Sonverto sono umani, e tutti gli umani hanno il potere di comunicare con il loro Creatore – e con ciò intendo il Creatore della loro natura spirituale… la loro anima immortale. I Sonverto s’incarnano in questo mondo solo per questa ragione. Sono strutturati a comunicare le verità più semplici che possono poi essere incarnate in comportamenti in accordo con il Creatore. I Sonverto non sono interessati alla complessità intellettuale. Non sono interessati a far colpo su qualcuno. Semplicemente sanno, di solito già nei primi anni di vita, di essere in un corpo umano al fine di diffondere un messaggio semplice ma fondamentale.

“Il messaggio può arrivare in varie forme, ma c’è un elemento che lo caratterizza ed è che non è di proprietà di nessuno: di nessun gruppo, confraternita, organizzazione; non ha nessuno dei soliti contrassegni di un sistema gerarchico. Se vedi una cosa di questo tipo, non viene da un Sonverto, può venire da un malaccorto seguace che vuole ottenere gratificazioni di ego o potere, ma non da un Sonverto. È da questo che li riconosci che non fanno parte dei Controllori.

“Nel mio mondo si riconosce un bravo uomo di medicina se vive in una capanna semplice, ha una bella famiglia, è generoso con le sue cose, e si veste senza pretese anche quando compie delle cerimonie. Non si prende mai il merito delle guarigioni che fa o del suo buon lavoro, perché sa che egli è un canale del Creatore, di Wakan Tanka, e non altro.

“I Sonverto contemplano il Grande Mistero ma, ancor di più, non si limitano a leggere libri e acquisire la loro conoscenza da altri. Loro leggono la natura, leggono l’energia, leggono le sette direzioni.”

“Cos’è la settima direzione?”

“Ci sono le solite quattro direzioni: est, ovest, sud e nord. Poi c’è il cielo, che sta sopra, e la terra, che sta sotto. Queste sono le sei direzioni. La settima direzione è dentro di sè. È la più importante. I Controllori concentrano il loro controllo sulle sei direzioni, mentre i Sonverto si concentrano a dischiudere la settima direzione all’umanità.”

“Perché?”

Lo Zio sorrise. “Perché è l’unico posto che i Controllori non possono controllare!”

“Perché non possono controllare la settima direzione, se possono farlo sulle altre sei?”

“Perché la settima direzione è la via sacra che il Creatore – il Grande Mistero – percorre per entrare nell’universo fisico. Il moto è sempre uno-a-uno. Dal Creatore all’individuo. Alcune persone hanno permesso ai Controllori di sostituire la loro immagine di Dio; di fatto, sostituendo il Grande Mistero con una piccola fede. Il controllo non è poi così grande, poiché si tratta di una forma di illusione come il gioco dei tre bussolotti. È solo un gioco di distrazione.

“I Controllori sono molto bravi a fare due cose: la prima, creare delle distrazione affinché la gente cresca in modo che possa essere prevedibile e facile da gestire; e la seconda, fornire dei sostituti del Reale che, nel corso del tempo, diventa il reale per la maggior parte delle persone.”

“Non capisco… Perché le persone non li bloccano, o li cacciano dal nostro pianeta, o sigillano i passaggi che usano per entrare nel nostro mondo?”

Kohana mi toccò il braccio con gentilezza. “Una cosa ti ha detto Nammu che è vera: sono una razza antichissima. Agiscono da un diverso spaziotempo, e le nostre più antiche registrazioni li presentano come i nostri dei… Loro sanno tutto di noi perché hanno creato il gioco che stiamo giocando, e ci osservano da quando siamo su questo pianeta. Non possiamo semplicemente rimettere il genio dentro la bottiglia, lanciarla nello spazio e lavarcene le mani.

“I Controllori possono aver creato il gioco che l’umanità sta giocando, ma in corso c’è un gioco ancor più grande di un singolo pianeta e di quell’insieme di razze che si chiama umanità. In questo gioco più grande ci sono giocatori più grossi, più a rischio, ed è su questo che ci concentriamo: noi non tentiamo di combattere i Controllori, noi rispettiamo loro e il loro ruolo, però evitiamo le loro distrazioni e ritiriamo la nostra energia da loro.”

“Come potete rispettarli? Se solo assomigliano a Nammu, non sono nient’altro che una combriccola di raffinati delinquenti.”

Lo Zio si schiarì la gola come per attirare la mia attenzione. “Rispettare è la nostra parola per accettare. Se li combattiamo, allora cerchiamo di controllare i Controllori. Diventiamo come loro. Noi non vogliamo controllare nulla, neppure la settima direzione.”

“Ma se loro hanno creato il gioco – chiesi – e il gioco include guerra, distruzione delle risorse naturali, genocidi… è l’unica opzione quella di cedere e lasciarli continuare con la loro malvagità?”

“Non è l’unica opzione – rispose lo Zio. – Alcuni combatteranno le pedine dei Controllori, i volti umani, ma questi non sono i veri Controllori. I veri manipolatori non possono essere combattuti. Sono invisibili. Vivono fuori dalla nostra portata. E allora, perché dovremmo combattere le loro pedine? Noi possiamo solo insegnare la settima direzione. È per questo che siamo qui.”

“Sembra così passivo…” mormorai.

“È passivo soltanto se pensi in termini di battaglia – disse Kohana, con tono lievemente irritato. – Noi insegniamo attivamente. Noi mostriamo attivamente alla gente come vivere in accordo con la natura. Noi dimostriamo attivamente come collegarci con il nostro Creatore. La gente deve avere il desiderio di svegliarsi; non possiamo forzarli a svegliarsi.”

“ E da dove arriva questo desiderio? – chiesi. – Tutto quello che hai detto riguardo ai Controllori è che ci hanno ingannato e continuano a distrarci. Da dove arriva, allora, alla gente il desiderio anche solo di prendere in considerazione la settima direzione?”

Kohana guardò lo Zio con un’aria di tacita frustrazione.

“Il Creatore del nostro universo è saggio. Sei d’accordo?” – chiese lo Zio.

“Se c’è un’intelligenza che ha creato l’universo, – ribattei, – dovrebbe essere intelligente su una scala del tutto diversa. Quindi, sì, se c’è un Creatore del nostro universo, dovrebbe essere saggio.”

“Se il nostro Creatore è saggio, – disse lo Zio, – non avrebbe allora senso che la sua intelligenza abbia creato un’attrazione verso la settima direzione?”

“Sì…” risposi titubante.

“Queste attrazioni si trovano nella mitologia, nella religione, nella filosofia, nella poesia, nell’arte, nella natura, e anche nella scienza e nella tecnologia. Le attrazioni sono dappertutto, proprio come sono dappertutto le distrazioni dei Controllori. Sono forze che competono per attirare l’attenzione della mente e del cuore umano.”

“E l’anima?”

“L’anima non si distrae. L’anima attende.”

“Che cosa?”

“Di vedere cosa scelgono la mente e il cuore.”

“E se scelgono le attrazioni?” chiesi.

“Allora l’anima coinvolge la mente e il cuore dell’individuo e diventa una partner attiva dell’individuo.”

“E se scelgono le distrazioni?”

“L’anima attende l’occasione di mostrarsi. È come un uomo e uno specchio in una foresta. L’uomo percorre un centinaio di sentieri diversi nella foresta; un giorno nota un movimento con la coda dell’occhio, si volta e vede il riflesso di se stesso. Se solo si sposta di un passo appena, il suo riflesso sparisce. Soltanto quando l’uomo è in quel punto preciso nota il suo riflesso nello specchio.

“E questa è la settima porta.”

“Hai detto porta invece di direzione”, gli feci notare.

Lo Zio annuì, ma rimase in silenzio.

“Qual è questo punto preciso?”

“È diverso per ognuno. Fa parte del Grande Mistero come il Creatore attira ogni singolo individuo. Può essere un sogno, il cielo della notte, il racconto di qualcuno…” Sentii lo Zio guardarmi profondamente negli occhi. “Può essere un orso… Ma come succede non è una formula o un processo definito. È organico, evolve da un momento all’altro, appena guidato, e ogni passo è una preparazione.”—

– Testo originale: http://jamesmahu.tumblr.com/

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