L’immaginazione: il telescopio della coscienza, James Mahu

blog_replacement_imageL’immaginazione: il telescopio della coscienza

 

Il ruolo dell’immaginazione e perché è sottoutilizzata

In un mondo di totale separazione e disillusione può essere un’impresa molto difficile immaginare come noi, razza umana, possiamo unificarci attraverso l’espressione dell’amore quale nostro comportamento primario. L’amore si esprime nell’atteggiamento di unità (oneness) e uguaglianza, e percepisce tutta la vita come esseri infiniti, non importa sotto quali veli in termini di personalità e veste umana.

Tuttavia, siamo programmati a ricorrere alla rabbia o metterci sulla difensiva ogni volta che qualcosa o qualcuno minaccia, diminuisce, impedisce o esaspera la nostra volontà e senso di sicurezza. In un mondo di costante sorveglianza, di sempre meno libertà e d’inesorabile secolarismo, non è facile negare la nostra programmazione.

Questa programmazione si basa su due elementi interdipendenti e primari della realtà umana:

1) separazione

2) inganno

Ognuno di noi è separato e ognuno di noi vive nell’inganno. Questo è un semplice dato di fatto.

La separazione comincia nel momento in cui vestiamo un corpo umano (la nascita). Siamo immediatamente separati nella realtà tridimensionale. Siamo sigillati all’interno del nostro corpo. È un’esperienza molto strana cominciare a vedere il mondo come separato da noi stessi e che noi esistiamo separati da tutti e da ogni cosa. Veniamo programmati da questa forte caratteristica della realtà a sentirci vulnerabili e dipendenti.

L’inganno del nostro mondo è in quel principio illusorio che descrive la durata della nostra coscienza umana di circa ottant’anni (la media di vita) con una possibile – ma indefinita – componente spirituale divina. Grazie a questa potenziale scintilla divina siamo autorizzati a credere nell’anima, che tuttavia rimane solo una credenza, e così l’inganno è completo: noi non conosciamo il nostro vero sé. (Vedere l’Intervista n. 5 al dr. Neruda per maggiori dettagli sull’Ologramma d’Inganno.)

La soppressione dell’immaginazione

L’immaginazione è una facoltà all’interno del cuore e della mente di ogni individuo. È quella parte di noi che può esercitare una visione contro-intuitiva verso la realtà che ci circonda. Come il nostro occhio-cervello usa il telescopio per vedere le galassie lontane, così il telescopio della nostra coscienza è l’immaginazione. Essa ci permette di raggiungere l’infinito. Ciascuno di noi è sommerso da storie e immagini di guerra, disfunzioni sociali, politiche e tecnologie che ci derubano della libertà, tutto instillante un senso di morte e distruzione. La nostra immaginazione viene schiacciata da quei pesanti oggetti che possiamo generalmente chiamare eventi di soppressione.

Questi eventi di soppressione, nel tempo, introducono la falsa sensazione di essere fondamentalmente imperfetti e impotenti. Cominciamo a credere alla menzogna che la nostra vita – o parti di essa – sia sbagliata e richieda correzioni o modifiche. E da dove pensate che arriveranno queste correzioni? Quale governo o istituzioni religiose correggeranno i nostri errori? Quelle stesse istituzioni che per prime progettano e distribuiscono gli eventi di soppressione? Esattamente.

Il problema è che abbiamo permesso alla nostra immaginazione di essere programmata dagli eventi di soppressione e, come conseguenza, la nostra immaginazione si è in gran parte atrofizzata. La nostra immaginazione è paragonabile a un muscolo che deve essere esercitato perché possa poi sollevare un grande peso. Per sbarazzarci degli eventi di soppressione che – letteralmente – ci schiacciano, potremmo trovare valido usare la nostra immaginazione regolarmente.

Esercitare l’immaginazione

Ora la domanda è: in che modo o con quale metodo posso esercitare la mia immaginazione? Nell’Intervista n. 5 al dr. Neruda consiglio una pratica specifica chiamata Pausa Quantica [1]. Questo è un buon punto di partenza per esercitare ed espandere l’immaginazione. Dico punto di partenza, perché consiglio caldamente a ognuno di adattare la pratica della Pausa Quantica su se stesso.

L’immaginazione è stata emarginata dal mondo accademico più o meno allo stesso modo di parole come mito o intuizione. Questi sono termini concettuali che stanno al limite dell’accettazione, eppure sono, in molti modi, concetti potenti del nostro tempo. Come queste parole siano state emarginate è uno studio interessante in sé, ma il focus di questo articolo non è su questo tema, ma piuttosto a suggerire che ognuno di voi potrebbe trovare un modo per esercitare la sua immaginazione.

head vision Tuttavia, altrettanto importante è il modo in cui si applica la propria immaginazione e, a tal fine, vi suggerisco di prendere in considerazione la Pausa Quantica, e vedere se in quello strumento ci sono aspetti che potete utilizzare per formulare la vostra tecnica.

Questi sono alcuni elementi chiave da prendere in considerazione per sviluppare la propria tecnica:

* Respirazione ritmica

* Visualizzazione di attività immaginative specifiche

* Raccoglimento verso l’interno (ricezione) ed espressione verso l’esterno (trasmissione) in sequenza ciclica

* Connessione con la Terra, la vita e l’infinito

* Apprezzamento per il Creatore all’interno della comunicazione

* Integrazione delle virtù del cuore

* Il paradosso dell’umiltà attiva [2]

La tecnica della Pausa Quantica è una tecnologia interiore che si basa sull’immaginazione e la fisiologia umana che operano come uno. È progettata per attenuare l’impatto e l’effetto degli eventi di soppressione sui nostri atteggiamenti emotivi e mentali, ma cosa ancor più importante, per permetterci di ridurre la densità del velo che ci circonda. Questo ci aiuta a vedere con maggiore chiarezza e capire un po’ di più i nostri sé infiniti.

Piccolissime incidenze possono modificare il benessere di un individuo. Allo stesso modo, piccolissimi cambiamenti nella facoltà immaginativa se allineata alle virtù del cuore e all’espressione di amore, uguaglianza e unità, possono aiutare tutti noi. I sette ingredienti fondamentali citati sopra sono per una ricetta che sviluppi il potere della vostra immaginazione assicurando il suo esercizio a beneficio di tutti.

James Mahu

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Testo originale: https://www.wingmakers.com/imagination-the-telescope-of-consciousness/

 

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[1] Vedi “Intervista a James del Project Camelot” e “EVT3, L’attivismo spirituale” (ndt)

[2] “L'”umiltà attiva” non è una convinzione di principio, ma un’esperienza, una effettiva presa di coscienza; umiltà che si riferisce dapprima all’essere, non all’avere.” (J. Leclercq, Cultura umanistica e desiderio di Dio– Ed. Sansoni (ndt)

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