Evoluzione, (R)

La nostra cultura ci dice che l’essere umano è in cima alla scala evolutiva: l’uomo è superiore agli animali, che sono superiori ai vegetali, a loro volta superiori ai minerali. Tuttavia questa valutazione si basa sulla complessità organizzativa della materia e a una maggiore considerazione verso la complessità piuttosto che alla semplicità.

In generale, l’evoluzione è collegata al tempo e in Wikipedia si legge:

* Con il termine evoluzione, in biologia s’intende il progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio, significativi cambiamenti negli organismi viventi.

Nel Glossario dei WM questo concetto viene approfondito e illustrato sotto due diversi aspetti: fisico e metafisico – materia e coscienza.

L’evolvere della coscienza individuale è un processo piuttosto diverso dal processo di evoluzione in termini di corpo fisico. Per esempio, un individuo può fare un salto quantico nella coscienza in un solo istante, mentre invece il corpo fisico si modella progressivamente in migliaia di anni.

Infatti, è risaputo che capire una cosa intellettualmente non porta automaticamente allo stato di coscienza grazie al quale quella stessa conoscenza si esprime in modo spontaneo nel quotidiano. Per esempio, pur capendo intellettualmente che una certa paura è immotivata, non consegue un automatico comportamento di superamento della stessa. Una reale presa di coscienza, invece, illumina in un istante tutto il proprio mondo e trasforma la percezione che si aveva di esso in modo totale e concreto.

L’entità si trasforma tramite il processo del ricordare, mentre lo strumento umano – in modo particolare il corpo fisico – evolve attraverso l’esperienza nelle vaste distese del tempo lineare.

Ricordare la sua vera natura: essere un frammento della Sorgente Primaria. Infatti, una volta nello strumento umano (corpo materiale) automaticamente scatta l’identificazione con esso e si perde il ricordo della propria vera essenza. Questo è ben raccontato in molte tradizioni spirituali con la metafora della “caduta” o “discesa”. L’evoluzione del corpo fisico, invece, ha richiesto decine di millenni per presentarsi come lo vediamo ora, e la scienza ha ben indagato e continua ad indagare sulle sue origini e il suo sviluppo.

Lo strumento umano è un composito di capacità mentali, emozionali e fisiche unite a formare un veicolo affinchè la coscienza d’entità abbia esperienza della vita planetaria. Lo strumento umano si evolve per meglio adattarsi alle necessità dell’entità. L’entità si trasforma da espressione pura e individualizzata della Sorgente Primaria in Sovranità Integrale che ha creato la sua propria realtà e ri-definito se stessa tramite le relative  esperienze planetarie.

 Si presentano le due linee evolutive: 1) quella del corpo fisico, che nel lungo corso temporale di anni, secoli, ere e così via, sviluppa strumenti sempre più complessi e capaci di esplorare e interagire con questo pianeta; 2) quella della coscienza d’entità, il cui fine è pervenire allo stato di Sovranità Integrale.

Il corpo fisico è presentato come strumento umano, costituito da elementi che noi tendiamo a distinguere come a sé stanti: corpo fisico, emozioni e pensiero. Nel contesto dei WM questo strumento è puramente funzionale alla realtà materiale di cui fa parte e da cui è composto: questo pianeta. Quindi è uno strumento di interfaccia con questa materia, dotato di particolari recettori (i cinque sensi, ecc.) che raccolgono secondo la loro funzione le vibrazioni energetiche che formano la materia, vibrazioni che poi il cervello elabora e classifica definendole “realtà oggettiva e materiale”. Fine della sua “evoluzione” è diventare uno strumento sempre più capace di adattarsi agli scopi della coscienza d’entità che lo anima e questo lo fa rispondendo agli stimoli che si presentano nel corso della sua esistenza sul pianeta.

Invece, la coscienza d’entità è la coscienza individualizzata, cioè una particella circoscritta, in sé definita e avente scopo, della coscienza universale o Sorgente d’Intelligenza, aspetto della Sorgente Primaria. In altri ambiti, la coscienza d’entità è definita come una scintilla della Luce, o paragonata a una goccia dell’Oceano. Quindi, per esempio, la “mia coscienza d’entità” non corrisponde a “me come Paola”, perché “Paola” è il nome che individua un dato strumento umano in un determinato tempo e spazio. Scopo della coscienza dell’entità è diventare una Sovranità Integrale.

La Sovranità Integrale è lo stato di coscienza che si raggiunge quando c’è una totale integrazione tra la dimensione della coscienza d’entità e tutti i suoi strumenti di espressione e percezione, quando essa si ri-conosce/si ricorda di sé in ognuno dei suoi strumenti. In altre parole avviene quando lo strumento umano lascia completa libertà di espressione alla coscienza d’entità,  in alcuni contesti la metafora è “il cielo in terra”.

Lo strumento umano è fondato su un corpo fisico continuamente modellato dall’esperienza, dall’emozione e dal pensiero, tutti auto-creati.

Nel materiale dei WM le tre componenti principali dello strumento umano sono strettamente unite e correlate tra loro, e la modificazione in una di esse si trasmette alle altre. Negli ultimi decenni, la comprensione dello stretto legame che intercorre tra questi elementi ha dato origine a nuovi studi e discipline, come l’epigenetica, la psicosomatica, l’intelligenza emotiva, il comportamentismo, e così via. Qui si afferma anche che esperienza, emozione e pensiero sono tutti auto-creati

D’altra parte, la coscienza d’entità è il Sè multidimensionale. E’ l’unione di tutti i differenti aspetti della coscienza che sono impiegati negli universi tempo/spazio tramite strumenti di contatto, siano essi umani o altri.

L’entità può dimorare simultaneamente in migliaia di strumenti umani sparsi lungo 200.000 anni di tempo lineare. Ad uno strumento umano di un determinato periodo di tempo sembrerà essere l’unica e sola esistenza, ma per l’entità tutte le sue vite stanno accadendo nell’adesso. La coscienza d’entità è il “perno” intorno al quale i suoi vari strumenti umani si collegano come i raggi di una ruota, e nella dimensione di vita planetaria, la circonferenza esterna della ruota è rappresentata come tempo circolare.

Negli anni ’60, Seth, tramite Jane Roberts, informava di futuri probabili, di vite parallele, della realtà dell’anima in un eterno presente e del concetto di Oversoul (Superanima – illustrato nei romanzi di Superanima Sette).  A tal proposito cito una sua affermazione: “Non soltanto siete parte di altri sé indipendenti, ciascuno incentrato sulla sua realtà, ma tra questi esiste anche una relazione di sintonia.” Anche Kryon afferma che il nostro Sé Superiore vive nell’“adesso”, dove tutte le nostre vite (passate, presenti e future) sono contemporanee e alle quali si può attingere per trovare soluzioni a problemi in quella che “al momento” stiamo vivendo.

Con l’arrivare a nuove scoperte scientifiche, la mente umana ha iniziato ad estendere la sua capacità di ragionare oltre le evidenze dei cinque sensi fisici e le leggi del mondo fenomenico in cui è immersa, per arrivare ad ammettere – un po’ per volta – che forse la realtà immateriale/metafisica ha delle leggi sue proprie e ben diverse da quelle conosciute.

Per esempio, il passare dal concetto di una sola vita umana (con giudizio finale) a quello di reincarnazione, è stato importante nella coscienza di molte persone per collocare i propri vissuti e dare un senso alla propria vita. Ora ci si presenta un ulteriore ampliamento di orizzonte: smettere di pensare all’esistenza come a un cammino lineare o ciclico ed esplorare l’idea di una simultaneità temporale, per cui tutti i “raggi”, o vite basate sul tempo, sono collegate insieme alla coscienza d’entità dove convergono nel non-tempo.

Dalla coscienza d’entità, attraverso il portale del Navigatore di Totalità, questa stessa esperienza è trasmessa alla Sorgente Primaria, elaborata dalla Sorgente d’Intelligenza, e rimandata alla coscienza d’entità in forma d’energia che allarga la prospettiva dell’entità in termini di destino, esistenza e scopo.

Noi non siamo separati in nessun modo da ciò che possiamo considerare come “superiore”. Le esperienze della nostra vita arrivano immediatamente – e sono convissute – alla Sorgente Primaria che ce le “ritorna” elaborate in modo tale da farcele riconoscere come significative, importanti, arricchenti e finalizzate; riconosciamo, cioè, che attraverso quelle esperienze abbiamo fatto un salto di qualità nella conoscenza di noi stessi e nella nostra capacità di azione. Chi non percepisce la sua costante connessione con qualcosa di superiore o di più profondo dentro di sé, perde quei potenziali di arricchimento e motivazione che si celano in tutto ciò che nella vita gli può sembrare che “accada”.

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