La Gerarchia, (R)

La Gerarchia si estende in tutto il cosmo fino ai confini estremi di scoperta. Ha rami che si protendono a ogni sistema stellare, ogni dimensione; di fatto, tutte le forme di vita sono “foglie” di questo albero cosmologico. La Gerarchia costituisce il grandioso indottrinamento di specie, spiriti, pianeti e stelle man mano che ciascuno evolve lungo i rami dell’albero. È un assembramento di elementi esterni che desiderano investire le loro energie a favore di un sottogruppo che ha nidificato da qualche parte all’interno della più grande di tutte le strutture: la Gerarchia.  Il movente operativo della Gerarchia è il servizio e questo, nella maggioranza dei casi, si traduce nel concetto di salvezza.

La Gerarchia è composta da entità animate da ogni tipo di motivazione che hanno unito le loro energie in sottogruppi. Pensate a questi sottogruppi come a dei rami indipendenti di un vasto albero cosmico, una struttura che abbraccia tutte le cose fuori dalla Sorgente di Realtà. Le radici dell’albero si abbarbicano al suolo della memoria genetica e dell’identità subconscia. Alla base dell’albero, i primi rami generati e più antichi rappresentano le religioni primitive della specie. I rami intermedi sono le religioni ortodosse e le istituzioni, mentre i rami più alti rappresentano i sistemi di credo contemporanei che stanno emergendo da ultimamente in tutto l’universo. L’intero albero, in questa definizione, è la Gerarchia e il suo scopo è di promuovere l’evoluzione della vita attraverso una superstruttura che deriva dall’ordinamento insegnante/studente dell’universo.

La Sorgente Primaria è connessa agli individui, non alle organizzazioni. Quindi la Gerarchia è scollegata dalla Sorgente in senso vitale e dinamico. La Gerarchia è collegata più al suo stesso desiderio di aiutare, di servire, di compiere una funzione che permetta l’uso del potere in modo sicuro. Questo, in sé, non è sbagliato o malinteso. Fa tutto parte dello Schema Primigenio che orchestra il dispiegarsi della coscienza dal collettivo all’individuo e dall’individuo al collettivo.  Questa è la spirale d’integrazione che genera totalità e perfezione nella Sorgente Intelligenza.

Glossario dei WingMakers

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Quello di Gerarchia è un concetto dei WingMakers ampiamente trattato nella Filosofia Camera n. 2.

Il vocabolario definisce il termine “gerarchia” come: “1. un rapporto reciproco di supremazia e subordinazione; 2. l’insieme delle persone che sono ordinate secondo tale rapporto in organismi civili, militari o religiosi [sapere.it]”. Quindi, la gerarchia non è un’organizzazione prestabilita, ma ciò che organizza un’organizzazione.

La Gerarchia si estende in tutto il cosmo fino ai confini estremi di scoperta. Ha rami che si protendono a ogni sistema stellare, ogni dimensione; di fatto, tutte le forme di vita sono “foglie” di questo albero cosmologico.

Tutto e tutti in ogni sistema stellare e dimensione sono quindi immersi, circondanti e intrisi di questa “Gerarchia” come spugne nell’acqua, così impregnati da non rendersene conto, oppure da notarlo solo in strutture macroscopiche.

La Gerarchia è paragonata a un albero cosmologico, e il termine “cosmologico” racchiude più di un significato, perché fa riferimento al cosmo inteso come ordine universale: “La cosmologia è la scienza che studia l’universo nel suo insieme, del quale tenta di spiegare in particolare origine ed evoluzione. In questo senso, è strettamente collegata con la cosmologia intesa come branca della filosofia. (…) La cosmologia ha le sue radici storiche nelle narrazioni religiose sull’origine di tutte le cose (cosmogonie) e nei grandi sistemi filosofico-scientifici pre-moderni (come il sistema tolemaico). [Wikipedia]

La Gerarchia costituisce il grande indottrinamento di specie, spiriti, pianeti e stelle man mano che ciascuno evolve lungo i rami dell’albero.

Il termine “indottrinamento” non è specifico della sola sfera religiosa, ma interessa anche la scienza, l’etica, la politica, l’economia, la cultura e tutti gli aspetti che l’uomo vive sulla Terra. Inoltre, nel caso qualcuno avesse pensato che gli ET fossero liberi da “indottrinamenti”, ora veniamo ad apprendere che non è così, perché l’indottrinamento è un elemento che ogni forma vivente e cosciente si trova a vivere ovunque, su qualsiasi piano o dimensione della creazione, visibile e invisibile, nel corso della sua evoluzione.

È un assembramento di elementi esterni che desiderano investire le proprie energie a favore di un sottogruppo…

Questa descrizione evidenzia l’elemento che caratterizza tutte le gerarchie: la separazione.

Il movente operativo della Gerarchia è il servizio e questo, nella maggioranza dei casi, si traduce nel concetto di salvezza.

“Servizio” e “salvezza” sono vocaboli che nella nostra cultura hanno una connotazione piuttosto positiva; ciò è dovuto al fatto che rientrano nel modello di esistenza che tutti conosciamo meglio, il modello in cui siamo nati e nel quale siamo stati istruiti, e che pieni di buona volontà sosteniamo: il modello evoluzione/salvezza.

Le radici dell’albero si abbarbicano al suolo della memoria genetica e dell’identità subconscia.

Sembra che le ultime ricerche antropologiche facciano risalire la comparsa del genere Homo a due/tre milioni di anni fa [1]. Da allora, se non da prima ancora, l’evoluzione fisica di ogni nostro antenato ha depositato nel codice genetico, generazione dopo generazione, informazioni, condizionamenti, paure, credenze, abilità e, a seguire, concezioni sulla realtà. Tutto ciò rientra nella memoria genetica.

Alla base dell’albero, i primi rami generati e più antichi rappresentano le religioni primitive della specie. I rami intermedi sono le religioni ortodosse e le istituzioni, mentre i rami più alti rappresentano i sistemi di credo contemporanei che stanno emergendo ultimamente in tutto l’universo.

Le prime domande sulla realtà e su noi stessi hanno portato i primi uomini a creare le prime forme di religione (animismo, panteismo). Successivamente abbiamo sviluppato le religioni tradizionali e la formazione delle istituzioni (politiche, economiche, ecc.). Negli ultimi tempi, abbiamo ideato tutti i tipi di credo moderni, dalle nuove religioni alla spiritualità new-age. Interessante quando dice “… in tutto l’Universo”; che sia così anche per altri pianeti e dimensioni?

L’intero albero, in questa definizione, è la Gerarchia e il suo scopo è di promuovere l’evoluzione della vita attraverso la superstruttura che deriva dall’ordinamento insegnante/studente dell’universo.

Il modello evoluzione/salvezza prevede la trasmissione di conoscenze tramite il modello che rispecchia la modalità della Gerarchia, cioè quello di insegnante/studente.

La Sorgente Primaria è connessa agli individui, non alle organizzazioni. Quindi la Gerarchia è scollegata dalla Sorgente in modo vitale e dinamico.

Gli individui sono ogni essere vivente. Ciò che si interpone come intermediario, fa da ponte o collegamento tra due elementi,  e se da una parte è “canale di trasferimento” (più o meno neutro), dall’altra mantiene la separazione. Questo mi riporta alla mente “Il Grande Inquisitore”, il racconto di Dostoevskij inserito nel romanzo I Fratelli Karamazov.

La Gerarchia è collegata maggiormente al suo stesso desiderio di aiutare, di servire, di compiere una funzione che permetta l’uso del potere in modo sicuro.

Se si vuole aiutare, occorre qualcuno che abbia bisogno di aiuto… se nessuno ha bisogno di aiuto, o ci si rassegna a non aiutare o si creano le necessità che poi si vogliono soddisfare. Quante nostre istituzioni cercano disperatamente si esistere nonostante non siano più necessarie inventandosi nuove funzioni?

Questo, in sé, non è sbagliato o malinteso. Fa tutto parte dello Schema Primigenio che orchestra il dispiegarsi della coscienza dal collettivo all’individuo e dall’individuo al collettivo. 

Tutto fa parte di un piano. Il modello sostenuto dalla Gerarchia dovrebbe essere per ogni individuo solo un modello di transizione, di passaggio; un allenamento di conoscenza e presa di coscienza progressiva che deve poi spingerci al modello successivo: trasformazione/maestria. Quindi, il passo successivo sarà quello in cui ciascuno di noi individualmente arriverà ad abbandonare la modalità insegnante/studente per vivere entro il modello trasformazione/maestria (… dal collettivo all’individuale).

Così, concludendo, non si nega – né si ignora – di vivere in un costrutto che presenta delle limitazioni, tuttavia queste sono spesso limitazioni auto-imposte, perché è per una volontà personale che si consegna la propria autorità a qualcosa o qualcuno esterno a sé. Qui non si afferma che chi sa di più non debba istruire chi sa di meno, né che chi è più esperto dia una mano al principiante; e neppure che chi si sente in qualche modo “mancante” non debba rivolgersi a chi può aiutarlo a compensare la sua mancanza. Tuttavia questo atteggiamento deve essere considerato – sia da chi dà che da chi chiede/riceve – puramente funzionale al momento di necessità, affinché colui che non sa possa sapere, ed essere in seguito auto-sufficiente, auto-autorizzandosi ad esprimere la sua nuova conoscenza in modo autonomo e personale, quella che viene presentata in Vivere dal Cuore come l’Artisticità dell’Espressione.

Tutti gli scritti, gli insegnamenti, le opinioni e le esperienze di un’altra persona, per quanto saggia, istruita o “illuminata”, restano suoi propri. Questo vale anche riguardo ai mistici, i santi, le autorità in ogni campo; vale per queste mie riflessioni come per gli scritti e gli insegnamenti di James o di qualsiasi maestro vivente, trapassato, extra-terrestre, asceso o angelico. Da loro possiamo prendere esempio, ispirazione e informazioni, ma non acquisire la realtà dell’esperienza diretta, la sola cosa che può donarci la “maestria”.—


[1] Vedi l’articolo “Il primo del nostro genere, di Kate Wong su Le Scienze n. 526/2012

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