La Struttura Occulta di Soppressione della S. I., 2 – Il Sistema Mente Umana, (R)

Struttura di soppressione… gli umani dentro la prigione non vedono la prigione come prigione e le guardie come guardie. Sono inconsapevoli della loro prigionia, quindi non cercano di fuggire dalla prigione ma cercano di scappare da tutto il resto, sia esso noia, ansia, dolore, relazioni spiacevoli, malattie, depressione e disperazione. Nella loro ricerca non prendono neppure in considerazione la soppressione della loro identità come Sovranità Integrale che vive nell’eternità e nell’unità, nell’uguaglianza e nella sincerità incondizionata.

Intervista a James del Project Camelot, novembre 2008

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Nell’Intervista a James da cui è tratto questo materiale, la prima componente di soppressione presentata è il Sistema Mente Umana, definito come il velo più opaco e distorcente tra l’umanità e il suo vero sé. La mente è definita come un sistema (1) e, in questo contesto, vengono nominate tre suddivisioni principali: la mente inconscia (2), la mente subconscia (3)  e la mente conscia (4). 

La mente conscia, quella che la maggior parte delle persone si limita a considerare come mente o pensiero “proprio”, è a sua volta un sistema complesso di interazioni ed elaborazione di una manifestazione definita “oggettiva ed esterna” a cui tutti partecipano o sperimentano.

Tuttavia, in molte tradizioni spirituali la mente è considerata più un impedimento che un mezzo per la conoscenza della Realtà. La mente è una lama a doppio taglio, che se da un lato esplora e sperimenta una parte della manifestazione – quella fisica e materiale –, dall’altro spesso riconduce e confina a quelle stesse esperienze ogni altra possibile esperienza successiva diversa dalla precedente. La mente vede solo ciò che le è stato insegnato a vedere e riconoscere, così la costruzione e il riconoscimento delle esperienze sono processi che si svolgono in successione sulla base di ciò che si è acquisito in passato. Già questo sarebbe più che sufficiente per farci chiedere da dove o chi provenga, e se è una reale nostra libera scelta, la considerazione che attribuiamo alle cose, alle nostre emozioni e alle modalità di relazione, sia a livello personale che sociale.

“Tuttavia, ed è importante capirlo, i modelli base del pensiero provengono principalmente dal subconscio e dalle strutture della mente genetica della coscienza.”

Questa affermazione illumina la provenienza principale del proprio modo di pensare: il subconscio o trasmissione genealogica, e l’inconscio o mente genetica.

Per quanto riguarda la linea di trasmissione famigliare, si dovrebbe cominciare a prendere in considerazione che, volenti o nolenti, si è biologicamente il prodotto e il contenitore di una serie di informazioni che vanno ben oltre l’ereditarietà genetica biologica, a meno che in questa genetica biologica non si riconoscano anche trasmissioni di dati che formano non solo l’aspetto fisico del corpo ma anche l’organizzazione della materia cerebrale del cervello da parte di informazioni provenienti da generazioni ancestrali.

Nonostante l’individuo si creda unico, separato e particolare, in realtà non lo è.

“Potete immaginare voi stessi come una copia della famiglia umana avvolta in una copia dei vostri genitori e antenati, posta in un’espressione individualizzata: voi. Ciò che siete “voi” è un Sistema Mente Umana in un’espressione a se stante le cui radici sono totalmente impiantate nel terreno dell’umanità e della discendenza familiare, tutte “scaricate” (downloaded)  prima della nascita durante lo sviluppo del feto.”

Siamo talmente abituati a vivere centrati su noi stessi, cresciuti in una società che amplifica e glorifica l’individualismo, che l’indagine sulle proprie caratteristiche interviene sono quando si presentano problemi emotivi o condizioni di malattia. Nelle Costellazioni Famigliari e loro successivo sviluppo, Bert Hellinger mostra alcune dinamiche nei rapporti famigliari che sono ineludibili ma affrontabili, e la cui “trasgressione” a favore di un eccessivo individualismo genera nella persona profondi disagi interiori e, di conseguenza, esteriori. Su quest’onda di pensiero, altri hanno sviluppato ulteriori approcci (per esempio, le Dinamiche Mentali di F. Rustici).

Così, pensare di essere unico, separato e particolare è un inganno della mente che, impedendoci di prendere coscienza sensibile della nostra non-unica, non-separata e non-particolare esistenza, perpetua e alimenta uno stato che va in direzione opposta a quella che la nostra reale identità ci chiede di riconoscere e superare.

Allo stesso modo, l’inconscio (o Mente Genetica nella definizione dei WM) imprime le proprie informazioni già durante la formazione del cervello prima della nascita. Ciascuno è figlio della sua epoca, ma questa “sua epoca” è stata definita dai suoi predecessori e dai loro valori. La realtà dell’ambiente in cui ciascuno vive è co-creata dalle parole, dagli insegnamenti e dai comportamenti di accettazione o rifiuto (aperture o chiusure) di una serie di cerchi che si allargano sempre più intorno all’individuo: prima i genitori, poi la famiglia parentale e le sue tradizioni, la comunità (stato, scuola e religione) e relativi valori in cui si è cresciuti, l’epoca storica che raccoglie e mette in campo le esperienze dei singoli. Non per nulla e da sempre, la ricerca di Sé ha indotto persone di ogni tempo e cultura ad allontanarsi dalle proprie comunità, a vivere un’esistenza fisica nell’eremitaggio e nell’essenzialità materiale e intellettuale, quando non addirittura lontano da stimoli sensoriali esterni.

La Mente Genetica corrisponde a un sistema di credenza universale che penetra, in vari gradi, lo strumento umano di tutte le entità. In alcuni blocca la capacità di avere pensieri originali e provare emozioni originali. […] Questa manipolazione e i limiti imposti dalla Gerarchia sono così convincenti che nessuno, di fatto, è consapevole della manipolazione delle proprie credenze. […] … da una parte la mente genetica è una forza che attiva a sperimentare la separazione e, dall’altra, è una forza che disattiva a riconoscere le reali caratteristiche della Realtà Sorgente. Questa dicotomia, quando compresa, aiuta lo strumento umano e la sua coscienza d’entità a districarsi dagli aspetti limitanti della mente genetica … – Glossario –

Questo influsso è ineludibile perché viene automaticamente prodotto con la formazione dello strumento umano; è – si potrebbe dire – un ingrediente della torta, dove la torta è la completa autonomia dell’entità dalla Sorgente Primaria affinché, così totalmente priva dell’influenza della sua natura originale e divina, possa ad essa ritornare con un suo esclusivo atto di volontà.

È la mia voce che vi ha risvegliato all’individualità, ma sarà la vostra volontà a risvegliarvi alla nostra unità. È il vostro desiderio di conoscermi come vostro sé che vi porta alla mia presenza, così perfettamente celata dal vostro mondo. – Trasmissioni della Sorgente Primaria, Il Mio Messaggio Centrale –

Il Sistema Mente Umana non è in grado di accedere alla conoscenza superiore perché la sua funzione riguarda l’interazione con il mondo sensoriale, per quanto esso possa sembrare invisibile e intangibile.

Il sé o coscienza non è contenuto all’interno del mondo tri-dimensionale, quindi non può essere veramente esplorato da indagini tri-dimensionali né dalla logica intellettuale più sottile e raffinata. Questo è lo squilibrio di fondo nei campi della religione, della filosofia e della psicologia: il sé illimitato non può essere rivelato dalla mente educata dalla cultura e legata al mondo tri-dimensionale. – L’Arte dell’Autenticità –

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Note
1. SistemaNell’ambito scientifico, qualsiasi oggetto di studio che, pur essendo costituito da diversi elementi reciprocamente interconnessi e interagenti tra loro o con l’ambiente esterno, reagisce o evolve come un tutto, con proprie leggi generali (Treccani)
 
2. InconscioPer la psicologia classica l’i. ha un’importanza relativamente limitata e le sue funzioni si confondono con l’attività biologica del cervello. Tra i fenomeni che appartengono all’i. e che più frequentemente occorrono sono: la mancata percezione di uno stimolo, che pur è colto da un determinato organo di senso (i. della percezione ); l’improvviso sorgere di un ricordo, che invano si era cercato di rievocare (i. della rievocazione ); le azioni che, essendo divenute abitudinarie, sono compiute automaticamente al di fuori di un controllo consapevole (i. dell’automatismo abitudinario ). (Treccani); e anche Inconscio – (…) Carl Gustav Jung ha fortemente contribuito a fare chiarezza sul concetto e sulle definizioni del termine inconscio. Nei suoi studi ha distinto l’inconscio personale dall’inconscio collettivo. Con questo termine egli indica l’insieme dei contenuti psichici universali preesistenti all’individuo e legati al complessivo patrimonio della civiltà, e, propriamente, gli archetipi. L’inconscio collettivo, secondo lo psicologo svizzero, si manifesta attraverso archetipi che trovano il loro riferimento nel patrimonio storico-culturale di un vasto gruppo o dell’intera umanità e si presentano nei simboli onirici e nelle allucinazioni, ma anche nelle visioni dei mistici, nei riti religiosi e nelle opere d’arte. (…) (Wikipedia)
3. SubconscioTermine usato dalla psicologia e psichiatria dell’ultimo 19° sec. per indicare quei contenuti che o non sono direttamente presenti alla coscienza perché rimangono sotto la soglia di essa, oppure sono suscettibili di emergere come coscienza separata, alternante, dissociata. Il termine fu abbandonato dopo l’introduzione da parte di S. Freud della distinzione tra inconscio, preconscio (cui corrisponderebbe in parte il s.) e conscio. (Treccani);  e anche Subconscio – Sebbene sia un termine poco usato nella terminologia scientifica, esso è molto diffuso nella cultura popolare, dove viene usato alternativamente come sinonimo di “inconscio” o di “preconscio” (termini corretti in psicoanalisi), o, quando non si vuole fare direttamente riferimento all’opera di Freud, per indicare in generale tutto ciò che è nascosto o non è accessibile alla coscienza. Nel suo senso più ampio, il subcosciente è quindi quella parte della mente non accessibile direttamente dall’individuo, ma indagabile tramite diverse tecniche come l’ipnosi, la psicoterapia, i messaggi subliminali, i toni binaurali. (wikipedia)  
4. Conscio – Secondo la teoria psicoanalitica freudiana, il conscio, da non confondersi con l’Io, è il substrato mentale superiore, ovvero quello che fa avere la consapevolezza di sé stessi e del proprio rapporto con l’ambiente circostante. Per comprendere meglio quanto detto si deve rapportare il conscio all’inconscio, ovvero alla sua controparte più nascosta; tutto ciò che conosciamo e ricordiamo con consapevolezza è dominio del conscio, mentre eventuali esperienze rimosse sono relegate all’inconscio, dove comunque restano attive. (Wikipedia)
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