Intervista a James di M. Hempel, aprile 2013

Intervista a James, 1304-CoverIntroduzione

Questo documento riporta l’intervista dell’aprile 2013 fatta da Mark Hempel a James Mahu. È un’intervista telefonica che può essere scaricata e ascoltata nella sezione Creator del sito www.wingmakers.com. La trascrizione è di Mark Hempel.

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Mark – Una delle domande principali che penso la gente si faccia… che forse sembrerà un po’ ingenua, ma vorrei sentire comunque il tuo parere al riguardo, è: qual è lo scopo dell’insieme di ciò che chiamiamo “umanità”? Perché non possiamo andare d’accordo e vivere insieme con una certa armonia?

James – Hai mai visto il programma Ballando con le stelle?

Mark – Un paio di volte. Non sono un grande appassionato di ballo, come mia moglie sarà felice di dirti.

James – (ridacchia) Gli spagnoli amano ballare. È un’espressione culturale. Comunque, per rispondere alla tua domanda, userò una metafora il cui concetto è espresso nell’esempio di Ballando con le stelle. Nel programma, ci sono degli esperti ballerini professionisti in coppia con delle celebrità dello spettacolo inesperte nel ballo… anche se possiamo discutere su quanto siano veramente celebri, diciamo che sono delle celebrità. A ogni puntata viene eliminata una coppia… fino all’ultima puntata, dove resta la coppia vincitrice.

Ora, avendo definito il contesto, immaginiamo che l’intera Terra sia una pista da ballo. Su un lato della pista ci sono le celebrità; qui, per essere sinceri, le celebrità non devono essere necessariamente famose. Sull’altro lato ci sono i ballerini di professione.

Le celebrità… ebbene, sono la vecchia guardia. In un certo modo, rappresentano ciò da cui proviene l’umanità, il nostro viaggio passato. Sono quella parte di umanità che vive principalmente nel cervello sinistro, il cervello rettiliano, l’ego-personalità, il guscio materiale temporaneo. Vivono per godere ma anche avendo paura. Quindi questo gruppo, come puoi immaginare, si preoccupa di tenere d’occhio il proprio ambiente e osservarne le minacce, i problemi, analizzando, cercando di risolvere i problemi, strutturando il proprio mondo nella conformità… nella norma. Preferiscono fare come gli altri, far parte della storia delle tre dimensioni: avere successo, possedere cose, essere una rotellina dell’ingranaggio, cercare di fare il proprio meglio per non agitare le acque.

Sull’altro lato della pista abbiamo i professionisti. Loro rappresentano dove l’umanità è diretta; il suo futuro. Sono la parte dell’umanità che vive principalmente nel cervello destro e sono più intuitivi, centrati sul cuore, creativi. Sono la parte che cerca il tono d’uguaglianza e l’unità. Hanno la percezione del campo energetico… quell’oceano di energia in cui tutti noi viviamo. Sono gli agenti del cambiamento e, per definizione, agitano le acque.

Quindi, ci sono questi due gruppi che volteggiano sulla pista da ballo chiamata Terra. La musica, ciò che fa sì che questi due gruppi inizino a ballare e interagire, è data dagli invisibili campi vibratori in cui il nostro sistema solare si sposta man mano che si muove nel suo grande ciclo intorno al centro galattico della galassia Via Lattea. Questa musica, se così si vuol dire, sta portando tutta l’umanità a unirsi… nel suo ballo. Ora, in questa fase, sembra sgraziato… il ballo… ed è così.

Mi stai ancora seguendo?

Mark – Sì, ti seguo. Questi due gruppi sono grandi uguali?

James – Il rapporto è circa 650 celebrità per ogni ballerino professionista. Tuttavia, non si tratta solo di questi due gruppi. Questa dicotomia o dualità riguarda anche l’individuo.

Mark – Beh, qui ti ho perso.

James – All’interno dell’individuo – dentro ogni persona – abbiamo questa pista da ballo a livello microcosmico. Ricorda che viviamo in un universo olografico. Questo è il motivo per cui questo rapporto proporzionale ricopre un ruolo così importante in tutta la danza… ma a questo arriverò poi. Per ora, pensa a te stesso come a una pista da ballo. Da un lato tu sei una celebrità, hai un cervello rettiliano e un cervello sinistro. Sei uno che sopravvive… un conformista razionale. Non sono cose negative. Non sto etichettando le celebrità come i cattivi e i professionisti come i buoni. Ci vogliono entrambi per ottenere l’alchimia. Il punto critico è la proporzione della loro presenza nel prendere delle decisioni.

Dall’altro lato, hai l’anima, il cuore, il cervello destro, la mente superiore, l’intuizione. Quando nella tua vita queste cose si attivano, e con questo intendo che le hai richiamate attraverso la pratica delle sei virtù del cuore, puoi metterti in comunicazione con quella parte di te che è una celebrità – la parte che nel tuo strumento umano è preimpostata, che tiene d’occhio le minacce, che cerca di sopravvivere, che è egoista, che vede solo le tre dimensioni e null’altro. Balli dentro te stesso.

Quindi hai questa dicotomia; questa dualità. Ed è tutto dentro di te. Allo stesso modo… è fuori su quel più grande palco chiamato Terra. Dunque, il tuo Universo Locale ha questa pista da ballo, e l’ha anche l’universo non-locale… la Terra. È chiaro?

Mark – Sì… penso di sì. Tornando a Ballando con le stelle, chi sono i giudici?

James – Prima di arrivare ai giudici, voglio spiegare un’altra cosa.

Mark – Certamente.

James – I ballerini di professione insegnano… e non solo con le parole, ma con il comportamento. Mostrano i movimenti del ballo. Mostrano i movimenti o gli esercizi che vengono dal cuore e dall’anima. Mostrano la creatività del cervello destro. Non predicano. Lo dimostrano. Parte di questa dimostrazione è accettare la goffaggine dei loro partner celebri, sia fuori che dentro di sé. La parte celebrità dell’umanità è cristallizzata in comportamenti che l’hanno servita molto bene nel mondo tri-dimensionale. Per poter ballare con i professionisti deve essere disposta ad accettare nuovi comportamenti, nuovi movimenti, e ascoltare davvero la musica… sentirla.

Questo richiede un rimodellamento dei propri sistemi di credenza; cosa che non è facile per un’alta percentuale della popolazione umana, metà della quale aderisce a una delle religioni mondiali. I ballerini professionisti, quindi, devono avere compassione e comprensione. Anche la pazienza aiuta. Diversamente, loro stessi si spazientiscono, si irritano e anche s’arrabbiano.

Questo è altrettanto vero nell’individuo anche verso se stesso. È una forma di auto-giudizio… perfino ridicola, a volte.

Quindi, questo ballo prosegue contemporaneamente sia nell’universo non-locale che nell’Universo Locale. I professionisti sentono di avere in sé questa dicotomia di nuova e vecchia guardia, di cervello destro e sinistro, di intuizione e logica, di anima e corpo, di cuore e di ego. Questi sono i due ballerini che danzano, e quando si sincronizzano con la musica, e la nuova guardia mostra i movimenti e pratica la compassione, i due possono ballare come uno! (… continua)

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