L’Intenzione Cuore-Mente, (R)

Diagramma “Intenzione Cuore-Mente”

In Vivere dal Cuore vengono presentati la pratica e il diagramma Intenzione Cuore-Mente”  facendo particolare riferimento alla pratica delle Sei Virtù del Cuore; il processo, tuttavia, è valido per ogni tipo di manifestazione ed è interessante notare il moto circolare che coinvolge lo strumento umano e i suoi aspetti superiori. Lo studio di questo processo ci permette di riconoscere le componenti che intervengono nella realizzazione dei nostri desideri o dei nostri progetti e nel contempo ciò su cui possiamo coscientemente intervenire.

Osservando il diagramma e studiandone la spiegazione data, si può notare che ci sono due suddivisioni principali: 1) l’Universo materiale visibile situato nel tempo-spazio [U1]; e 2) il SuperUniverso (il “Campo”) invisibile e non soggetto al tempo-spazio [S2] (lo stato quantico). Nel primo “universo” governa il visibile e il materiale, quindi lo strumento umano con le sue componenti principali di corpo-emozione-mente; nel secondo il “governo”, se così si vuol dire, non è dato da una gerarchia di componenti (mancando, appunto, tempo e spazio per la “distribuzione di un ordine”) ma dalla co-presenza di una serie di “sottili energie” la cui unica differenziazione è data dalla loro frequenza vibratoria.

Quindi, proseguendo nell’osservazione e nello studio del diagramma, si vede il percorso di un’intenzione generata a livello del Sé Superiore. L’ispirazione prodotta dal Sé Superiore nel livello quantico (SU2) scende nell’Universo di spazio/tempo (U1) dividendosi subito (polarità) in qualcosa che colpisce la mente-pensiero (triangolo rosso) e il cuore-emozione (triangolo rosso) producendo nell’individuo un’intenzione definita (triangolo arancio) che si manifesta come sottile imprinting di energia (triangolo arancio vibrante) che penetra e si deposita negli strati interiori del Sé della Personalità che, come si vede, sono ancora nell’ambito dell’U1, l’Universo materiale di tempo-spazio. Tuttavia questi strati confinano e partecipano anche del SU2, così come la battigia fa da passaggio e comunicazione partecipando sia dell’asciutto che del bagnato tra la spiaggia e il mare. Ecco quindi il triangolo tratteggiato dell’energia dell’intenzione che produce un imprinting in questi strati.

Successivamente, dopo essere entrato pienamente nel SuperUniverso quantico privo di limiti spazio-temporali (cioè, nell’”immediatezza”), questo imprinting si ripresenta nuovamente nella sfera degli strati interiori del Sé della Personalità (triangolo viola vibrante) per poi manifestarsi nell’U1 (Universo materiale) come solida piramide viola (manifestazione).

Questo processo si svolge ugualmente sia che l’intenzione sia conscia che inconscia, cioè sia ragionata che istintiva, ed anche che sia nobile (ispirata dall’anima) o egoistica (ispirata dalla personalità).

L’Intenzione Cuore-Mente imprime nell’ambiente delle sottili energie che vengono filtrate dagli strati interiori, o livelli quantici, della personalità e che si imprimono – a velocità della luce – nel sé  superiore.

In questa prima affermazione, viene detto che le energie prodotte dalla coerenza cuore-mente (cioè un’intenzione prodotta dalla mente e sostenuta dall’elemento “emozione”, quindi non dalla sola “volontà” intellettuale) entrano nel campo degli “strati interiori o quantici” della persona, cioè si riverberano in primo luogo nella sfera del proprio SuperUniverso (che, secondo me, qui equivale – oppure è analogo – al proprio Multiverso Locale) e si “imprimono” nel proprio Sé Superiore: questa “impressione” modifica la vibrazione stessa del nostro Sé Superiore. Dopo di che: “Questo imprinting è più forte nel singolo individuo, tuttavia “fuoriesce” nell’ambiente più vasto e anche verso quelli con cui condivide l’ambiente”: questo imprinting energetico dato dall’intenzione mente-cuore “riempie” la persona nella sua più ampia sfera d’essere ma nel contempo “trasborda” dai suoi confini irraggiandosi negli strati interiori o quantici e nel suo SuperUniverso (esattamente lì dove si trova l’aspetto fuori dal tempo-spazio di ciascuno).

L’“ambiente”, in questo contesto, non definisce lo spazio fisico ma, piuttosto, l’ecologia emozionale a livello quantico che collega le persone indipendentemente da considerazioni spazio-temporali.

Queste sottili energie fuoriescono in un ambiente che non è solo fisico e locale, ma si espandono in quello che James ha definito – con un nuovo termine denso di significato – come ecologia emozionale. Cos’è l’ecologia emozionale? L’etimo della parola “ecologia” viene dal greco oikòs=casa e logos=studio, quindi riguarda lo studio o l’esercizio delle relazioni che intercorrono tra un organismo e gli elementi del proprio ambiente domestico o naturale (vedi: “ecologia”). In questo caso, James coniando l’espressione “ecologia emozionale”, distacca la questione dal contesto “razionale” per collocarla nella sfera emotiva della persona, dove gli elementi che entrano in campo sono le emozioni e i sentimenti con cui ciascuno si rapporta dentro di sé e con gli altri. Il passaggio successivo ci porta a considerare che questo ambiente dell’ecologia emozionale si trova a livello quantico, cioè in una dimensione dove non esistono tempo e spazio, quindi non esistono delimitazioni dentro e tra gli individui/personalità (=noi) e ciò di cui gli individui/personalità (=noi) sono composti, e tanto meno limitazioni di distanze fisiche o temporali (quindi nessun passato-futuro, solo un costante “adesso”).

A questo punto, c’è una complementarietà, concomitanza e interconnessione per cui si manifesta a livello di SU2 una comunicazione/comunione tra tutti coloro che condividono una medesima frequenza vibratoria energetica a prescindere che siano incarnati nello stesso luogo o tempo, che siano altre vite personali parallele, o che tale comunione si manifesti in altre dimensioni non strettamente collegate all’esperienza terrestre. Questo per dire che, a livello quantico, questa specifica comunità energetica si fonda solo su parametri di affinità al di là di ogni apparenza fisica nei luoghi e tempi della manifestazione materiale, che sia della Terra materiale, delle sue diverse dimensioni nell’invisibile o di altri mondi per noi inconcepibili.

Il dominio del cuore abbraccia questa ecologia ed è in grado di emettere delle sottili impressioni verso chiunque sia collegato a questa ecologia. In questo caso la distanza è un fattore ininfluente perché si sta parlando di energia fotonica, e non magnetica o elettrica – così una persona connessa a voi su un altro continente è, quasi letteralmente, ad un soffio.

Ciò dovrebbe farci sentire più consapevoli e responsabili di ogni intenzione che nutriamo perché in tale stato noi siamo in grado di esercitare una reale influenza sulla manifestazione. Questo significa anche riconoscere che ogni intenzione-pensiero definito è apportatore di cambiamenti reali e che la loro qualità determina la realtà personale e collettiva che vogliamo creare.

Questo particolare tipo di ecologia emozionale viene generato dal cuore-mente che opera in sincronia e allineamento focalizzato sull’intenzione ben specifica di agire all’interno della pratica quando-quale-come, e che può estendersi a distanze e tempi inimmaginabili perché agisce nel non-tempo e nel non-spazio.

Nella meditazione Condividere la Luce dell’EVT1  (qui audio e testo), viene detto: “Da qualche parte, stanotte, nella vastità di questo pianeta, delle persone saranno influenzate dal vostro contributo. Non posso dire chi o quanti, ma posso dirvi che ciò che abbiamo fatto energeticamente va senza fallo a chi ne ha bisogno…

Questa manifestazione opera indipendentemente dal tempo lineare. In altre parole, l’intenzione cuore-mente – quando entra nelle dimensioni superiori del non–tempo-spazio – comincia a manifestarsi nel tempo e nello spazio, ma il tempo potrebbe essere nel futuro o nel passato. […]

Poiché l’ambiente dell’ecologia emozionale creato dalla sincronicità mente-cuore (pensiero-emozione) su un’intenzione ben specifica (che nel contesto del Vivere dal Cuore è la pratica delle Sei Virtù del Cuore) è quantico può “estendersi a distanze e tempi inimmaginabili perché agisce nel non-tempo e nel non-spazio”. Vale a dire che le vibrazioni prodotte nella pratica non hanno confini e possono influenzare non solo luoghi/persone nel presente, ma anche nel passato e nel futuro.

Riflessione conclusiva – Avere una visione di sé come non confinati nelle limitazioni temporali del processo creativo, degli anni che passano o del momento storico in cui si vive, permette di rapportarsi con serenità verso le proprie intenzioni mente-cuore, cioè con le vibrazioni energetiche che si andranno poi a materializzare nell’Universo del visibile. Riconoscere che si vive anche in una dimensione oltre lo spazio-tempo permette una migliore gestione dei propri progetti, soprattutto di quelli che rientrano nella sfera di una crescita della coscienza, perché non ci si sentirà condizionati dalla quantità di azioni e gratificazioni direttamente collegate, e si sarà più sensibili e disponibili alla qualità di quelle stesse  azioni, il cui frutto maturo e saporito verrà raccolto nel tempo più appropriato per il maggior bene  personale e collettivo.

Le intenzioni/azioni generate dalla coerenza cuore-mente collocandosi ed esprimendosi nel “Campo” indifferenziato di tutte le possibilità, agiscono secondo modi che non possiamo coscientemente controllare stando nell’Universo di spazio-tempo, ma che viviamo tramite la dimensione SU2 del nostro Sé Superiore.

Ciò potrebbe anche significare che un’intenzione cuore-mente generata da una persona può essere raccolta nel SU2 da un’altra e che quest’altra persona poi la manifesti nel suo spazio-tempo anche con diversa modalità. Abbiamo numerosi esempi di invenzioni realizzate contemporaneamente da individui diversi in località diverse che non si conoscevano e tanto meno avevano contatti reciproci. Anche intere civiltà hanno sviluppato alcuni elementi comuni nello stesso periodo di tempo, a prescindere dalla distanza che le separava. Quindi, l’intenzione cuore-mente è, a un certo punto, qualcosa che non è più personale ma entra a far parte di un più ampio campo collettivo nel quale resta liberamente e impersonalmente disponibile.

Entrare, quindi, nell’idea di essere partecipi di queste diverse dimensioni del tempo e dello spazio, sia come individui che come collettivo, amplia la percezione che abbiamo non solo di noi stessi ma di tutti gli esseri che ci circondano, con i quali condividiamo questo campo multidimensionale del SuperUniverso che è sia personale che collettivo.  —

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