Tecniche dell’Intelligenza Intuitiva (T)

transparentwoman[Tecnica I – Eliminare i resti emozionali dal cuore (Invocazione)]

Studente: D’accordo, allora come si collega tutto questo con la rimozione dei detriti emozionali incisi nel mio cuore?

Insegnante: Non è il cuore in sé che è inciso. I detriti emozionali sono passati dal cuore al cervello e alla rete neurale che lo circonda. La rimozione, quindi, compie lo stesso percorso ed è un processo, non un evento. Inizia con la frequenza di compassione dell’emozione chiamata perdono. Questa frequenza può essere evocata all’interno del tuo cuore con questo comando:

Come la luce del mio cuore risplende, così risplende la mia capacità di perdonare. Man mano che il perdono fluisce nel mio cuore, si sposta verso l’alto riempiendo tutto il mio capo con la più delicata e pura luce immaginabile, e da questa luce la compassione per il mio passato si assesta e in questa luce tutto ciò che è accaduto è riscritto.

Pronunciando questa invocazione ascolta attentamente le parole e permetti loro di formare delle immagini visive nel tuo cuore.

Studente: La cosa è interessante. Mi è sempre stato insegnato di formare delle immagini nella mente, mai nel cuore.

Insegnante: La visualizzazione non è confinata a una posizione specifica del corpo o del capo. Può essere posta ovunque per proiezione. Proietta semplicemente l’immagine nell’area nel centro del petto. Chi osserva la proiezione può star fuori dal corpo e guardarlo da una distanza di pochi metri.

Studente: Chi è che guarda il mio corpo da fuori?

Insegnante: Sei tu.

Studente: Questa è una delle tecniche cui facevi riferimetno come tecniche dell’intelligenza intuitiva?

Insegnante: Sì, ma questa tecnica ha altre sfaccettature. Completato questo primo passo, ne rimangono tre.

Studente: Quali sono?

[Tecnica II – Installare la luce (Immaginazione – Integrazione cuore-cervello)]

Insegnante: Il secondo passo è permettere a questa luce di assestarsi. Richiede che tu percepisca la luce come una finissima nebbiolina di color giallo dorato, sospesa e in movimento appena sotto il livello di percezione. È importante percepire che questo movimento della luce dentro il tuo capo possiede un’intelligenza, la capacità di ricollegare, riscrivere e modificare la tua storia emozionale.

Studente: E praticando questa tecnica posso iniziare a sgombrare le “nubi” della mia storia emozionale?

Insegnante: Sì, e la visualizzazione e l’immaginazione sono elementi fondamentali di questo processo. Ripeto, voglio evidenziare che questo è un processo che richiede una pratica costante per un certo periodo di tempo, in genere trenta giorni o più.

Studente: Perché la visualizzazione e l’immaginazione sono così importanti per questo processo?

Insegnante: Perché coinvolgono l’intelligenza fondamentale del cuore, e la ricettività del cervello ne è il risultato.

Studente: Stai dicendo che il cervello interpreta i segnali del cuore in base alla loro… chiarezza?

Insegnante: Il cervello superiore è progettato per “leggere” i segnali del cuore in base a quanto questi segnali sono ben definiti in termini di energia visiva e autenticità emozionale.

Studente: Energia visiva?

Insegnante: Qualsiasi immagine proiettata nella regione del cuore viene energizzata. Quanto più riuscirai a visualizzare chiaramente l’immagine, a proiettarla nell’area del cuore e impregnarla con le emozioni fondamentali del cuore, tanto più invierai un segnale potente al tuo cervello superiore. È  questa l’energia a cui il cervello superiore risponde.

Studente: In che modo?

Insegnante: In questo specifico contesto, facilita l’azione in corso di riscrivere la tua storia emozionale nella frequenza della compassione e della comprensione.

Studente: Dunque il cervello e il cuore sono partner, ma alla fine è il cervello che decide se agire in risposta al segnale… o alle direttive provenienti dal cuore?

Insegnante: Anche il cervello, proprio come il cuore fisico, ha una controparte energetica o quantica. Questi due organi e il loro sistema periferico – sia a livello fisico che quantico – sono totalmente integrati, e in unmodo che solo ora la scienza comincia a comprendere.

Non è che il cuore trasmette un ordine al cervello e il cervello, poichè ha la forza direttiva, decide se agire o meno al riguardo. Il cuore e il cervello sono un sistema unificato che fa circolare e ricircolare l’energia, le informazioni e l’intelligenza all’interno dello strumento umano.  Questo sistema opera con la più grande efficacia nell’esprimere la sua intelligenza innata negli ambienti tri-dimensionali quando è sincronizzato all’energia fondamentale del cuore di compassione e comprensione. […]

Insegnante: Le emozioni sono impregnate di consistenza e dettagli. Il sistema del cervello superiore è progettato per scorrere velocemente i dati emozionali in entrata provenienti dal sistema del cuore e determinare se la consistenza e i dettagli dei dati provengono dalle frequenze fondamentali del cuore o dall’ambiente tri-dimensionale e/o dalla storia emozionale.

Studente: Il cervello superiore opera questa distinzione? Come lo fa?

Insegnante: Hai notato il modo in cui uso la parola “progettato”?

Studente: Sì, ma non sono sicuro di interpretarla come tu l’intendi.

Insegnante: I sistemi del cuore e del cervello furono progettati per permettere a coloro che sono capaci di applicare le immaginazioni provenienti dalle frequenze fondamentali del cuore di accedere alle frequenze superiori e all’intelligenza superiore della mente genetica. Tale accesso ha prodotto i profeti e i filosofi dell’umanità, i portatori di saggezza che hanno innalzato tutta l’umanità. […]

Insegnante: Ho appena spiegato che il cuore e il cervello sono un sistema integrato progettato per attivare, penetrare ed esprimere le alte frequenze di compassione e comprensione, e che il cervello  ha il ruolo di valutare l’autenticità emozionale del cuore. Questa abilità, intelligenza o intuizione – chiamala come vuoi – è assoluta e innata in tutte le forme di vita superiore. Nessuno può utilizzare le tecniche dell’intelligenza intuitiva se il suo cuore trasferisce al cervello dati provenienti dalle distorsioni emozionali comuni agli ambienti tri-dimensionali.

Studente: Ancora non capisco in che modo il cervello sa come farlo, ma continuiamo. Possiamo rivedere la tecnica che hai iniziato a spiegare?

Insegnante: Ci sono quattro passi in questa tecnica specifica. Il suo scopo è aiutare il praticante a reimpostare la sua storia emozionale nella frequenza della compassione e, così facendo, avere un accesso più profondo e una più libera espressione personalizzata della voce interiore o intelligenza intuitiva.

Studente: Ha un nome questa tecnica?

Insegnante: Solo se glielo dai tu.

Studente: E per ora hai illustrato solo due di questi quattro passi?

Insegnante: Sì, abbiamo visto i primi due: l’invocazione e l’immaginazione. Il terzo passo è il lasciare andare.

[Tecnica III – Lasciare andare (Pazienza e fiducia – Respirare dal cuore)]

Studente: Come si fa?

Insegnante: Quando sintonizzi la tua immaginazione, vedi la frequenza di pura luce nell’area del capo e permetti a questa di prendere – in un certo senso – alloggio, devi adottare l’atteggiamento interiore di resa e abbandono.

Studente: Verso che cosa?

Insegnante: Verso i risultati della tecnica. Verso il fatto che la storia emozionale che hai immagazzinato nella tua rete neurale e quantica chiamata strumento umano può andare incontro a un cambiamento o una modificazione.

Studente: Ma se io pratico la tecnica non mi sono già arreso al risultato? Intendo, perché dovrei praticarla se non fossi sincero?

Insegnante: Il tuo desiderio del beneficio finale, in questo caso una più profonda connessione con la tua intelligenza intuitiva, può offuscare la tua disponibilità a vedere la saggezza nel processo in corso e ritardare la gratificazione ciò che desideri.

Studente: Intendi dire che posso diventare impaziente?

Insegnante: È più probabile che tu sia meno incline a permettere ai primi due passi del processo di svolgersi in modo organico, secondo i loro tempi, nel reimpostare la tua storia emozionale. Questo è il motivo per cui è progettato il terzo passo nel processo.

Studente: Come eseguo ciò che tu chiami lasciare andare? C’è una tecnica specifica?

Insegnante: È facile e nello stesso tempo difficile. Lasciare andare è avere fiducia. Avere fiducia è credere nell’intelligenza sia del tuo sé più profondo che nell’origine da cui nasce. Questa è la parte facile. La parte difficile è capire che il giudizio dell’ego-personalità è imperfetto e in un certo senso antitetico all’intelligenza intuitiva.

Questo stadio della tecnica è lasciare andare il giudizio sul tuo progresso nei limitilimiti del processo.

Studente: Che cosa intendi? Non sono certo di capire.

Insegnante: Se sgombrando le nubi della tua storia emozionale migliori l’accesso alla tua intelligenza intuitiva o voce interiore, l’ego, per soddisfare la sua congenita fame di risultato, cercherà delle prove del tuo progresso.

L’ego non è qualcosa che si deve bandire, ignorare o colpevolizzare per questo atteggiamento, ma piuttosto deve essere affinato.

Studente: Questo fa parte della tecnica dell lasciare andare?

Insegnante: Sì.

Studente: Come?

Insegnante: Quando una persona aspira ad accedere e ad esprimere la propria intelligenza intuitiva, il lasciare andare è un imperativo psicologico. L’ego è esperto nell’operare con le forze inferiori ed esterne in modo assai simile a come il cuore è esperto nell’operare con le forze superiori e interiori.

Quando cerchi di di allinearti con queste forze interiori, l’ego vede lo sforzo e lo stesso processo come una futile distrazione ai veri problemi del mondo che premono su di te. La risposta istintiva dell’ego-personalità, in questo caso, è di percepire il focus delle tue frequenze fondamentali del cuore come male indirizzato.

Studente: Perché?

Insegnante: Perché l’ego risiede nella mente inferiore e il suo attaccamento al corpo fisico sta principalmente nella percezione occhio-cervello della sua realtà dominante, cioè il mondo tri-dimensionale. Per l’ego puro, il cuore è semplicemente una fastidiosa appendice del corpo fisico che manifesta debolezza.

Studente: D’accordo, penso di capire  perché lasciare andare sia il terzo passo. Ma, in modo specifico, come eseguo questo terzo passo?

Insegnante: Respirare attraverso la tua area del cuore è il metodo che miscela i desideri dell’ego con le capacità del cuore, e questo è il metodo del lasciare andare.

Studente: Come faccio a farlo?

Insegnante: Dopo aver completato i primi due passi, focalizza l’attenzione sul respiro. Immagina che il tuo inspiro porti il desiderio del tuo ego in una camera interna del tuo cuore quantico. Poi immagina il desiderio di realizzazione – in forma di inspiro – sospeso all’interno di questa camera interiore mentre trattieni il respiro. Mentre lo fai, il tuo respiro lo sta mischiando con l’afflusso di compassione che sorge dal cuore quantico o energetico. Adesso, ri-espelli questo respiro appena energizzato nell’area del cuore, e ogni volta che espiri ripeti questa frase: “L’abbandono nel mistero a risplendere della sua stessa luce”. Fallo da sei a otto volte.

Studente: È tutto?

Insegnante: Sì.

Studente: Mi aspettavo che la parte del lasciare andare fosse molto più complicata e difficile.

Insegnante: La parte difficile è quando manchi la tecnica dell’abbandono o pratichi la tecnica senza autenticità emozionale ed energia visiva.

Studente: Qual è il quarto e ultimo passo di questo processo?

[Tecnica IV – Distribuzione/Connessione alla luce (La Rete di Luce)]

Insegnante: È quello a cui a volte ci si riferisce come distribuzione della luce, anche se  io preferisco pensarlo come connessione alla luce.

Studente: Come funziona?

Insegnante: Così come il cuore fisico distribuisce l’ossigeno alla periferia del corpo fisico tramite il sangue, il cuore quantico distribuisce luce ai confini dello strumento umano tramite l’energia visiva e l’autenticità emozionale. La tecnica di distribuzione della luce è immaginare che la luce circoli senza impedimenti nel tu espanso.

Studente: Non sono sicuro di ciò che significa.

Insegnante: Lo strumento umano consiste del corpo fisico, del sistema emozionale e delle sfaccettature della mente. La rete che interconnette questi elementi e li spinge a operare con efficienza come sistema è simile al sistena di vene e arterie del corpo fisico. Questa rete trasporta la luce che a sua volta unifica un campo quantico e gli permette di operare in modo indipendente dal multiverso. A volte ci riferiamo a questa griglia individualizzata come al tu espanso.

Studente: Così io sono questo ampio aggregato di particelle di luce che in qualche modo si organizza per addensarsi in un corpo e una mente, ed è per questo che io devo visualizzare la luce che si distribuisce senza blocchi o interruzioni. È questo il concetto?

Insegnante: Devi semplicemente porre la tua attenzione sulla realtà di ciò che sei. Ci vogliono solo pochi momenti, ma è fondamentale che pratichi questa tecnica di frequente e in modo accurato.

 Studente: Quanto di frequente?

Insegnante: Dipende da te, ma non puoi mai farla troppo.

Studente: Perché devo anche esserne cosciente? Mi sembra che la luce fluisca bene senza che io la diriga.

Insegnante: Sì, tu però non la dirigi, stai accedendo ad essa entrando in contatto con questa rete olografica di luce che è la struttura fondamentale della tua esistenza nell’ambiente tri-dimensionale.

Studente: Forse dovresti solo spiegare la tecnica ed io smetterò di fare domande.

Insegnante: Se potessi concentrare questa rete di luce rendendola più brillante, più intensa, secondo te, quale sarebbe il risultato?

Studente: Più energia?

Insegnante: No. Può in realtà avere l’effetto opposto, nel senso che il corpo si affatica e si indebolisce.

Studente: Allora distribuire la luce non è concentrarla?

Insegnante: No. È equilibrare il quoziente della luce all’interno dello strumento umano e assicurarsi che il flusso sia coerente, ritmico e libero.

Studente: Sembra che tu stia descrivendo di nuovo il cuore fisico.

Insegnante: Questo è lo stato naturale del cuore e dell’intero strumento umano, ma nelle interazioni quotidiane con l’ambiente tri-dimensionale lo strumento umano può perdere questo equilibrio e scivolare in uno stato di esistenza incoerente, aritmico e ingarbugliato.

Il cuore percepisce questo stato e, se non si conosce la tecnica appropriata, risponde con la stessa moneta, alimentando con la sua energia il mal funzionamento mentale e l’inefficienza fisiologica.

Studente: È coperto da più “nuvole”?

Insegnante: Esattamente. Questo è il motivo per cui questo passo del processo è importante, perché aiuta il cuore a sincronizzare la sua energia con la struttura più profonda e sub-quantica da cui tu dipendi.

Studente: Che cosa devo fare?

Insegnante: Riesci a visualizzare nel tuo petto il cuore che battendo distribuisce ossigeno al tuo sistema di corpo e cervello?

Studente: Sì.

Insegnante: Immagina che lo stesso funzionamento avvenga nel tuo cuore quantico o energetico, e che invece di vene e arterie ci siano filamenti di luce che partendo dal tuo cuore quantico si collegano a una rete più ampia. Questa rete è l’origine della tua esistenza come essere fisico.

Ora, puoi pensare a questi filamenti sia come a radici sia come ad ali. Radici nel senso che ancorano e radicano la tua esistenza, e ali nel senso che forniscono innalzamento ed espansione alla tua vita.

Durante il giorno, senti semplicemente la struttura energetica che ti circonda. Nel farlo, immagina che il tuo cuore abbia “la spina inserita” o che sia connesso a questa struttura; anche se non riesci a visualizzarla, percepisci la sua presenza come il terreno primordiale dell’energia datrice di vita. Percepisci questa connessione come una ritmica pulsazione di luce, che fluisce dalla rete nel tuo sistema del cuore per poi scorrere dal cuore al resto del corpo.

Studente: Mi basta ascoltarti per sentirlo.

Insegnante: Questa è la tecnica per il quarto e ultimo passo.

Studente: Questo quarto passo deve essere eseguito in concomitanza alle altre tre tecniche?

Insegnante: Non è necessario  farlo quando esegui gli altri tre passi. Puoi eseguire questa quarta tecnica durante il giorno, ed è una pratica di pochi secondi. Puoi farla venti volte al giorno per tutta la vita. È una tecnica per riequilibrare e ripristinare le tue frequenze fondamentali del cuore e assicurarti che si distribuiscano nello strumento umano. Attiva le correnti interne. […]

Studente: Così, le tecniche dell’intelligenza intuitiva sono multi-sfaccettate in ciò che portano alla persona?

Insegnante: Se sei in grado di accedere alla tua intelligenza intuitiva aumenti, in un certo senso, l’ampiezza di banda della tua connessione con la rete di energia luminosa che ti sostiene, e una sola parola può catapultarti nella comprensione quando prima cento libri ti lasciavano nell’ignoranza.

L’intelligenza intuitiva è la potenza del cuore quantico che si insinua nel mondo tri-dimensionale. È la chiave alla conoscenza che ha valore, poiché questa conoscenza cambia ogni cosa nelle dimensioni del passato, del presente e del futuro.—

Discorso del Lyricus n. 6 (estratto)

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